Sharon Nizza | Kolòt-Voci

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La piccola Moncalvo d’Israele

Nicola Gallino

Obadiah_of_Bertinoro_Italian_SynagogueC’è in Israele un pezzo di storia ebraica piemontese custodito dagli eucalipti e dal vento caldo che qui gira dal promontorio di Giaffa. È l'”Aron ha Kodesh” della sinagoga di Moncalvo, sacro armadione ligneo dove gli ebrei monferrini riponevano i rotoli della Torah. Due colonne ioniche tinte a finto marmo. Ante massicce e protettive. Sopra, il capriccio d’oro e intagli di un fastigio. E in cima le Tavole della Legge incoronate. Un manufatto di ebanisteria primo Ottocento in tutta la sua solennità, salvato e restituito al culto della sinagoga Obadiah da Bertinoro di Ramat Gan, popoloso e tranquillo sobborgo residenziale di Tel Aviv. L'”aron” è affidato alle cure di un nucleo di ebrei italiani che hanno fatto “aliyah” negli anni Quaranta e Cinquanta e che oggi si godono una longeva e serena stagione di affetti e di memorie.

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Lettera aperta a Kolòt

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (ops, questa vale come aggiunta?). Risposta sotto.

Michael Ascoli

Caro David,

Spero tu pubblicherai quanto segue in versione integrale e senza cappelli. Per prima cosa mi chiedo perche’ accusare chi come me ha firmato l’appello di essere ‘rimasto a casa’: su cosa basi il giudizio sull’impegno civile di ognuno di noi?

Ma soprattutto il titolo e’ sbalorditivo! Non conosco la tua storia personale, ma come ebreo e come italiano il mio debito nei confronti dei partigiani, rossi o di altro colore, e’ immenso e davvero non mi capacito di come a un ebreo possa venire di usare la parola partigiano come epiteto negativo!

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In democrazia

Davide Levy

Vorrei anch’io commentare tutto ciò che sta succedendo intorno alla candidatura di Sharon Nizza nelle liste del PDL in quanto ho dato spazio, in una pagina di Facebook che gestisco, alla lettera che invitava a non votarla. Ovviamente, ho dato anche spazio alla replica della suddetta. Pensavo che la cosa finisse lì, invece si sono scatenate le polemiche fuori e dentro la mia pagina. Perché?

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Vito Anav: Le polemiche ci danneggiano

Candidatura Sharon Nizza: La lettera strettamente personale del Presidente dell’Irgun Olè Italia, l’organizzazione che rappresenta gli italiani in Israele.

Leggo solo ora l’appello diramato da alcuni italiani residenti in Israele. Ne avevo sentito parlare e me ne erano arrivati da varie fonti alcuni stralci ma solo grazie a Kolot ho potuto leggere il testo integrale. Credo che sia importante chiarire che l’appello diramato rispecchia le posizioni dei firmatari ma non l’opinione di tutti gli italkim

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Controappello: Perché Sharon Nizza è da votare

Leggiamo con sconcerto le considerazioni fatte con una lettera aperta di italiani residenti in Israele e con diversi articoli pubblicati nella stampa nazionale ebraica, alle quali riteniamo di dover replicare con fermezza.
Alle prossime elezioni italiane, per la circoscrizione degli italiani all’estero (in Asia, Africa, Oceania e Antartide), si candida per la prima volta un’israeliana, Sharon Nizza, nelle liste del PDL.

La ragazza che turba il sonno degli ultimi partigiani rossi

Riceviamo e pubblichiamo per dovere di informazione il drammatico appello firmato a NON votare la candidata PDL per la circoscrizione estera che comprende Israele, Sharon Nizza. A Sharon e a tutti gli altri candidati ebrei che hanno ritenuto di partecipare alla competizione democratica invece di rimanere a casa a firmare appelli, e indipendentemente dal partito in cui militano, auguriamo ogni successo (DP)
“Informazioni importanti per chi vota alle prossime elezioni italiane”
A seguito di conversazioni avute con numerosi cittadini italiani residenti in Israele, ci sembra che vi sia molta confusione e forse anche disinformazione in merito alla natura di queste elezioni. Per chiarire più esattamente la situazione ed evitare che qualcuno voti in maniera contraria alle proprie effettive intenzioni, desideriamo specificare alcuni punti:

Margherita Hack, fedele al fascismo, ora pro-palestinese

Le reazioni all’articolo sulla kashrut a Roma


Sharon Nizza

Leggo con stupore la newsletter di oggi dell’Unione, che riporta una ridente foto della redazione di Pagine Ebraiche con l’astrofisica Margherita Hack. Non ho ancora avuto modo di leggere l’intervista contenuta nel numero di agosto di Pagine Ebraiche, alla quale si fa riferimento nella breve nota. Ho potuto invece leggere ieri sul Corriere – e senza rimanerne così sorpresa considerato il comportamento di molti altri intellettuali italiani, antifascisti del poi, che al momento clou prestarono giuramento al fascismo – l’articolo in cui la Hack “rivela” che all’età non così fertile di 21 anni, giurò lealtà alla patria e al fascismo per ricevere una medaglia d’oro in atletica.

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