Roma | Kolòt-Voci

Tag: Roma

Nervi scoperti

Dividete la Comunità. Paserman smentisce Fiorentino. I notabili sono buoni (e chi ha mai detto che sono cattivi?). Tutti i presidenti passati sono stati buoni (davvero?). Basta bottegari amici del Cavaliere. Elezioni bulgare.

Altre risposte post elezioni romane

Caro David, quanto scrivi suscita molti spunti di riflessione, e qualche preoccupazione per il futuro. Provo a spiegare perché.

SPUNTI DI RIFLESSIONE: Parto dall’esperienza comunitaria di Roma, dalla quale mi sono spontaneamente allontanato ben prima che si radicalizzasse lo scontro, fondando poi l’Associazione Beth Toledot che presiedo oramai da 5 anni.

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Il doppio trionfo di Riccardo Pacifici

David Piazza

Spesso, quando un candidato in una qualsiasi competizione è molto forte si dice che “lotti contro se stesso”, ma leggendo i risultati delle elezioni nella Comunità più grande d’Italia, non è questo il caso di chi in vent’anni ha letteralmente rovesciato il concetto di “fare politica ebraica” in Italia.

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Un Purim complicato che capita alla vigilia di shabbàt

Indicazioni per Purim – Dall’Ufficio Rabbinico di Roma

Quest’anno Purim viene di venerdì. Come ci regoliamo con lo shabbath? Sappiamo che di norma è necessario arrivare con appetito allo shabbath, in modo di poter celebrare in modo appropriato il pasto festivo. La mitzwà del banchetto di Purim, che va fatto il giorno e non la sera di Purim, va adempiuta tenendo conto di questo requisito.

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I ragazzi di Piazza Bologna

Ariel Arbib

Era sul finire di Maggio, che tra una lezione e l’altra discutevamo in classe, i miei compagni ed io, degli avvenimenti in Medio Oriente. Era un Maggio tiepido e dolce, quello del ’67’,come a Roma ne capitano spesso, nulla che facesse presagire quello che poi tra le sabbie del Sinai si scatenò da lì a pochi giorni dopo e che cambiò radicalmente la mia vita e non solo la mia. Era il 5 Giugno. Con un po’ di quella arroganza e sicurezza tipica di un diciassettenne, ripetevo con determinazione ai miei compagni del quarto anno del Liceo scientifico ‘Plinio Seniore’, che Israele non avrebbe mai potuto perdere nessuna guerra, tanto meno quella, che i ruggiti di Nasser, e la sua tipica e più volte reiterata esibizione di muscoli, stava per scatenare.

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Intervista a Riccardo Pacifici: “Lerner è un sovietico”

Parla Riccardo Pacifici, portavoce della Comunità ebraica di Roma

Dimitri Buffa

“Gli ebrei non hanno virato a destra, se Gad Lerner sostiene il contrario è perché non conosce le dinamiche interne alle nostre comunità e ragiona con le categorie mentali dell’Unione Sovietica”. Riccardo Pacifici, portavoce della Comunità ebraica di Roma, replica senza mezzi termini all’intervento dell'”amico” Lerner pubblicato ieri su “Repubblica”. E precisa: “l’ebraismo italiano non è formato da persone che su temi come quelli dell’etica hanno la stessa posizione”.

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Il pogrom e l’esodo dei 40 mila ebrei libici

Furono 40 mila gli ebrei libici espulsi nel 1970, assieme agli italiani. Come gli ebrei di Djerba, di fronte alla città tunisina di Gabès, dove una comunità ebraica fu creata nel 586 a.C. da profughi di Gerusalemme in fuga dopo la distruzione del primo Tempio da parte del babilonese Nabucodonosor. Come gli ebrei della bellissima Casablanca, dove c’è la seconda sinagoga più grande del mondo e dove al Qaeda ha colpito tre anni fa. Come gli ebrei d’Algeria, che erano 200 mila ebrei nel 1962 e si sono ridotti a un centinaio scarso. Come gli ebrei di Siria, che dai 45 mila del 1948 sono passati ai 5.000 del 1987 e ai 63 del 2001.

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Il male del lager uccide Davide Di Veroli

“Davide e il suo male oscuro Muore come Primo Levi sotto ponte Garibaldi”. Aveva 82 anni ed era uno degli ultimi superstiti romani di Auschwitz

Paolo Brogi

Tacere. Oppure dirlo. C’è una famiglia distrutta dal dolore. Un dolore enorme, perché è morto un uomo che aveva subito nel corso della sua vita quella cosa irriferibile che si chiama Auschwitz. Rispettiamo quella famiglia, quella di Davide Di Veroli, che l’altro giorno è stata segnata a lutto così atrocemente. E con la famiglia l’intera Comunità Ebraica romana. Ma la morte di Davide Di Veroli, 82 anni, un sopravvissuto all’orrore che nel maggio di 61 anni dopo conservava sul suo corpo ferite non rimarginabili, è un grido di dolore che ci riguarda tutti. È successo di nuovo, come con Primo Levi. Stavolta sotto ponte Garibaldi. Qualcosa di terribile che si deve sapere. Continua a leggere »