Mea Shearim | Kolòt-Voci

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JewsNews 12

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Cucina cinese per un Natale “ebraico”

JewsNewsNew York. A Brooklyn è nato all’inizio di quest’anno Milen End, un ristorante specializzato in cucina ebraica canadese. Il successo è stato immediato con proposte che contaminano ricette tradizionali con ispirazioni gastronomiche moderne. La prossima curiosa iniziativa del locale sarà un pranzo di Natale per ebrei, rigorosamente kasher, ma dedicato alla cucina cinese. Un occasione, secondo gli organizzatori, non per dimenticare, ma anzi per ribadire l’identità ebraica in un mondo sempre più multietnico.

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L’ipoteca degli ultraortodossi su Israele

Un articolo ben informato del quotidiano Europa che però ricade nei soliti pregiudizi di chi non capisce. Anni luce dall’eccellente episodio della serie “A Good Wife” trasmesso da RaiDue il 20 novembre (clicca qui) e ambientato nel mondo ultra-ortodosso americano. DP

Lucia Stella

Gli studenti universitari israeliani sono sul piede di guerra. Da settimane scendono in piazza per protestare contro le sovvenzioni per gli studenti delle yeshiva, le scuole religiose in cui ci si dedica esclusivamente allo studio dei testi sacri. La Corte suprema israeliana aveva giudicato questo tipo di finanziamento discriminatorio nei confronti delle istituzioni non religiose, ma la pressione dei partiti ultraortodossi nella coalizione di governo ha fatto si che esso riapparisse nella legge finanziaria.

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L’apartheid dei sessi nei bus – Ultima trovata degli ultrà ebrei

Ancora ultraortodossi brutti, neri e cattivi nel mirino antisemita. Dopo Anna Foa è la volta di Libero. Notate i termini: “purezza”, “immonde” e un po’ di sana pruderie: “Pochi contatti, ma intensi…”. Poi leggete l’articolo sotto. Stessa divisione in Messico. Lì però non è “apartheid”, le donne non sono discriminate, ma “protette”. DP

Caterina Maniaci – Libero 26/04/09

Iniziativa “moralizzatrice”

Per le strade e nelle case di Mea Sharim, il quartiere ultraortodosso di Gerusalemme, il tempo e i ritmi sono scanditi con precisione. Tutto si legge attraverso l’ “halacha”, il codice etico dell’ebraismo. Il punto cardine è comunque il concetto di purezza, strettamente connesso a quello della “tzniut”, la modestia femminile. Dunque, qui sembra naturale che si pensi, adesso, ad autobus separati, con pensiline col divisorio. Questa è infatti l’ultima battaglia dei rabbini ultraortodossi della Città Santa: usare autobus appositi, appunto, per le donne, con apposite fermate. Così non ci saranno più calche immonde. Al sindaco della città, Nir Barkat, è arrivata l’ennesima petizione degli ultraortodossi che considerano immondo, a Gerusalemme, vedere questi carichi di persone mischiate fra loro all’ora di punta, uomini e donne che si schiacciano, e si toccano, senza il minimo pudore. Insomma, i rabbini vogliono solo pullman timorati di Dio, come già ne hanno ottenuti nel 2008, quando la compagnia municipalizzata Egged provvide alle loro esigenze e si dotò di mezzi secondo morale. Giovedì scorso, dunque, i rabbini hanno deciso di organizzare un sit-in di duemila persone all’ingresso di Meah Sharim, al grido di: «Traveling the right way», viaggiare nel modo giusto e sulla retta via.

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