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La lezione dell’ebraismo italiano, che oggi prospera perché ha imparato a non fidarsi e a difendersi da solo

In Francia gli ebrei sono sotto attacco e l’antisemitismo cresce. In Italia l’ebraismo si espande. C’entrano la tradizione, e le decisioni di alcuni rabbini tosti

Michael Ledeen*

PacificiGli ebrei sono sotto attacco in Francia, ma in Italia l’ebraismo prospera. Si è parlato molto della campagna crescente contro gli ebrei francesi, con un attacco contro una sinagoga di Parigi nei giorni scorsi e con grandi dimostrazioni contro Israele nel fine settimana, nonostante un divieto ufficiale. Alcuni ebrei stanno iniziando a pensare di emigrare – il tasso di emigrazione dalla Francia verso Israele è del 60 per cento – e molti altri cercano di nascondere la loro identità religiosa.

Le cose vanno all’opposto in Italia, dove sono frequenti grandi manifestazioni pro Israele, i ristoranti kosher, soprattutto a Roma (dove vive la più grande comunità ebraica italiana, con circa 15 mila membri), sono molto popolari, i vecchi quartieri ebraici vicino alle sinagoghe sono diventati trendy e costosi, e proliferano i festival di cultura ebraica. C’è perfino la tendenza, soprattutto e inaspettatamente nel sud del paese, alla conversione all’ebraismo. Il rabbino capo di Napoli ha scritto di recente ai governatori di sei regioni del sud per proporre un giorno all’anno di commemorazione per le conversioni forzate degli ebrei che vivevano al sud al tempo dell’Inquisizione, e alcuni governatori sono propensi ad accettare la proposta.

Perché un contrasto così deciso tra Francia e Italia? Perché gli ebrei francesi sono così spaventati, mentre quelli italiani stanno così bene? Ci sono molte differenze, alcune storiche, altre legate agli atteggiamenti delle comunità ebraiche di oggi. Penso che la lezione del revival dell’ebraismo italiano dovrebbe essere osservata con attenzione dalle altre comunità ebraiche, compresa quella degli Stati Uniti.

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