Riccardo Di Segni | Kolòt-Voci

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La battaglia del grano a Roma

La globalizzazione dei rabbini e l’identità dei biscottini. A Roma stava per scoppiare la rivoluzione dopo il divieto del rabbinato di vendere la farina Kasher Lepesach su richiesta del rabbinato israeliano. Ora già si scambiano ricette su Facebook su come fare le ciambellette con la farina di matzà. DP

Rav Riccardo Shmuel Di Segni

Dopo lo scarno comunicato dell’altro ieri sul divieto di vendita al dettaglio della farina kasher lePesach si è sentita la necessità di una relazione dettagliata su quello che è successo. E’ quanto viene presentato nella nota che segue. Invito tutti coloro che hanno delle osservazioni da fare a leggere prima questa relazione.

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Se l’ebraismo fosse stato più semplice, sarebbe già scomparso

Kippur 5770 – Il discorso dell’ora di Ne’ilà

Riccardo Di Segni

Negli Stati Uniti in questi giorni, come da noi, le Sinagoghe si affollano. Ma a differenza da noi, che facciamo entrare tutti, da quelle parti i posti nelle Sinagoghe sono numerati e entra solo chi ha pagato il biglietto, spesso molto caro. Su questa abitudine circolano anche versioni ironiche su internet: scegli vicino a chi vuoi stare, il tuo avvocato, il tuo commercialista, il tuo medico (nelle varie specialità), il tuo consulente estetico e così via . E’ inevitabile che l’incontro e la lunghezza delle cerimonie, in parte non comprese, si trasformi in un’occasione di distrazione o per pensare ai propri affari. La confusione e la distrazione altrove abbastanza controllata, da noi rischia spesso di diventare incontrollabile. Siamo arrivati alle due ore che ci separano dalla fine del Kippùr e al massimo dell’affollamento. C’è chi viene per pregare intensamente e sta qui ininterrottamente dalle prime ore del mattino, chi viene per la berakhà e la shofar e chi viene e basta perchè attratto da un richiamo lontano. E sono tutti benevenuti.

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Halakhà, bioetica e pensiero laico

Francesca Bolino

A seguito della vicenda di Eluana Englaro, abbiamo intervistato Riccardo Di Segni, capo Rabbino della Comunità Ebraica di Roma, al quale abbiamo chiesto un parere sul rapporto tra religione, politica e bioetica dal punto di vista dell’ebraismo e non.

Quali sono gli atteggiamenti dell’ebraismo rispetto ad alcuni aspetti della bioetica?

Innanzitutto bisogna capire di quale ebraismo si parla, perché esistono tanti tipi di ebraismo e tante concezioni diverse di ebraismo. Qui mi riferisco specificamente alla posizione del rabbinato ortodosso in merito ai temi di cui abbiamo deciso di parlare.

Gli ebrei però non si rifanno solo al rabbinato ortodosso e non si rifanno magari a nessun rabbinato, giacché spesso ragionano con la loro testa; e quindi se si fa una ricerca di opinione rispetto a qualsiasi problema generale tra gli ebrei sarà possibile trovare opinioni disparate.

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Il dialogo c’entra come i cavoli a merenda

Un lucido Giorgio Israel ci spiega le manovre politiche di illustri ex

È significativo che il violento attacco con cui il rabbino capo di Venezia Richetti ha accusato Benedetto XVI di aver demolito 50 anni di dialogo ebraico cristiano sia apparso sul mensile dei gesuiti Popoli. Peraltro, basta attenersi ai fatti, senza ricorrere alla mediocre pratica della dietrologia, per rendersi conto che in questa diatriba vi sono moventi che con il merito hanno poco a che fare.

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Scegliere di avere figli ebrei

Riccardo Di Segni – Rabbino capo di Roma

Nell’ora di Ne’ilà 5769 – 9 0ttobre 2008

Questo momento è decisamente speciale. Le nostre Sinagoghe sono già piene, al termine di una lunga giornata di preghiera, e ancora di più si riempiranno nei prossimi minuti. La preghiera di Ne’ilà va inziata poco prima del tramonto, quando il sole all’orizzonte sfiora la cima degli alberi. Corrisponde al momento in cui venivano chiuse le porte del Beth haMiqdash, in concomitanza simbolica con il momento in cui in cielo si chiudono le porte. Aldilà di queste porte, in questi momenti, viene firmato il decreto che ci riguarda. Per questo motivo, in tutta la preghiera diremo chotmènu, “fìrmaci”, a differenza di come abbiamo fatto finora, con l’espressione kotvènu, “iscrivici” nel libro della vita. Come spiegava R. Moshe Soloveitchik, “il tramonto di questa sera non è un tramonto qualsiasi, è un tramonto che porta la cancellazione di tutte colpe”. Ma in che senso?

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Anche per noi Eluana deve vivere

Le sfide della bioetica secondo il rabbino capo di Roma. Colloquio con Riccardo Di Segni di Francesco Rositano

«In generale non è giusto sospendere il trattamento di nutrizione e idratazione: per noi l’acqua e il cibo hanno lo stesso valore dell’ossigeno. E non si può privare una persona del diritto di respirare. Pertanto se in un caso come quello di Eluana Englaro ci fosse stato chiesto un parere ci saremmo orientati per non interrompere il trattamento di nutrizione e idratazione. La vita come il corpo non sono di proprietà esclusiva della persona. Ciò, però, non significa che l’uomo sia condannato a soffrire». Con queste parole il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni esprime a Liberal la sua posizione sulle questioni di più stretta attualità: vita e morte, testamento biologico, morte celebrale. Questioni su cui recentemente si è pronunciato anche il presidente dei vescovi italiani, il cardinal Angelo Bagnasco, dimostrando un’apertura della Chiesa cattolica ad una legge sul testamento biologico.

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Giornata della cultura ebraica per chi?

Riccardo Di Segni

Ieri c’è stata la Giornata della Cultura ebraica, un successo come sempre, secondo le prime valutazioni. “Capofila” insieme a Milano era Mantova, dove ero presente al mattino e ho visto la partecipazione non solo formale ma anche condivisa e spesso commossa di autorità e pubblico.

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