Sinistra | Kolòt-Voci

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Niente di nuovo sul fronte occidentale… e nemmeno in Medio Oriente

Una ragazza del movimento Hashomer Hatzair che si trova in Israele, ci spiega l’arroganza dello Stato d’Israele e le sue conseguenze.

Bianca Ambrosio

Sono venuta in Israele nove mesi fa. Sono venuta come una diciannovenne alla quale premeva approfondire la propria identità. Sono ebrea, ma sono cresciuta in un contesto laico e ho frequentato la scuola pubblica dove ho avuto modo di incontrare persone con retroterra culturali differenti e opinioni diverse. Durante gli ultimi cinque anni ho partecipato attivamente al movimento giovanile di ideologia socialista-sionista Hashomer Hatzair. E’ lì che ho imparato a costruirmi un’opinione critica, ad essere meticolosa nelle mie ricerche e ad interrogarmi su me stessa e la realtà che mi circonda così da tendere continuamente verso un miglioramento. Tengo presente questi valori costantemente. E sono proprio questi valori che avevo in mente quando ho deciso di venire in Israele.

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Contro Israele linguaggio fascista

Wlodek Goldkorn

Gerusalemme ha commesso violazioni, alcune gravissime. Ma il meccanismo che scatta (anche a sinistra) fa paura

Premessa: sono convinto di quanto segue: che in seguito alla guerra di Gaza in Israele si assiste a una recrudescenza di umori e politiche di stampo nazionalista; che è uno scandalo che un personaggio come Avigdor Lieberman che mette in dubbio il diritto alla cittadinanza dei palestinesi israeliani sia il ministro degli Esteri, e che comunque faccia parte del governo; che il blocco di Gaza deve cessare (salvo per quanto riguarda le armi e gli strumenti militari) ; che Israele debba ritirarsi entro i confini del 1967, compresa Gerusalemme; che Israele debba trovare un modo per riconoscere le proprie colpe per quanto riguarda l’esodo dei palestinesi nel 1948. Continua a leggere »

Tornatevene ad Auschwitz

A sinistra qualcuno trova del tutto normale andare a manifestare nel ghetto di Roma o davanti alle sinagoghe.

Ugo Volli

Piccola riflessione ad uso di quanti si interrogano ancora sul perché gli ebrei italiani, tradizionalmente progressisti, si siano spostati a destra. Vi è stata nei giorni scorsi una correlazione quasi matematica fra la collocazione politica dei giornali e dei politici e il loro atteggiamento rispetto all’azione dei teppisti che si sono organizzati militarmente sulla nave turca Marmara per provocare il massimo dei tumulti al momento del preventivato blocco israeliano. Tanto più a sinistra era schierato un giornale o un politico dichiarante, tanto più facilmente si è bevuto la propaganda islamista, tanto più si è rifiutato di riconoscere i fatti anche di fronte ai video più eloquenti, tanto più si è indignato, ha condannato Israele, ne ha profetizzato la vicina scomparsa allineandosi ad Ahmadinejad, tanto più ha infine accostato la condanna a Israele a quella degli ebrei, trovando del tutto naturale andare a manifestare al ghetto di Roma e alle sinagoghe nel resto d’Italia. Continua a leggere »

Care anime belle, devo farvi una domanda

Giuliano Ferrara

Non passa giorno senza che uno scrittore israeliano, un direttore d’orchestra o una coalizione di personalità varie della cultura rivolga a Israele un appello a fermarsi, a cercare soluzioni diverse dall’attacco militare contro Hamas nella striscia di Gaza, e questo in nome delle tragiche conseguenze della guerra sulle popolazioni civili, sui bambini. Aderisco pieno di compassione per il dolore della popolazione investita dal turbine dell’operazione “piombo fuso”. Non voglio ritorcere argomenti faziosi e squalificanti, assalire le anime belle e accusarle di indifferenza verso il criterio di responsabilità della politica, verso la concreta questione della sicurezza esistenziale di uno stato che vive sotto minaccia prenucleare e di una comunità che cerca di tutelare i suoi villaggi dai razzi sparati da un’organizzazione militare nemica (non uso nemmeno il termine terrorismo, così i puristi ideologici sono soddisfatti) sostenuta da Iran e Siria.

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Intervista a Riccardo Pacifici: “Lerner è un sovietico”

Parla Riccardo Pacifici, portavoce della Comunità ebraica di Roma

Dimitri Buffa

“Gli ebrei non hanno virato a destra, se Gad Lerner sostiene il contrario è perché non conosce le dinamiche interne alle nostre comunità e ragiona con le categorie mentali dell’Unione Sovietica”. Riccardo Pacifici, portavoce della Comunità ebraica di Roma, replica senza mezzi termini all’intervento dell'”amico” Lerner pubblicato ieri su “Repubblica”. E precisa: “l’ebraismo italiano non è formato da persone che su temi come quelli dell’etica hanno la stessa posizione”.

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Vecchi vizi. Sinistra e antisemitismo

David Bidussa

La scena delle bandiere bruciate,e dell’intolleranza andata in onda martedì 25 aprile a Milano, non dice molto di nuovo, certo di fischi non è morto mai nessuno, ma il problema in sé non sono né i fischi, né il rito del fuoco “purificatore” (anche se il mito del fuoco che purifica ha a poco a che fare con la storia della sinistra, ne ha invece e moltissimo con quello della destra e del KKK americano). Continua a leggere »

È ora che si discolpi Golia

Giorgio Israel risponde a Clara Sereni

Da qualche tempo provo l’impulso a rigurgitare ricordi. Mi si perdoni il verbo volgare, ma è proprio quello che descrive perfettamente la situazione. Ad esempio, mi è successo recentemente, a proposito di un dibattito sulla rivista “Primato”. Ho visto giustificare con supponenza una marmaglia di opportunisti che, dopo essersi sporcata con le peggiori compromissioni nella politica razziale fascista, era stata lavata alla candeggina dall’amnistia togliattiana, quindi assurta a gotha dell’intellettualità e di nuovo oggi esaltata come crema della cultura italiana. E mi è tornata in mente la memoria di tante persone di ben altra levatura intellettuale massacrate da quei personaggi e dal cinismo con cui è stata traghettata la classe dirigente di questo paese. I ricordi possono stare fermi sul fondo in nome del sano desiderio di vivere nel presente e per il futuro. Ma se qualcuno ti ripropone una menzogna che, per giunta, offende di nuovo gli offesi, allora i ricordi rigurgitano. Così mi è tornato in mente il caso di un illustre professore intellettuale antifascista e comunista che non trovò di meglio che assolvere l’ex Capo dell’Ufficio Razza del Minculpop col dire che era tanto bravo a trovar soldi. Continua a leggere »