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Spagna: il 52% degli scolari non vuole compagno di banco ebreo

MADRID, 2 DIC – Allarme antisemitismo in Spagna, dove secondo una recente inchiesta citata al Seminario internazionale sull’antisemitismo in corso a Madrid, il 52% degli scolari non vuole un compagno di banco ebreo e il 58% degli adulti pensa che gli ebrei abbiano troppo potere e siano tutti ricchi.

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Granada 1492, ebrei in pericolo

Libri: Adriano Prosperi, Il seme dell’intolleranza. Ebrei, eretici, selvaggi: Granada 1492. Laterza 2011

Massimo Firpo

Una consolidata periodizzazione pone l’inizio dell’età moderna nel 1492, l’anno della scoperta dell’America, della morte di Lorenzo il Magnifico, con cui si aprì una lunga stagione di guerre, e dell’elezione di papa Alessandro VI Borgia, che vide la Chiesa toccare il fondo della sua credibilità religiosa.

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Vita di Alonso, saggio cabbalista

Giulio Busi

Da Venezia a Pisa e poi, per mare, da Livorno a Cadice. Non si poteva dire che Alonso si annoiasse. Gli affari andavano a gonfie vele: ormai aveva trent’anni, e abbastanza esperienza per rappresentare la sua famiglia anche su piazze importanti. Era lui che si occupava delle spedizioni dal Nord Africa e delle importazioni dal l’Italia, delle stoffe e dei marmi che andavano ad arricchire la corte del re del Marocco. Gli Herrera erano mercanti d’alto bordo, e un giorno lui avrebbe avuto le redini della ditta. Ma aveva fatto i conti senza gli inglesi. Quando, nel giugno 1596, la flottiglia del conte di Essex attaccò e saccheggiò Cadice, Alonso fu fatto prigioniero, con una quarantina di altri notabili, e portato in Inghilterra. Per lui, discendente degli ebrei che un secolo prima erano stati cacciati dalla Penisola Iberica, finire ostaggio assieme agli spagnoli era una sorte beffarda. Prigioniero, alla fine dovette sborsare la sua parte dei 120.000 ducati di riscatto. Tra suppliche, preghiere e minacce, la trattativa era durata ben quattro anni.

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La Spagna di Zapatero razzista e antisemita

Nel Paese che ha tranciato tutti i legami culturali col passato nel nome della laicità forzata l’unica religione tollerata è l’islam. E prendersela con Israele è diventato lo sport nazionale

Giorgio Israel

Mio padre era un ebreo di Salonicco, detta la Gerusalemme balcanica, perché due terzi della popolazione era ebraica: discendenti di ebrei provenienti dalla Spagna dopo la drammatica espulsione del 1492. Dopo secoli parlavano ancora lo spagnolo medioevale e le più di cinquanta sinagoghe della città portavano i nomi delle regioni o città di provenienza dell’antica Sefarad (la Spagna). All’avvento del potere greco, dopo la caduta dell’Impero ottomano, un incendio distrusse il quartiere ebraico e buona parte della popolazione emigrò.

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