Natale | Kolòt-Voci

Tag: Natale

Salvare la tradizione tutelando le differenze

Lettera al Corriere della Sera

Riccardo Di Segni*

Ebrei:Alfano visita comunit‡ Roma,forte sostegnoCaro direttore, la crescente presenza di alunni di religioni non cristiane nelle scuole propone discussioni periodiche che si accendono sotto le feste. Ora il caso nasce dalle decisioni del dirigente dell’istituto di Rozzano, che avrebbe interdetto l’insegnamento di canti natalizi in classe e sospeso un concerto di fine anno, in una scuola dove, peraltro, è esposto un grande albero di Natale. Sulla polemica pesa decisamente il clima teso di questi giorni, dopo gli attentati di matrice religiosa islamica di Parigi.

Ma la questione andrebbe discussa un po’ più a freddo. Perché se le decisioni fossero state prese qualche anno fa avrebbero avuto tutt’altro senso e forse minore risalto. Si sarebbe discusso sul principio della laicità, la separazione tra Stato e confessioni religiose, che è vissuto in modi molto differenti nel mondo. In Francia e negli Stati Uniti nelle scuole non si insegna religione, non compaiono segni religiosi e tanto meno si insegnano canti religiosi. In Italia la storia dei rapporti tra Stato e Chiesa ha creato modelli differenti.

La presenza cattolica si esprime, nelle forme più evidenti, con il crocifisso nelle aule e con l’ora di religione, e convive con forme di garanzie delle differenze di religione o di pensiero. È un modello consolidato ma non immune da critiche; sentenze contraddittorie ricompaiono periodicamente.

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JewsNews 12

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Cucina cinese per un Natale “ebraico”

JewsNewsNew York. A Brooklyn è nato all’inizio di quest’anno Milen End, un ristorante specializzato in cucina ebraica canadese. Il successo è stato immediato con proposte che contaminano ricette tradizionali con ispirazioni gastronomiche moderne. La prossima curiosa iniziativa del locale sarà un pranzo di Natale per ebrei, rigorosamente kasher, ma dedicato alla cucina cinese. Un occasione, secondo gli organizzatori, non per dimenticare, ma anzi per ribadire l’identità ebraica in un mondo sempre più multietnico.

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La cena di natale in Comunità

Il nuovo Rabbino capo di Torino e le sue affermazioni paradossali

Emanuel Segre Amar

In tempi brevissimi la Comunità di Torino è riuscita ad eleggere il suo nuovo rabbino capo. Si era sperato in tanti, ed io ero tra questi, che potessero finalmente chiudersi quelle polemiche che, in questi ultimi anni, sono riuscite perfino a rompere amicizie fraterne che duravano da una vita.

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Le vere differenze tra Natale e Chanukkà

1) Natale dura un solo giorno, lo stesso giorno ogni anno: il 25 dicembre. Anche gli ebrei amano il 25 dicembre. È un altro giorno retribuito in cui non si lavora. Andiamo al cinema e al ristorante cinese oppure ai balli israeliani. Chanukkà dura otto giorni, inizia la sera del 24 di kislev, e quando capita, capita. Nessuno è mai sicuro. Gli ebrei non sanno mai quando è Chanukkà fino a quando un amico non-ebreo gli chiede quando inizia Chanukkà, costringendoci a consultare un calendario per non fare la figura degli idioti. Tutti abbiamo lo stesso calendario, ricevuto in omaggio facendo un’offerta al Keren Kayemet, al macellaio kasher, o a “La Casa del Funerale Ebraico”. Continua a leggere »