Sesso | Kolòt-Voci

Tag: Sesso

L’Israele ironica di Eshkol Nevo

Un vedovo del New Jersey torna a Gerusalemme per costruire un “mikveh”: ma deve affrontare un sacco di guai e le tentazioni di un amore focoso

Elena Loewenthal *

soli e perduti - nevoGeremia Mendelshtorm è rimasto solo. Ha perduto l’amata moglie e vive in un luogo terribilmente lontano, al di là dell’Oceano. Non si dà pace finché non decide di eternare il ricordo della compagna di una vita. Ma come? Le sostanze non gli mancano, non è quello il problema. Per un po’ si arrovella e poi trova una brillante soluzione: farà costruire un bagno rituale in una sperduta e immaginaria cittadina ultraortodossa in una imprecisata regione d’Israele. Il mikweh è un elemento fondamentale della vita religiosa: uomini e donne debbono immergersi nella vasca del bagno rituale con imprescindibile regolarità. Dunque ben venga, questa generosa donazione. Il problema è però che la «Città dei Giusti» non è un posto semplice. Intanto c’è una complessa burocrazia da rispettare. Poi ci sono già tanti altri bagni rituali, in città. Come se tutto ciò non bastasse, vi abita un sacco di gente con dei problemi. A incominciare dal braccio destro del sindaco, Moshe Ben Zuk: un pio ebreo sposato e devoto, ma con un passato ancora ingombrante e tempeste ormonali ancora in corso. A fomentare il suo desiderio è la bellissima e focosa Ayelet, sparita da tempo nella realtà ma mai nei suoi pensieri. Poi ci sono Anton e Katia, una coppia russa in crisi con un assetto familiare piuttosto complicata. E Naim, che è appassionato di birdwatching ma per questo finirà nei guai.

In sostanza, la costruzione di questo bagno rituale si rivelerà un affare più complicato del previsto. Per non parlare di quando sarà finito e pronto all’uso: un uso imprevedibile, con conseguenze ancor più imprevedibili.

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Ecco come e perché Dio ha creato il mondo nell’amore tra maschio e femmina

Il mistero gaudioso del sesso. 

Pubblichiamo alcuni estratti dell’intervento del rabbino Jonathan Sacks (con Benedetto XVI in basso nella foto, è considerato la massima autorità spirituale e morale ebraica ortodossa in Gran Bretagna) al Colloquio interreligioso internazionale “Humanum – La complementarietà fra uomo e donna”, Roma 17-19 novembre.

Rav Jonathan Sacks

adamo-ed-evaStamattina voglio cominciare la nostra conversazione raccontando la storia della più bella idea nella storia della civiltà: l’idea dell’amore che porta nuova vita nel mondo. Ci sono molti modi di raccontarla. Per me è una storia fatta di sette momenti chiave, ciascuno dei quali sorprendente e inatteso. Il primo, secondo un articolo scientifico apparso di recente, ebbe luogo 385 milioni di anni fa in un lago della Scozia. Fu allora, secondo la recente scoperta, che due pesci si unirono per realizzare il primo esempio di riproduzione sessuale noto alla scienza. Fino ad allora la vita si era propagata in modo asessuato, per divisione cellulare, gemmazione, frammentazione o partenogenesi: tutte forme più semplici e più economiche della divisione della vita in maschio e femmina, ciascuno dei due con un ruolo diverso nella creazione e nel sostentamento della vita. Quando consideriamo quanto sforzo ed energia richiede la congiunzione del maschio e della femmina nel regno animale – in termini di esibizione, rituali di corteggiamento, rivalità e violenze – è stupefacente che la riproduzione sessuale abbia cominciato a esistere. I biologi non sono sicuri del perché. Alcuni dicono che era funzionale alla protezione dai parassiti, o all’immunizzazione da malattie. Altri dicono semplicemente che l’incontro di opposti genera diversità. Ma in tutti i modi, quei pesci in Scozia scoprirono qualcosa di nuovo e magnifico, che da allora è stato copiato virtualmente da tutte le forme di vita evolute. La vita comincia quando il maschio e la femmina si incontrano e si abbracciano.

Il secondo inatteso sviluppo fu la sfida unica posta all’Homo sapiens da due fattori: assumemmo la posizione eretta, che compresse il bacino della femmina, e ci trovammo con cervelli più grandi (un aumento del 300 per cento), il che volle dire teste più grandi. Il risultato fu che i cuccioli degli umani cominciarono a venire al mondo più prematuramente di quelli di qualunque altra specie, e così si trovarono ad avere bisogno della cura parentale per un tempo molto più lungo. Ciò rese l’accudimento genitoriale più esigente fra gli umani che fra qualunque altra specie, opera di due persone anziché di una sola. Da qui il fenomeno – molto raro fra i mammiferi – del legame di coppia, diversamente dalle altre specie nelle quali il contributo del maschio tende a concludersi con l’atto della fecondazione. Fra la maggior parte dei primati, i padri nemmeno riconoscono i loro figli, oltre a non prendersi cura di loro. Nel resto del regno animale la maternità è quasi universale, ma la paternità è rara. Perciò quello che emerse insieme alla persona umana fu l’unione della madre e del padre biologici per prendersi cura del figlio. Fin qui la natura, ma poi venne la cultura, e con lei la terza sorpresa.

