Religiosi | Kolòt-Voci

Tag: Religiosi

La rete della vergogna che divide gli asili

Bimbi di famiglie laiche e ultraortodosse: giocavano insieme, ora l’intolleranza dei genitori li separa

Francesco Battistini

GERUSALEMME – Una a me, una a te. Lo scivolo, se lo sono tenuti i laici; la sabbia, i religiosi; le altalene, ce le hanno i laici; i contatori della luce e gli estintori, i religiosi… Da venerdì, l’unica cosa che i bambini dei due asili di via Kelner possono condividere è la barriera. Una rete d’acciaio, nuova di zecca, che taglia in due il cortile e le loro piccole ore di gioco. I destini di questi asili pubblici di Kiryat Hayovel, quartiere ovest di Gerusalemme ad alta densità religiosa, sono sempre stati appiccicati: l’uno (il Pashosh) aperto agl’israeliani tutti, per lo più ebrei, l’altro riservato alle famiglie d’ebrei ultraortodossi.

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L’avvicendamento nella Comunità ebraica di Milano

Chi ha lasciato – Roberto Jarach

Non è compito agevole spiegare ai lettori del Bollettino le motivazioni di un gesto così sofferto compiuto da parte dei sei consiglieri dimissionari che, per la prima volta nei quasi 30 anni di mia presenza ininterrotta nel Consiglio della Comunità, ha portato ad un reintegro così massiccio con l’ingresso di persone senza esperienza di gestione comunitaria. Da mesi ormai era di fatto impedita, attraverso il voto di maggioranza, la possibilità di gestire col consenso anziché con la contrapposizione la maggior parte dei temi più qualificanti in discussione. Continua a leggere »

Stato e religione

Yeshayahu Leibowitz z”l

a) Enunciati

1) Lo Stato non ha un significato intrinseco, bensì un significato esclusivamente strumentale. Detto enunciato è comune sia alla concezione religiosa (teocentrica) sia a quella umanistica (antropocentrica). Considerare lo Stato un valore è l’essenza della concezione fascista.

Lo Stato è in sé il nemico dell’uomo, costituendo, per sua stessa natura, un ingranaggio di violenza e coercizione. Non essendo altro che un siffatto ingranaggio esso non è atto a realizzare “valori” (in nessuno dei sensi in cui è adoperato il termine “valore”): ciò che ha “valore” è conseguito soltanto da uomini e non dallo “Stato” (ossia dall’ingranaggio del potere), e per conseguirlo gli uomini lottano gli uni contro gli altri nell’ambito dello Stato medesimo. Sui “valori” non v’è fra gli uomini, né può esservi, intesa; per cui lo Stato funge da campo di battaglia di lotte intestine. Continua a leggere »