Michele Cogoi | Kolòt-Voci

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Kasher: Costi e flessibilità

La Halakhà già tiene conto delle considerazioni economiche e non ha bisogno di pericolosi compromessi

Michele Cogoi

In un articolo sull’edizione di giugno di Shalom, pubblicato su Kolot, dal titolo “Kasher: il giusto profitto“, Pierpaolo Pinhas Punturello solleva il problema, per altro condivisibile, del costo elevato del cibo kasher in Italia. L’autore osserva giustamente che non è corretto prendersela col commerciante “capitalista”. La soluzione consisterebbe invece nel sostituire i prodotti con certificazione kasher venduti nei negozi comunitari con prodotti “permessi” venduti al supermercato.

Il Grande Shabbàt

Lo Shabbat che precede Pesach prende il nome di Shabbat Ha-Gadol, ovvero il Grande Shabbat (Shulchan Aruch, Orach Chaim 430, 1). Il motivo di questo nome deriva dal fatto che subito prima dell’uscita dall’Egitto, il 10 di Nissan, venne comandato al popolo d’Israele di prendere un agnello o una capretto da offrire come korban Pesach(sacrificio pasquale) la vigilia di Pesach (Shemot 12, 3-13).

Michele Cogoi
L’uscita dall’Egitto avvenne la sera del 15 di Nissan che era un giovedì (Seder Olam, 5) e quindi il 10 di Nissan era Shabbat. Dopo aver preso gli agnelli o i capretti, gli ebrei li condussero nelle proprie abitazioni e li legarono al letto. Gli egiziani chiesero cosa stessero facendo e la risposta fu che Ha-Kadosh Baruch-Hu aveva comandato di offrirli come sacrificio. Sentendo che intendevano sacrificare il proprio dio, gli egiziani digrignarono i denti, ma non poterono far nulla. E per il fatto che venne loro miracolosamente impedito di reagire, chiamiamo loShabbat che precede Pesach, Shabbat Ha-Gadol (Tur 430, 1; Kol-Bo47; Shibole’ Ha-Leket 205). [1] Continua a leggere »

Quando la nave affonda…

Ancora un intervento su Comunità e matrimoni misti

Michele Cogoi

Non è mia abitudine intromettermi in beghe comunitarie, ma alcuni recenti interventi su Iarchon (e su molta stampa ebraica italiana) nonché la gravità del momento, mi impongono di farlo.

Concordo con chi scrive sul fatto che l’ebraismo italiano, e in particolare le piccole comunità, stiano passando un periodo critico. L’assimilazione è un problema gravissimo che sta decimando piccole e grandi comunità . Quando a Trieste sette ragazzi/e della mia età su dieci contraggono matrimonio misto (così mi raccontano), bisogna certamente fare qualcosa se si vuole che la comunità , nella quale sono nato e cresciuto così come i miei genitori e nonni, sopravviva.

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Un italiano famoso… poco noto in Italia

Rav Chaim Yosef David Azulai – Chidà

Michele Cogoi

Rav Chaim Yosef David Azulai, più comunemente noto con il suo acronimo Chidà, è una tra le figure più affascinanti e poliedriche della storia ebraica. È noto agli studiosi principalmente per la sua importantissima opera di Halachà, Birchè Yosef, che pubblicò in Italia dove visse per molti anni. Ma pochi sanno che grazie ad un’insaziabile curiosità intellettuale per ogni tipo di conoscenza sia storica che scientifica fu autore di un centinaio di opere, tutte di primissimo piano ed in diversi campi dell’ebraismo. Tra queste Shem Ha-Ghedolim, un’enciclopedia di tutte le opere ed autori nel campo della Torà, scritta a memoria durante la quarantena al suo arrivo a Livorno.

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