Stormfront | Kolòt-Voci

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Ebrei romani per la pace e contro la disinformazione

E, intanto, il loro forum chiude: “Troppi infiltrati”

Una veglia di incontro e preghiera per i fratelli israeliani impegnati in una guerra che la comunità ebraica romana segue, ora dopo ora, con apprensione e angoscia. E’ un conflitto che spaventa, ancora una volta, e al quale gli ebrei della capitale hanno deciso di rispondere riunendosi in preghiera nella Sinagoga. Un incontro, quello che si è tenuto sabato sera, per ribadire il “no” ai fondamentalismi, al disprezzo della vita umana e all’”odio seminato dai terroristi di Hamas”. All’appello hanno risposto in tanti, famiglie, ragazzi, anziani, che nel Tempio Maggiore hanno voluto far sentire la loro vicinanza a chi ha reagito ai razzi lanciati da Gaza, in difesa dei cittadini di Israele. Tanti avevano la bandiera di Israele sulle spalle, altri mostravano volantini in cui si attaccava una parte della stampa italiana per non aver fornito informazioni corrette sul conflitto. “Cari giornalisti – si leggeva su un manifesto posto all’ingresso della sinagoga – ‘Israele non attacca, semmai risponde’”.

“La Shoah? Una fandonia, un complotto”

Viaggio nel negazionismo via internet

Siti, blog, forum spesso registrati all’estero per bypassare le eventuali restrizioni. Si va da quelli dei movimenti neonazisti a quelli più o meno ufficiali di Forza Nuova, a profili privati sui social network. Interventi non sempre anonimi

Marco Pasqua

Dai forum dei movimenti neonazisti a quelli, più o meno ufficiali, di Forza Nuova, passando per privati profili di Facebook e blog a tema. I negazionisti italiani e, soprattutto, i loro simpatizzanti, sfruttano il web per far circolare le loro assurde tesi che mirano a diffondere la convinzione che il piano di sterminio degli ebrei, disposto dal regime nazista, non sia mai esistito. Non sempre si nascondono dietro all’anonimato e, talvolta, firmano i loro interventi con nome e cognome. Alcuni di loro sono disposti ad ammettere che i nazisti hanno fatto delle vittime, ma certamente non nelle “camere a gas”, di cui negano l’esistenza. I loro siti sono spesso registrati all’estero, con l’intento di bypassare le eventuali restrizioni sui contenuti imposte da alcune piattaforme di blogging. Contenuti che sono costantemente monitorati dalla polizia postale che, alcune volte, riesce a contestare loro la violazione della legge Mancino. Una lista di queste pagine web era già finita al centro di un’indagine promossa dal Comitato di indagine conoscitiva sull’Antisemitismo, presieduto dalla deputata Fiamma Nirenstein, e oggetto di minacce sugli stessi siti.

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