Monoteismo e monogamia Pare che fra i cacciatori-raccoglitori il legame di coppia fosse la norma. Poi sorsero l’agricoltura e i surplus economici, le città e la civiltà, e per la prima volta stridenti ineguaglianze cominciarono a emergere fra ricchi e poveri, potenti e senza potere. I grandi ziggurat della Mesopotamia e le piramidi dell’antico Egitto con la loro base larga e la cima stretta erano affermazioni monumentali di pietra di una società gerarchica nella quale i pochi avevano potere sui molti. E la più ovvia espressione di potere fra i maschi alfa, sia umani che primati, è di dominare l’accesso alle donne fertili e così massimizzare la trasmissione dei propri genî alla generazione seguente. Da qui la poligamia, che esiste nel 95 per cento dei mammiferi e nel 75 per cento delle culture studiate. La poligamia è l’espressione ultima della diseguaglianza, perché significa che molti maschi non avranno mai la possibilità di avere una moglie e un figlio. E l’invidia sessuale è stata, per tutta la storia, fra gli animali come fra gli umani, un fattore primario di violenza. È questo che rende così rivoluzionario il primo capitolo della Genesi, nella sua affermazione che ogni essere umano, indipendentemente dalla classe, dal colore della pelle, dalla cultura o dal credo, è fatto a immagine e somiglianza di Dio stesso. Continua a leggere »

Guida al sesso per sposi ebrei ortodossi

Il libro che scuote Israele

Un libro su sesso, rapporti orali e masturbazione. Dedicato a tutti i novelli sposi ebrei ortodossi. Un manuale destinato a far discutere. Ma scritto per aiutare quelle giovani coppie che non hanno mai avuto un’educazione sessuale e che non hanno mai neppure dato un bacio.

Il libro è stato scritto dal dottor David Ribner, psicoterapista ebreo nato a New York. Grazie alla sua ordinazione rabbinica e al suo dottorato di “assistente sociale” quando si è trasferito in Israele il dottor Ribner ha guidato i propri pazienti ebrei attraverso i meandri del senso di colpa religioso e del desiderio umano.

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La sessualità e l’ebraismo

La risposta alla depravazione dell’umanità che verrà distrutta dal diluvio è un uomo che nasce circonciso, Noach-Noè

Jonathan Pacifici

E venne a lui la colomba sul far della sera, ed ecco un ramo di ulivo strappato nella sua bocca,e seppe Noach che le acque erano calate dalla terra.” (Genesi VIII,11)

Ed ha detto Rabbì Jermiah ben Elazar: Che significa quanto è scritto ed ecco un ramo di ulivo strappato nella sua bocca? Disse la colomba dinanzi al Santo Benedetto Egli Sia: Padrone del mondo! Possano essere i miei alimenti amari come lulivo e dipendenti dalla Tua Mano e che non siano dolci come il miele e dipendenti dalle mani di carne e sangue.’” (TB Eruvin 18b)

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Se lo fanno anche gli ultra-ortodossi

Tempesta su FaceGlat, il social «kosher » per gli ebrei ultraortodossi. Nessuno protesta invece per il sito specializzato in rapporti extraconiugali Gleeden che gode di ottime recensioni

Leonard Berberi

Uomini da una parte. Donne dall’altra. In mezzo, il vuoto. Anzi: un muro (virtuale). Benvenuti su FaceGlat, il primo social network israeliano «kosher» dove vige la segregazione sessuale. Questo clone di Facebook si rivolge solo a un particolare tipo di pubblico: gli ebrei ultraortodossi.

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Sex & the Torah

A Crown Heights, nel cuore ebraico (e ortodosso) di Brooklyn, le donne sono tutte casa, sinagoga, parrucche. E sesso. Gli appuntamenti al buio? Funzionano come nel resto di New York. Ma portano dritti al matrimonio

Anna Lombardi

Mentre fuori le strade si svuotano Chaya accende le candele, si copre gli occhi con le mani e recita la preghiera del sabato. “Baruch Atah Adonai Eloheinu…”. Uno Shabbat partito con affanno: il tavolo da stiro è stato chiuso in fretta e le camicie spiegazzate sono rimaste sulla sedia, i cibi già cotti sono finiti sullo scaldavivande elettrico appena in tempo. Nathaniel, marito di Chaya da un mese, ha spinto forte sui pedali della sua vecchia Bianchi per riuscire ad arrivare a casa puntuale, con le candele. E quando le luci sono accese l’atmosfera finalmente si rilassa, sul tavolo arrivano pane, olive e formaggio. “Stasera siamo a cena da amici. E poi, sì, si fa… “quello”: il sabato è consigliato oltre che benedetto”.

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L’ebreo americano tra antisemitismo e secolarizzazione

A 76 anni Philip Roth dice di avvertire sempre più il peso dell’età che avanza.

Michael Naumann

Philip Roth ha 76 anni – è nato intatti a Newark nel New Jersey nel marzo del 1933 -scrive da ormai 50 anni. Dai suoi libri sono stati tratti vari film, da “La macchia umana” con Nicole Kidman e “Elegy” con Penelope Cruz. Nel corso del tempo i temi dei suoi 23 romanzi e degli innumerevoli racconti si sono però modificati.

Una volta i suoi protagonisti erano animati da una visione ottimistico-satirica della vita con tanta enfasi sul sesso (basti pensare a “Il lamento di Portnoy”). Oggi invece convogliano paure, rimorsi e presentimenti di morte. L’ultimo romanzo dello scrittore americano. “Indignation” (in uscita in Italia tra qualche mese con Einaudi), considerato dalla critica Usa uno dei suoi migliori, ambientato ai tempi della guerra di Corea, ha per protagonista un uomo, caduto in quel conflitto e che si rivolge ai lettori dalla sua tomba.

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