Matrimoni misti | Kolòt-Voci

Tag: Matrimoni misti

Quando la nave affonda…

Ancora un intervento su Comunità e matrimoni misti

Michele Cogoi

Non è mia abitudine intromettermi in beghe comunitarie, ma alcuni recenti interventi su Iarchon (e su molta stampa ebraica italiana) nonché la gravità del momento, mi impongono di farlo.

Concordo con chi scrive sul fatto che l’ebraismo italiano, e in particolare le piccole comunità, stiano passando un periodo critico. L’assimilazione è un problema gravissimo che sta decimando piccole e grandi comunità . Quando a Trieste sette ragazzi/e della mia età su dieci contraggono matrimonio misto (così mi raccontano), bisogna certamente fare qualcosa se si vuole che la comunità , nella quale sono nato e cresciuto così come i miei genitori e nonni, sopravviva.

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Un consiglio preoccupato per il rabbino “severo” ma non per il tasso dei matrimoni misti

Una nota da Iarchon – organo ufficiale della Comunità Ebraica di Trieste

Dall’ultimo resoconto delle riunioni del consiglio della Comunità pubblicato su Iarchon, si sono tenute tre ulteriori sedute che hanno avuto luogo il 19 dicembre 2007, il 16 gennaio e il 23 gennaio 2008.

Nel corso delle tre riunioni si è discusso principalmente di un importante fatto: Rav Margalit ha giustamente ritenuto doveroso chiarire quale sia la procedura da seguire affinché un bambino con il padre ebreo e la mamma non ebrea possa egli stesso diventare ebreo. Questo chiarimento, comunicato alle famiglie interessate nel corso di un’assemblea tenutasi il 3 dicembre, ha creato un certo sconcerto. Il signor Rabbino ha, infatti, illustrato criteri molto più severi di quelli adottati negli anni precedenti sui quali le giovani coppie in questione avevano basato i loro progetti di vita.

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Il paese delle meraviglie

Continua il dibattito su riformati e Comunità ebraiche in Italia

David Piazza

Il pacato e rassicurante intervento su Kolot del 19/11 di Ugo Volli, presidente della sinagoga milanese riformata Lev Chadash, colpisce non tanto per le omissioni e le reticenze riguardo il suo movimento, quanto perché contraddice un principio che è alla base di ogni novità che si presenta su un palcoscenico già calpestato da vecchi attori, cioè quello della differenziazione. Come direbbe Veltroni, ogni novità deve portare portare una discontinuità. Continua a leggere »

Riletture – Pastorale Americana: il matrimonio misto

«Innamorato»? Che significa? A che ti servirà essere «innamorato» quando avrai un figlio? Come lo alleverai? Da cattolico? Da ebreo? No, tu alleverai un figlio che non sarà né carne né pesce… E tutto questo perché sei «innamorato».

L’interrogatorio

QUAL È IL SUO NOME COMPLETO, SIGNORINA DWYER?

Mary Dawn Dwyer.

LEI PORTA UNA CROCE INTORNO AL COLLO, MARY DAWN?

Sì. Alle medie l’ho portata per un po’.

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Perché parlando di ebraismo dimentichiamo i matrimoni paolini?

Ancora sull’articolo di rav Di Segni che rispondeva a Guido Fubini su Hakeillah:

Emanuele Calò

L’interessante scambio d’idee fra Rav Riccardo Di Segni e Guido Fubini merita l’inserimento di un terzo, et pour cause. Quest’ultimo lamenta che l’ebraismo italiano s’allontani dalle idee dei suoi grandi uomini del passato, imbevuti, in modo diverso ma tutti a grandi livelli, di spirito democratico ed antifascista. Il primo, invece, fa notare, non senza ragione, che anche gli importanti personaggi del passato chiamati in causa da Fubini si erano allontanati dall’ebraismo, sottovalutando le conseguenze dell’allontanamento dai precetti. Continua a leggere »

Scusi dov’è il West?

La nostra comunità, Modena, è una delle più piccole in Italia, pochi ebrei, una sinagoga, un consiglio e tanti problemi.

Eppure anche una comunità piccola come la nostra diventa appetibile agli occhi della “congregazione” riformata milanese Lev Chadash. Hanno chiamato in comunità e hanno offerto un incontro con il loro nuovo capo spirituale: una “rabbina” (faccio ancora difficoltà a digerire il termine). I nostri responsabili comunitari hanno purtroppo abboccato all’amo e hanno risposto positivamente, con uno spirito di “abbiamo provato tutto, proviamo anche questo”. La cosa è però molto più grave. Temo che il riconosciuto senso di ospitalità della comunità modenese venga frainteso e usato per trovare nuovo terreno dove attecchire con ideologie estranee. Continua a leggere »

Conversioni: non lasciamole solo in mano ai rabbini

Scialom Bahbout

Risposta alle osservazioni di Gabriello Marchetti al suo articolo sulle conversioni

Gerusalemme, 4 giugno 2004 – 15 sivan 5764

Egregio signor Gabriello Marchetti,

David Piazza mi ha trasmesso la sua lettera che ho letto con attenzione e della quale la ringrazio, perché mi dà l’occasione di chiarire alcuni concetti, cosa che non potevo fare di fronte a un pubblico che era convenuto per ascoltare soprattutto l’enunciazione di alcuni principi e non un trattato sulla posizione dell’ebraismo sulla conversione. Il tempo a nostra disposizione era di appena dieci minuti!

Legga la mia risposta (almeno parziale) nella lettera allegata e, in altra occasione, magari non per lettera ma a voce, potremmo ridiscutere più ampiamente della questione.

Un cordiale shalom e shabbath shalom

Per quanto riguarda le sue osservazioni, io posso rispondere per quella che è la mia esperienza sia personale, che nell’ambito del Beth din della Comunità ebraica di Roma.

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