Numeri | Kolòt-Voci

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La virtù della gelosia

La derashà di questa settimana su Beha’alotekhà (Numeri 8, 1 – 12, 16)

Alberto M. Somekh

Scoppia la rivolta della carne e Moshe dichiara di non farcela da solo. “Non sono io il loro genitore che deve procurare loro da mangiare” – afferma. I commentatori dicono che il livello di Moshe è troppo alto per questo tipo di leadership. Così H. gli affianca 70 anziani, il primo Sinedrio della storia. Moshe convoca sei uomini per ciascuna delle 12 tribù ma, dovendone escludere due, consegna 70 biglietti con la parola zaqèn, mentre due sarebbero rimasti vuoti.

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La Torà in rima: Mattòt e Masè

Barukh Dayan Haemet: Ci ha lasciato in Israele Rav Yehuda Amital, 85 anni, colonna del sionismo religioso, ideologo delle Yeshivot Hesder che uniscono il servizio militare allo studio, fondatore del partito religioso moderato Meimad, ex-ministro del governo israeliano.


Smentita: I rabbini Scialom Bahbout e Gianfranco Di Segni smentiscono che Rav Birnbaum abbia mai affermato di essere d’accordo a celebrare una cena di natale in comunità, così come riportato da Kolòt il 1/7/2010. Qui il testo completo.


Numeri  30-2/32-42

Mattòt

Mosè parlò ai capi delle tribù dei figli d’Israele:

“Questo è ciò che il Signore ha comandato:

Alla propria parola dovrà rimaner fedele

chi un voto o un giuramento ha pronunciato.

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Midrash Torà – Pinechas: La violenza distribuita

Scialom Bahbout

Il Signore parlò a Mosè dicendo: Pinechàs, figlio di El’azar figlio del sacerdote Aharòn, ha distolto la mia ira dai figli d’Israele agendo con zelo in mezzo a loro al mio posto, così che io, nel mio zelo, non ho dovuto distruggere i figli d’Israele. Pertanto comunica che gli accordo il mio patto di pace. Questo patto sarà per lui e per i suoi discendenti dopo di lui un patto di sacerdozio perpetuo, poiché è stato zelante con il suo Signore e ha espiato una colpa dei figli d’Israele. Il nome dell’uomo d’Israele ucciso con la donna midianita era Zimrì figlio di Salù, capo del casato di Simeone. Il nome della donna midianita uccisa era Kozbì,  figlia di Tzur, che era capo della gente di un casato di Midiàn. Numeri 25: 10 – 15

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Midràsh Torà – Balàk: Il mago profeta

Scialom Bahbout

Dio disse a Bil’am: non andare assieme a loro, non maledire il popolo, poiché esso è benedetto. Quella notte Il Signore apparve a Bil’àm e gli disse: Se quegli uomini sono venuti a chiamare proprio te, va’ pure con loro, tuttavia tu dovrai fare solo quello che io ti dirò. Bil’àm si levò presto al mattino sellò la propria asina e si avviò assieme ai notabili di Moav. (Numeri 22: 12 e 20 – 21).

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Midràsh Torà – Chukkàt: Il mistero del rosso

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne dicendo: questa è la chukkà (norma) della Torà che il Signore ha comandato dicendo: “Parla ai figli d’Israele. (E dì) che portino a mio nome una mucca rossa perfetta, priva di difetti, sulla quale non sia mai stato posto un giogo.  (Numeri 19: 1-2)

Un idolatra chiese a rabbàn Jochanàn ben Zakkài: queste azioni che voi fate (con la mucca rossa) sembrano delle magie! Voi prendete una mucca rossa e la bruciate, la riducete in polvere, prendete la sua cenere e a chi fra voi si rende impuro entrando a contatto con un morto, gli versate sopra due o tre gocce e poi dite: sei diventato puro! Gli rispose Rabbi Jochanàn: non sei mai stato posseduto da uno spirito maligno nella tua vita?  E l’idolatra: no.  Rabbi Jochanàn: hai mai visto una persona che sia stata posseduta da uno spirito maligno? Gli rispose: sì. Gli disse: e in questo caso voi cosa fate? Gli rispose portiamo delle radici, diamo loro fuoco facendole affumicare e poi vi gettiamo sopra dell’acqua, e lo spirito fugge via. Gli disse rabbàn Jochanàn: le tue orecchie ascoltino quanto ha proferito la tua bocca! La stessa cosa accade per lo spirito di impurità …  si versa sopra mè niddà (acqua unita alla cenere della mucca rossa) e lo spirito fugge via!

Dopo che l’idolatra se ne andò, i suoi allievi gli dissero:  di quello ti sei liberato respingendolo con una pagliuzza, ma a noi che cosa dici? Rispose loro: giuro sulla vostra vita che non è il morto che rende impuro, non è l’acqua che purifica, ma il Santo benedetto sia che ha detto: una norma (chukkà) ho sancito, un decreto ho stabilito, non ti è permesso trasgredire il mio decreto. (Midràsh Tanchumà Chukkat 8, Bemidbàr rabbà 19, 8) Continua a leggere »

Midrash Torà – Kòrach: La coalizione del falliti

Kòrach figlio di Itzhar, figlio di Kehàt, figlio di Levì, intraprese (una contesa) assieme a Datàn e Aviràm figli di Eliàv e On, figlio di Pèlet figli di Ruben. Essi si alzarono dinnanzi a Mosè con duecentocinquanta uomini tra i figli d’israele, principi della collettività, eletti dalle assemblee, uomini ben noti. (Numeri 16, 1)

Ogni disputa che avvenga per fini superiori (lett. per uno scopo celeste, leshem shamaim), finirà per sortire un buon effetto; non così invece delle dispute che non avvengono per fini che non sono superiori. Quale esempio si può citare per il primo tipo? Le discussioni di Hillel e Shammai. E del secondo tipo? Quelle di Kòrach e di tutta la sua congrega. (Mishnà, Avot 5, 18) Continua a leggere »

Midràsh Torà – Shelàch Lekhà: Leadership in sei atti

Si dissero l’un l’altro: nominiamo un capo e torniamo in Egitto (Numeri 14, 12).

Se sbaglierete e mancherete di applicare tutte queste mizvoth che il Signore ha prescritto per mezzo di Mosè … (Numeri 15, 22).

I nostri maestri hanno insegnato che è un’espressione di idolatria (Rashi su Numeri 14,12)

Uno dei temi centrali che fa da filo conduttore delle parashoth della seconda parte del libro dei Numeri è quello incentrato su chi sia il buon leader e quello della successione di Mosè. Possiamo analizzare questa storia in vari atti. Continua a leggere »