Roberto Jarach | Kolòt-Voci

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Milano: Tesi a confronto

Ester Moscati

«Si è aperto con le pacate parole di Rav Arbib, la sera del 14 dicembre, il dibattito comunitario sulla crisi che ha portato all’avvicendamento al vertice della Comunità milanese e alla ricomposizione del Consiglio dopo le dimissioni del presidente Jarach e di cinque consiglieri. Introdotto da Guido Vitale, moderatore della serata e direttore di Mosaico, il confronto, pur con momenti accesi e controverse ricostruzioni degli avvenimenti, si è mantenuto nei limiti di un civile scambio di idee. Sono state così sostanzialmente ascoltate le parole del Rabbino Capo, che ha parlato dell’importanza del rispetto nei rapporti umani, del peccato di lashòn harà (maldicenza) e della mitzvà (precetto) dell’amore per il prossimo. “Non volevo parlare, questa sera”, ha esordito, “per non confondere i ruoli del rabbinato e quelli della politica comunitaria, ma non avrei voluto che il mio silenzio fosse scambiato per indifferenza”. Come superare i limiti alla libertà di espressione che sembrano posti dal divieto di lashòn harà? Giudicando il nostro prossimo in tutto il suo complesso, non per un singolo aspetto del suo comportamento, dato che in ognuno c’è un lato negativo e uno positivo, da valorizzare. “Criticare gli altri è semplice, cercare il bene in ognuno molto più difficile; ma l’essenza dell’essere ebrei è proprio non cercare vie facili, istintive”. Continua a leggere »

L’avvicendamento nella Comunità ebraica di Milano

Chi ha lasciato – Roberto Jarach

Non è compito agevole spiegare ai lettori del Bollettino le motivazioni di un gesto così sofferto compiuto da parte dei sei consiglieri dimissionari che, per la prima volta nei quasi 30 anni di mia presenza ininterrotta nel Consiglio della Comunità, ha portato ad un reintegro così massiccio con l’ingresso di persone senza esperienza di gestione comunitaria. Da mesi ormai era di fatto impedita, attraverso il voto di maggioranza, la possibilità di gestire col consenso anziché con la contrapposizione la maggior parte dei temi più qualificanti in discussione. Continua a leggere »

Ebrei, basta divisioni

Il nuovo presidente Leone Soued: serve un progetto comune o falliremo

Roberto Delera

Imprenditore tessile, nato in Egitto 54 anni fa, sposato, un figlio. E’ arrivato in Italia nel 1958: «Questo è un Paese bellissimo che mi ha accolto con amore». Leone Soued, il nuovo presidente della Comunità ebraica, aveva solo quattro anni quando è stato costretto, per fuggire da un Paese che per la sua famiglia era divenuto minaccioso, a cercare rifugio in Italia. Ed è proprio lui a ricordare che la Comunità milanese è stata formata dalle diverse ondate di immigrati che cercavano un porto sicuro dove poter vivere e lavorare. Prima gli egiziani, poi i persiani, i libici… Divenuto presidente dopo una turbolenza istituzionale che ha scosso parecchio la società israelitica milanese, Soued dice con serenità ma con molta fermezza: «Non voglio parlare dei problemi del passato, ho a cuore soltanto il futuro». Continua a leggere »

Rav Alfonso Arbib è il nuovo rabbino capo di Milano

Il professore di Talmud che parlerà a diciotto sinagoghe

David Piazza

Il cordiale ma convinto rifiuto espresso agli amici che lo invitavano a festeggiare nella pizzeria kashèr (dove si cucina secondo le regole alimentari ebraiche), all’indomani della nomina a rabbino capo, ci dice forse qualcosa sul futuro del rabbinato a Milano: “Mi dispiace, ma domani sera ho la lezione di Talmud”, rispondeva un imbarazzato Alfonso Arbib.

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Milano: La mozione della svolta

Giuseppe Flavio

Per anni abbiamo pensato che nel Consiglio della nostra Comunità regnasse la più serena calma, che tutti andassero d’amore e d’accordo, che le decisioni venissero prese all’unanimità. Ci eravamo sbagliati. La crisi apertasi con l’annuncio di possibili “dimissioni” da parte di Rav Giuseppe Laras ha aperto una finestra e stanno venendo fuori cose interessanti. Sono sempre di più ad esempio i consiglieri che hanno mal di pancia per la gestione autoritaria dei lavori durante le sedute settimanali della Giunta e del Consiglio da parte del presidente Roberto Jarach, un approccio che definiscono “aziendalistico”, ma anche per la sua tendenza a ridurre gli spazi di autonomia per le diverse organizzazioni ebraiche. Continua a leggere »

Perché il rabbino di Milano lascia e altri pensano di seguirlo

Roma. Da tre settimane gli ebrei milanesi erano a conoscenza delle dimissioni da rabbino capo di Giuseppe Laras, anticipate ieri dal Corriere.

Walker Meghnagi, membro influente (e tradizionalista) della comunità, al Foglio spiega che “Laras si è trovato solo. E’ stato obbligato alle dimissioni, un caso unico all’interno del mondo ebraico, il primo di potere politico che s’intromette in quello religioso. Il presidente della comunità, Roberto Jarach, non doveva permetterlo. E’ un fallimento della sua politica, che lascia un vuoto oggi incolmabile. Laras è un rabbino che in vent’anni ha fatto superare tutte le divergenze, che oggi riemergono fortemente”. Continua a leggere »

Il ribaltino

La comunità ebraica di Milano e la manifestazione pro-Israele

David Piazza

In molti si aspettavano, o speravano, che il consiglio straordinario della Comunità ebraica di Milano ieri sera, 18 novembre, avrebbe ribaltato il risultato della giunta di appena una settimana prima, quando si era deciso che la Comunità non avrebbe organizzato una manifestazione a sostegno di Israele, suggerita dall’associazione Adi (Amici d’Israele), in concomitanza con una analoga organizzata a Roma. Continua a leggere »