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Israele, il ritorno della tribù perduta

Arrivano dall´India i Figli di Menasse, dispersi da 2.700 anni – Riemersi da una piega della storia ebraica, i discendenti della tribù perduta hanno faticato molto a farsi accettare dal rabbinato ufficiale – Perseguitati e convertiti con la forza, sono stati “scoperti” da un rabbino israeliano – Hanno gli occhi a mandorla e una fede solidissima I primi 218 in arrivo a Tel Aviv

Alberto Stabile

GERUSALEMME – Arrivano dal nordest dell´India dopo aver attraversato l´oceano della Storia. Perciò non bisogna stupirsi se hanno occhi a mandorla, passaporto indiano e un´antica fede ebraica. Sono, dicono, i discendenti della tribù di Menasse, esiliata e dispersa in Asia dopo la conquista assira del regno d´Israele nel 722 a.C. I «Bnei Menashè», letteralmente «figli di Menasse», non sono una novità nel fluire dell´immigrazione verso la Terra dei Padri. Alla spicciolata, su base più o meno individuale, ne sono già arrivati un migliaio negli ultimi due decenni. Per la prima volta, tuttavia, un gruppo di 218 Shinlung, o Mizo-Kuki-Chin, come vengono definiti dagli antropologi, sbarcheranno nei prossimi giorni all´aeroporto Ben Gurion, preceduti e seguiti, proprio in quanto «gruppo», da qualche polemica. Continua a leggere »

Trieste: La Comunità al bivio!

Antonio Tirri

I recenti e gravi avvenimenti che hanno coinvolto la Comunità (l’allontanamento del vice Rabbino, la partenza del Rabbino, le dichiarazioni e le successive rettifiche del Rabbino sul quotidiano cittadino) ci hanno messo di fronte ad una situazione delicata che richiede un’approfondita riflessione. Far finta di niente è demagogico; considerare l’attuale realtà una normalità è sinonimo di miopia e superficialità. La Comunità, quindi, si trova a un bivio, oserei dire, di vitale importanza, e per superarlo deve farsi domande cruciali sulla propria identità, sul proprio futuro e soprattutto sulla propria sopravvivenza. Continua a leggere »

Lo strano mondo dei rabbini che odiano lo stato di Israele

Anna Momigliano

Il Riformista – 13 settembre 2006

Rabbini antisionisti, chi sono costoro? Questa è una domanda che si saranno posti in molti, ieri, seguendo la querelle sul «Convegno anti-Israele (nelle parole del Corriere della sera), organizzato a Montecitorio dall’Islamic Anti Defamation League in occasione dell’11 settembre. Tra i relatori, che vantavano tutti un rispettabile pedigree antisionista, spiccava la figura del rabbino Moishe Aryeh Friedman, il quale, oltre ad avere ribadito il distinguo tra giudaismo e Stato d’Israele, stando a quanto riportato dai partecipanti sarebbe stato il più duro nei confronti della «strategia sionista (parole sue), colpevole di avere «trasformato tutto il territorio palestinese in un grande campo di concentramento». Continua a leggere »

L’avvicendamento nella Comunità ebraica di Milano

Chi ha lasciato – Roberto Jarach

Non è compito agevole spiegare ai lettori del Bollettino le motivazioni di un gesto così sofferto compiuto da parte dei sei consiglieri dimissionari che, per la prima volta nei quasi 30 anni di mia presenza ininterrotta nel Consiglio della Comunità, ha portato ad un reintegro così massiccio con l’ingresso di persone senza esperienza di gestione comunitaria. Da mesi ormai era di fatto impedita, attraverso il voto di maggioranza, la possibilità di gestire col consenso anziché con la contrapposizione la maggior parte dei temi più qualificanti in discussione. Continua a leggere »

Coppie di patto

Alberto Somekh

La delicata questione delle “coppie di fatto” che tanto appassiona il mondo cattolico in Italia oggi è già stata affrontata da eminenti autorità rabbiniche del XX secolo. E naturalmente, queste lo hanno fatto in un modo genuinamente ebraico. Mentre da noi in genere due partners ebrei finiscono prima o poi sotto la chuppah, sembra che non sia sempre così altrove, soprattutto negli Stati Uniti, dove le convivenze sono un fatto comune anche all’interno della Comunità ebraica. Il problema che i Rabbini si sono posti è perciò il seguente. Se due conviventi ebrei si lasciano e uno dei due decide di sposarsi regolarmente con un altro/a, si deve richiedere il ghet per “formalizzare” lo scioglimento della prima unione? Continua a leggere »

Rav Alfonso Arbib è il nuovo rabbino capo di Milano

Il professore di Talmud che parlerà a diciotto sinagoghe

David Piazza

Il cordiale ma convinto rifiuto espresso agli amici che lo invitavano a festeggiare nella pizzeria kashèr (dove si cucina secondo le regole alimentari ebraiche), all’indomani della nomina a rabbino capo, ci dice forse qualcosa sul futuro del rabbinato a Milano: “Mi dispiace, ma domani sera ho la lezione di Talmud”, rispondeva un imbarazzato Alfonso Arbib.

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Fecondazione assistita: un punto di vista ebraico

David Gianfranco Di Segni

Recentemente il Parlamento italiano ha approvato una proposta di legge per la fecondazione assistita, con notevoli divergenze di vedute fra la maggioranza e l’opposizione ed anche all’interno di ciascuno dei due gruppi. La contrapposizione è in molti casi trasversale e vede, in generale, i cattolici schierati da una parte (sia in uno che nell’altro gruppo) e i laici dall’altra. Continua a leggere »