Scuola | Kolòt-Voci

Tag: Scuola

Sul suicidio assistito dell’ebraismo italiano

Molti ebrei che non hanno potuto (e in molti casi non hanno voluto) frequentare la scuola ebraica, sollevano da decenni nobili questioni di principio del tipo “Se abbiamo vantaggi per le scuole ebraiche, li avranno anche quelle cattoliche, quindi meglio quelle statali”. Qui una bella risposta da parte di uno che le scuole ebraiche le ha invece frequentate

Daniel Funaro

Sarei abbastanza curioso di comprendere secondo quale ordine e ragione qualcuno pretenda di scegliere i valori che lo Stato italiano dovrebbe trasmettere a tutti i giovani italiani. Non mi pare che questa classificazione esista per davvero e mi sembra che chi la esplicita abbia scelto un po’ quello che preferiva. Ma in questi ragionamenti faccio davvero fatica a trovarne un senso. A prescindere però da questo, bisogna chiedersi se è davvero compito di uno Stato quello di trasmettere valori, o se forse questo compito non spetti invece ai genitori. Perché oltre alla volontà di far confusione, ciò di cui si sta parlando è ben altro. Se lo Stato sceglie di non erogare più neanche quel minimo di fondi che destinava alle scuole paritarie queste saranno costrette a chiudere. Creando così un monopolio dell’educazione che, de facto, impedisce a forme alternative di educazione di avere luogo nel Paese.

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Se Auschwitz diventa una scuola per ebrei disattenti

«Ad Auschwitz saresti stata attenta». Frase antisemita contro un’alunna. Il ministro Profumo chiede una relazione. Classe in rivolta

ROMA – Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha chiesto una «relazione scritta» in merito alla frase antisemita che, secondo quanto riferito da Repubblica, sarebbe stata pronunciata da una docente di matematica nei confronti di un’alunna ebrea in una scuola romana: «se fossi stata ad Auschwitz saresti stata più attenta». La richiesta del ministro è stata fatta alla preside dell’istituto Caravillani, Anna Maria Trapani, la quale già il 21 gennaio aveva inviato un richiamo scritto alla professoressa, che ore si trova in malattia. Il fatto sarebbe accaduto a ottobre ed è stato reso noto giovedì durante una visita della classe della giovane al Museo della Comunità ebraica.

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A Milano la Scuola ebraica è “il caso di successo”

Una rete collaborativa in Comunità è il piccolo segreto per arrivare all’eccellenza. Relazione sul Workshop tenuto a Bruxelles dal 14 al  17 giugno

Dany Maknouz

L’European Schoolnet (EUN) è un network formato da 30 Ministeri dell’Educazione in tutta Europa e non solo, che è stato creato 15 anni fa con lo scopo di portare l’innovazione e la tecnologia nell’insegnamento e nell’apprendimento, con un diretto contatto con i soggetti interessati: ministeri, scuole, insegnanti e ricercatori.

Macché razzismo: solo criteri di ammissione

Un lettore di Kolòt  smonta le tesi di chi vede nella controversia sulla scuola ultra-ortodossa di Emanuel un caso di razzismo

Caro David, mi spiace che da questa newletter si propaghino informazioni completamente distorte sugli ebrei ortodossi. Di solito lascio passare, ma in questo caso mi sembra opportuno informare. Checche’ ne dica la stampa, le regole di ammissione nella scuola in questione riguardavano solo criteri di osservanza religiosa che, piacciano o meno, sono accettati in altre scuole pubbliche ultra-ortodosse-chassidiche (Bet Yaakov). A prescindere dalle origini (ashkenazite o sefardite) chiunque volesse sottoscriverli veniva ammesso. Tant’e’ che il 30% delle ragazze che frequentano la scuola incriminata di Emanuel sono sefardite, un dato in linea con moltissime altre scuole ultra-ortodosse e una percentuale enorme per una scuola che si autodefinisce chassidica. Come si fa a dire che e’ una questione di razzismo?

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Milano ebraica fa scuola

Guido Vitale

Una sola comunità, tre istituti, numerosi modelli culturali. L’esistenza di realtà scolastiche differenti e in concorrenza fra di loro nell’ambito della presenza ebraica milanese è stata per molti anni considerata motivo di divisione, di lacerazione, di impoverimento. Talvolta è stata anche additata come un fattore di rischio per l’unità e la solidità economica di strutture che le esigenze di bilancio continuano a mettere a dura prova. E questa pluralità di istituzioni educative ancora oggi costituisce un fenomeno unico, considerato da alcuni forse anomalo nell’ambito della realtà ebraica italiana. Continua a leggere »

Sotto un’altra stella di Davide

Controversie dottrinali – L’ebraismo riformato in italia

Donne che leggono la Torah, aperture verso i gay, regole meno rigide. Come nel resto del mondo, sta prendendo piede una corrente di ebrei «progressivi».

Valeria Gandus – Panorama

La sposa, naturalmente, era bellissima. Lo sposo raggiante. I parenti commossi, la cornice da favola. E la cerimonia? Decisamente insolita: il rabbino veniva da Londra, i canti erano in ebraico, il rito celebrato in inglese con traduzione in italiano. Quanto alla Ketubbà (il contratto di nozze), per l’occasione decorata da Emanuele Luzzati, era scritta sia nella lingua dei padri sia in «vernacolo», cioè in italiano. E, novità, firmata anche dalla sposa.

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