Rabbini | Kolòt-Voci

Tag: Rabbini

Terri Schiavo e i rabbini

Editoriale del New York Sun – 21 Marzo 2005

Nel Talmud viene raccontata la storia di un rabbino vecchio e morente che era diventato un ‘gosès’ – una persona fra vita e la morte. Il grande rabbino non poteva morire perché, come racconta Jonathan Rosen nel suo libro “il Talmud ed Internet,” fuori ,” tutti i suoi allievi stavano pregando perché lui vivesse e questo distraeva la sua anima. Il suo domestico allora si arrampica sul tetto della capanna in cui il rabbino stava morendo e lancia un vaso d’argilla a terra. Il suono distrae gli allievi che smettono di pregare. In quel momento, il rabbino muore e la sua anima va in cielo. Anche al servo, dice il Talmud, viene garantito un posto nel mondo a venire. Continua a leggere »

Rav Laras: Lascio una comunità meno divisa di un tempo

«Ho potuto conoscere ognuno di voi», scrive Laras

Comunità divisa, si dimette il rabbino capo

L’addio dopo 25 anni: «Ho riflettuto, lascio in estate». Dietro la scelta il timore della mancanza di mezzi per continuare il lavoro

La lettera di rav Giuseppe Laras è arrivata d’improvviso nelle case degli ebrei di Milano, «carissimi fratelli e sorelle della comunità, dopo attenta riflessione ho deciso che, nell’estate prossima, lascerò l’incarico di rabbino capo». E da quel momento in tanti, stupiti, gli stanno scrivendo per chiedergli di rimandare almeno le dimissioni. Perché l’addio di Giuseppe Laras, che ha l’incarico da 25 anni e tra l’altro è presidente (e lo rimarrà) dell’Assemblea rabbinica d’Italia, segnala un problema che non sarà facile risolvere, nella comunità italiana più numerosa dopo Roma: quello della perdita di unità, del «senso di appartenenza alla comunità». Del resto le dimissioni non sono una questione di anzianità, Laras compirà 70 anni in aprile, grandi rabbini come Elio Toaff sono rimasti in carica oltre gli ottanta e non esiste, come per i vescovi cattolici, un’età pensionabile. E allora la faccenda è più complicata, anche per la statura della persona: docente di storia del pensiero ebraico alla Statale, Laras arrivò a Milano come rabbino capo nel gennaio del 1980, gli stessi giorni in cui faceva ingresso il cardinale Carlo Maria Martini. E proprio l’apertura e l’amicizia fra i due, i momenti di incontro e di meditazione biblica comune hanno portato Milano all’avanguardia del dialogo fra ebrei e cristiani. Ma Laras resterà in città, continuerà a insegnare. L’essenziale piuttosto è che in questi anni il rabbino capo ha rappresentato anche una sorta di punto di equilibrio, fra le varie anime degli ebrei milanesi. Continua a leggere »

Perché il rabbino di Milano lascia e altri pensano di seguirlo

Roma. Da tre settimane gli ebrei milanesi erano a conoscenza delle dimissioni da rabbino capo di Giuseppe Laras, anticipate ieri dal Corriere.

Walker Meghnagi, membro influente (e tradizionalista) della comunità, al Foglio spiega che “Laras si è trovato solo. E’ stato obbligato alle dimissioni, un caso unico all’interno del mondo ebraico, il primo di potere politico che s’intromette in quello religioso. Il presidente della comunità, Roberto Jarach, non doveva permetterlo. E’ un fallimento della sua politica, che lascia un vuoto oggi incolmabile. Laras è un rabbino che in vent’anni ha fatto superare tutte le divergenze, che oggi riemergono fortemente”. Continua a leggere »

