Midrash | Kolòt-Voci

Tag: Midrash

Viva la Bibbia sporca di sugo

Intervista con Gioele Dix

Brunetto Salvarani

Gioele Dix, ovvero Davide Ottolenghi, attore: prevalentemente comico, di teatro, Tv (da Mai dire gol a Zelig) e cinema. Ma anche autore di libri di successo, fra i quali si insinua, nel 2003, uno spiazzante La Bibbia ha (quasi) sempre ragione. Spiazzante perché, ovvio, si ride mentre lo si legge (o se si ha la fortuna di incrociare la versione teatrale), anche se il sacro non ha sempre fortuna quando incrocia l’umorismo, ma si pensa anche. E si riflette inevitabilmente sulle radici ebraiche di Davide-Gioele, che affiorano qui costantemente, con la sfrontatezza di un figlio di una tradizione abituata dalla notte dei tempi a trovarsi con Dio faccia a faccia.

Continua a leggere »

Midràsh Torà – Chukkàt: Il mistero del rosso

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne dicendo: questa è la chukkà (norma) della Torà che il Signore ha comandato dicendo: “Parla ai figli d’Israele. (E dì) che portino a mio nome una mucca rossa perfetta, priva di difetti, sulla quale non sia mai stato posto un giogo.  (Numeri 19: 1-2)

Un idolatra chiese a rabbàn Jochanàn ben Zakkài: queste azioni che voi fate (con la mucca rossa) sembrano delle magie! Voi prendete una mucca rossa e la bruciate, la riducete in polvere, prendete la sua cenere e a chi fra voi si rende impuro entrando a contatto con un morto, gli versate sopra due o tre gocce e poi dite: sei diventato puro! Gli rispose Rabbi Jochanàn: non sei mai stato posseduto da uno spirito maligno nella tua vita?  E l’idolatra: no.  Rabbi Jochanàn: hai mai visto una persona che sia stata posseduta da uno spirito maligno? Gli rispose: sì. Gli disse: e in questo caso voi cosa fate? Gli rispose portiamo delle radici, diamo loro fuoco facendole affumicare e poi vi gettiamo sopra dell’acqua, e lo spirito fugge via. Gli disse rabbàn Jochanàn: le tue orecchie ascoltino quanto ha proferito la tua bocca! La stessa cosa accade per lo spirito di impurità …  si versa sopra mè niddà (acqua unita alla cenere della mucca rossa) e lo spirito fugge via!

Dopo che l’idolatra se ne andò, i suoi allievi gli dissero:  di quello ti sei liberato respingendolo con una pagliuzza, ma a noi che cosa dici? Rispose loro: giuro sulla vostra vita che non è il morto che rende impuro, non è l’acqua che purifica, ma il Santo benedetto sia che ha detto: una norma (chukkà) ho sancito, un decreto ho stabilito, non ti è permesso trasgredire il mio decreto. (Midràsh Tanchumà Chukkat 8, Bemidbàr rabbà 19, 8) Continua a leggere »

La via mediana

Il punto di vista ebraico tradizionale sulla famiglia in un’interpretazione tardo-cinquecentesca della Parashah di questa settimana.

Alberto Somekh

Non è la prima volta nella storia che si mette seriamente in discussione il ruolo della famiglia nella società. Era già accaduto ai tempi biblici. Leggiamo quanto recitano in proposito alcuni versetti della Parashah di questa settimana, Beha’alotekhà: “E quando (l’Arca) si posava (Mosheh) diceva: Torna H. alle miriadi e alle migliaia di Israel. E il popolo cercava pretesti cattivi alle orecchie di H… Ricordiamo il pesce che in Egitto mangiavamo gratis… Mosheh udì il popolo che piangeva per le sue famiglie…” (Bemidbar 10,36; 11,1 e 10).In cosa consisté la ribellione? Qual è il legame con il versetto precedente, che parla delle “miriadi e migliaia di Israel”? Secondo la ricchezza di sfumature tipica della lingua ebraica la parola mit’onenim (“cercava pretesti”) può anche essere connessa con il vocabolo onèn, “fare lutto”. Ed ecco che Rashì interpella il Midrash e ci introduce ad una lettura originale di tutto l’episodio.

Continua a leggere »

Pèsach: la trama nascosta

David Piazza

DavidPiazzaEsiste un’affermazione dei nostri Maestri che ci lascia stupiti: “Per merito delle donne virtuose il popolo ebraico si salvò dall’Egitto“. Tutto potremmo dire delle vicende della schiavitù egiziana, delle piaghe, dell’uscita dalla schiavitù meno che il ruolo femminile sia così evidente. Se si fa eccezione di qualche breve cenno su oscure manovre delle levatrici e della sorella di Moshè – il protagonista assoluto – potremmo benissimo dire che l’affresco storico fondante del popolo ebraico sia affidato agli uomini; al massimo all’azione corale, collettiva.

Eppure diversi midrashìm aprono squarci inediti su una diversa lettura degli eventi. Ne citeremo solo uno, il più emblematico e tenteremo di collegarlo ad un argomento, il calendario, che solo marginalmente sembra toccare la formazione del popolo ebraico.

In uno dei momenti più terribili della shoà egiziana, il faraone ordina l’uccisione dei neonati ebrei maschi. Evidentemente pensa di avere qualche tornaconto dal mantenere in vita le femmine ebree. Basandosi su un versetto che non torna, il midràsh racconta che, a seguito del terribile decreto, gli uomini ebrei decidono di divorziare in massa pur di non generare più carne da macello. Una bambina ebrea, – la sorella di Moshè, secondo il midràsh – decide però di opporsi a questa decisione argomentando nientemeno che di fronte al sinedrio (il Consiglio della comunità d’Egitto): “Voi siete peggio del faraone. Questi infatti ha decretato l’uccisione dei soli figli maschi, mentre voi, con il vostro decreto, avete deciso la morte del popolo ebraico intero!”. Gli uomini capiscono e revocano la decisione, risposando ognuno la propria consorte. Dal secondo matrimonio dei genitori di Miriàm, la saggia bambina, nascerà proprio Moshè, l’uomo che Dio sceglierà per salvare l’intero popolo ebraico.

Continua a leggere »

Bereshit: La creazione di un mondo migliorabile

Shelomo Itzchak Siegelman

Un’ipotetico studioso che si accingesse a realizzare uno studio sul Creatore e il suo ambiente, basandosi sulla lettura della creazione dal libro di Bereshit e del relativo commento di Rashi, a una prima superficiale lettura raggiungerebbe la preliminare conclusione che il Creatore è dotato di una personalità insicura e titubante.

Il primo verso recita:

“All’inizio creò il Signore il cielo e la terra (Bereshit 1,1)”

Commenta Rashi: All’inizio era sua intenzione di crearlo (il mondo) con la giustizia. (simboleggiata dalla definizione “Signore” resosi quindi conto che il mondo non poteva mantenersi anticipò la “misericordia” (simboleggiata da Hashem-Signore) e la associò alla “giustizia”. Continua a leggere »