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La straordinaria storia degli ebrei di Mashad

Il grande nascondimento. Conversione o morte – questa la tragica alternativa che si trova di fronte la comunità ebraica locale, nel 1839, a Mashad (Persia). Un libro ne racconta la storia.

Il grande nascondimento3Alcuni scappano, altri scelgono i Bahai, ma la maggior parte di questa collettività decide diversamente. Si proclama musulmana, e ha così salva la vita, ma continuerà in segreto a seguire la propria religione. Il fatto straordinario è che questa scelta andrà avanti per circa 120 anni, in una situazione in parte conosciuta e riconosciuta dalle autorità.

Si tratta di un caso di “marranesimo” in terra d’Islam e in epoca contemporanea che non ha precedenti e che un saggio dello storico Daniel Fishman – Il grande nascondimento; la straordinaria storia degli ebrei di Mashad – uscito per i tipi de La Giuntina ha portato all’attenzione del grande pubblico.

E’ una vicenda di cui si sa poco o nulla, proprio perché per motivi di sicurezza i suoi protagonisti non hanno potuto o voluto parlarne. La storia e la difesa delle proprie origini si è tramandata per via orale, ma anche attraverso diversi sotterfugi.

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Gli ebrei in Iran e la loro storia millenaria

IRAN: La minoranza che non ti aspetti

Tomb of Esther and MordechaiEsclusa Israele, naturalmente, quella iraniana rappresenta oggi la comunità ebraica più numerosa dell’intero Medio Oriente. Essa ha origini antichissime, risalenti alla prima diaspora ebraica, nell’VIII secolo a.C., quando il re assiro Sargon II, in seguito alla conquista del Regno di Israele, deportò parte delle tribù israelitiche in terra d’Iran. Nei suoi 2.700 anni di storia, la comunità ebraica iraniana ha conosciuto periodi di grande splendore, come durante l’epoca sasanide, l’ultima prima dell’avvento dell’islam, quando essa rappresentava numericamente la prima comunità ebraica al mondo, sopravanzando persino la Palestina. A quell’epoca, si attesta la presenza in Iran di città a maggioranza ebraica.

Dopo la conquista islamica, gli ebrei continuarono per molti secoli ad essere una comunità numericamente importante in Iran. In questo periodo, e fino ancora al XIX secolo, si segnala inoltre lo sviluppo di una letteratura giudaico-persiana, scritta in caratteri ebraici e modellata, nelle forme, sui classici della poesia persiana medievale. Da un punto di vista politico, non mancarono figure capaci di distinguersi ai massimi livelli di potere, come Saad al Dawla, gran vizir fra il 1289 e il 1291, all’epoca del sovrano ilkhanide Arghun.

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Ebrei di Teheran, iraniani per paura

Viaggiare senza capire. Un reportage che fa finta di non capire che una parola di troppo fa saltare la testa. “Ebrei a favore del nucleare iraniano”. Già.

Emiliano Bos

IranLe mani rugose di un anziano stringono un’edizione tascabile della Torah. Siamo in una delle sinagoghe di Teheran. Sorge all’angolo di Felestin street, via Palestina. Storia e toponomastica si strizzano l’occhio. Una riproduzione del Mosè di Michelangelo a carboncino. È il dono della studentessa-pittrice musulmana Azadeh Saqafia per esprimere riconoscenza alla comunità ebraica di Teheran, oggetto della sua tesi di laurea. Il profeta riconosciuto dalle tre religioni abramitiche siede accanto alla riproduzione delle pagine della Torah con i Dieci Comandamenti e alla fotografia dell’Imam Khomeini. Nel mezzo, la bandiera tricolore della Repubblica Islamica.

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