Etica e politica

Alberto Moshe Somekh

Per una “piattaforma” dell’Ebraismo Italiano

Leggo su Kolòt l’intervento dell’Avv. Guido Fubini di Torino. E’ una replica importante, tutt’altro che dettata dall’occasione, “degna di colui che l’ha pronunciata” (come si dice da noi), persona che del resto stimo molto da anni, in tutta sincerità. Egli capisce che gli spunti satirici servono non a dividere, bensì ad unire. Mi spiegherò meglio. Ho in casa il libro del Rabb. Gilles Bernheim di Parigi “Un Rabbin dans la citè”, l’ho letto, l’ho meditato, e ha ragione Fubini quando intuisce (perché non mi risulta averne mai parlato con lui finora) che l’ho apprezzato. Uomo di grande cultura rabbinica e scientifica, il Rabbino Bernheim si trova a presiedere la Consulta di Bioetica del Concistoro Rabbinico di Francia. Egli rappresenta una corrente oggi “minoritaria” del Rabbinato (ortodosso) del suo paese, che peraltro in passato ha annoverato l’allora Gran Rabbino Renè Samuel Sirat. Continua a leggere »

Ebrei della legge, ebrei del sentimento, anche a Trieste

Dal giornalino della comunità ebraica (Iarchon) la solita questione della berakhà “mista” di Kippur vietata dai rabbini “intransigenti”. Il rabbino risponde ma gli spiriti liberi non demordono e fanno l’occhiolino ai riformati.

Cari amici, è il secondo giorno di Rosh a Shanà, sono le ore 10 circa, non dovrei essere al computer a scrivere queste righe; questa mattina mi sono svegliato per andare al tempio ma non me la sono sentita. Non so cosa verrà fuori da questa mia lettera, conoscendo la nostra Comunità temo che ci saranno alcune persone che mi toglieranno il saluto ed altre che forse prenderanno le mie difese ma una cosa è sicura, il piccolo sasso che lancio farà molti cerchi ma se nessuno comincia……. a che serve lamentarsi? La mia speranza è che nessuno si senta offeso e che venga capito lo spirito fraterno e costruttivo con il quale mi accingo a scrivere. Sono una persona che di Halacha sa ben poco; fin da piccolo mi è però sempre stata insegnato che l’Ebraismo sublima il concetto di famiglia, di amore tra i coniugi, di amore incondizionato verso i figli. Io, come tutti sanno non ho figli e sono quindi la persona meno indicata a parlare ma non posso stare zitto. Continua a leggere »

Crisi rabbinica a Quarto Oggiaro

Valeriana Angius*

da Nuovi orizzonti della fede, Novembre 2004, per gentile concessione

“E’ stato difficile liberarsene, ma ora siamo più sereni e guardiamo con ottimismo il futuro” così commenta uno dei dirigenti comunitari –che vuole rimanere anonimo- la tormentata vicenda che ha portato al precoce licenziamento della rabbina e ha aperto una crisi al buio. Finisce così il suo mandato rabbinico nella vivace e litigiosa comunità ebraica di Quarto Oggiaro la cinquantenne Addolorata Pacelli. Donna di aspetto minuto, ma di spiccata personalità, non priva di civetterie femminili a stento tollerate dalla sua compagna (“trovo di pessimo gusto l’accostamento di colori sgargianti nella sua Kippà- il tradizionale copricapo- ad uncinetto” , così sembra avesse commentato imbarazzata in occasione di una manifestazione pubblica; “e poi, quel fiocco rosa sul lulav –il ramo di palma della festa delle Capanne- ce n’era proprio bisogno?”). Continua a leggere »

Pasticcio a Trani

Francesco Lotoro in rappresentanza degli Ebrei di Trani

A: Prof. AMOS LUZZATTO, Rav Dr GIUSEPPE LARAS, Rav SHALOM BAHBOUT, Rav ROBERTO DELLA ROCCA

Esimii Dottori,

con la presente mi è gradito spedirVi stralcio da La Gazzetta del Mezzogiorno del 27.09.2004 nel quale si descrive la visita del Presidente dell’UCEI e della Assemblea Rabbinica Italiana avvenuta domenica scorsa a Trani. Nel contempo, tengo a esprimerVi anche a nome degli altri Ebrei di Trani che quanto ciò fatto (senza che gli Ebrei di Trani ne fossero a conoscenza) ci addolora. Non che informarci di quanto compete le VS prerogative istituzionali sia un nostro diritto; ma semplicemente per la comunione nell’ebraicità (dato anche il periodo, di intensa Teshuvà, del nostro calendario) che avrebbe fatto della VS visita un evento oltremodo lieto per la kehillà tranese. Continua a leggere »