Meghillà | Kolòt-Voci

Tag: Meghillà

Due feste così diverse, eppure così uguali

Analogie e similitudini tra Purim e Kippur

David Gianfranco Di Segni

La festa di Purim ricorda, come è noto, un fatto accaduto circa 2500 anni fa in Persia durante il regno di Assuero. Si racconta nella Meghillàt Estèr , uno dei libri della Bibbia, che Hamàn, il perfido consigliere del re, voleva sterminare tutti gli ebrei del regno, uomini, donne e bambini. Per intercessione della regina Ester, una giovane ebrea che era diventata moglie del re nascondendo la propria origine ebraica, e di suo zio Mordechai, che era il capo della comunità ebraica, gli ebrei vennero salvati e i responsabili della tentata “soluzione finale del problema ebraico” furono puniti. A ricordo dello scampato pericolo fu istituita la festa di Purim, che letteralmente significa “sorti”, perché il giorno stabilito per il massacro era stato estratto a sorte dal perfido Haman.

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Halakhà Bricolage

Jonathan Pacifici, che da anni scrive e diffonde via email una commento alla parashà settimanale, reagisce stizzito alla lettura della Meghillà delle donne (Kolot del 24/6/09).

Caro David,

ho letto l’articolo di Daniela Fubini e Miriam Camerini sulla Meghillà delle donne. Non tedierò i lettori della tua newsletter con le inesattezze riportate nè con il pilpul halachico. L’ho fatto per gli ultimi tre anni ed evidentemente non è servito a gran che. Perché ti scrivo allora?

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Ester a Gerusalemme: dialogo tra due donne sulla meghillà

Ancora su donne e ortodossia ebraica. Lo scorso Purim al Tempio Italiano di Rechov Hillel si è ripetuta la lettura femminile della Meghilàt Ester. Interessante scambio tra due protagoniste.

Daniela Fubini e Miriam Camerini

M : “Vahi biimei Achashverosh, uhu Achashverosh»… che insolita sensazione se queste parole e la melodia che da secoli le accompagna risuonano nel tempio con voce di donna! La prima reazione è di sorpresa, straniamento, qualcosa di «fuori dalla norma»: ma è davvero così strano? Avviciniamoci per capire cosa succede, di chi sono quelle voci.

D : A Purim, in Italia, la maggior parte degli ebrei che ci tengono vanno al tempio la sera per ascoltare la Meghillat Ester, e il giorno dopo magari prima di andare al lavoro la vanno a risentire un pò di corsa, e – salvo le famiglie con bambini piccoli che sono assediate da feste in maschera e non – la cosa finisce lì. Forse si è fatta della beneficienza in ottemperanza alla mizvà di fare doni ai poveri, forse si fa anche il banchetto tradizionale durante il quale bisogna bere a tal punto da dimenticarsi quale sia il buono e quale il cattivo, tra Aman e Mordechai. Le donne poi, di norma preparano i mishlochei manot, fatti in casa o assemblati con dolcetti e caramelle comperate, e tradizionalmente ascoltano la meghillà una sola volta, la sera. Quella del mattino non viene presa in considerazione, pur essendo mizvà tanto quanto l’altra.

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Purim “di tre giorni” a Yerushalaim

Alberto Somekh

Il corrente anno ebraico 5765 è particolare per più aspetti. Questo mese ricorrerà di venerdì Purim, cosa che ci obbligherà a tenere un ritmo serrato nell’osservare i vari momenti della giornata (soprattutto il banchetto, che dovrà essere anticipato rispetto al solito orario) per evitare di sconfinare nello Shabbat susseguente. Continua a leggere »