Matrimoni misti | Kolòt-Voci

Tag: Matrimoni misti

Matrimoni misti e conversioni in Israele

Alfredo Mordechai Rabello

Sulla recente problematica dei matrimoni misti e conversioni all’Ebraismo specialmente nello Stato di Israele

Introduzione: valore e conseguenze del matrimonio misto.

Uno dei problemi principali che il popolo ebraico deve affrontare è quello dell’assimilazione, con i conseguenti matrimoni misti, che comportanto anche il problema delle conversioni[i]. A tal proposito è da notare che ci incontriamo con due tipi di candidati al ghiur (conversione all’Ebraismo): il primo, completamente disinteressato, che viene per amore del popolo ebraico, del Sig-nore e della Sua Torà: una volta convintosi della buona fede del convertendo il  bet-din (tribunale rabbinico) non avrà normalmente alcun problema ad accettare tale persona come gher zedek, anche se all’inizio del processo gli farà presente quanto difficile sia la situazione del popolo ebraico.

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Jarach: Il problema è la non soluzione del recupero dei figli dei matrimoni misti

Con richiesta di pubblicazione. Grazie.

Risposta sulle errate interpretazioni sulla mia posizione sul tema dei matrimoni misti

Sono rimasto sorpreso ed amareggiato dall’eco che qualcuno ha voluto dare ad una mia frase riportata fuori dal contesto specifico dell’intervista rilasciata al giornale La Stampa, pubblicata Sabato 12/6 u. s. Lungi dal voler rappresentare in alcun modo una mia visione sul complesso e ben più ampio tema dei matrimoni misti e del delicato tema delle conversioni ad essi collegato, quella mia affermazione andrebbe letta con riferimento ai gravi problemi demografici che vedono oggettivamente tutte le Comunità del Mondo dibattersi con il calo degli iscritti. Continua a leggere »

Intervista al vetriolo

Dopo le provocazioni del presidente Jarach lanciate nel corso dell’intervista a La Stampa del 12 giugno qualcuno sbotta

Per Israele – Milano: “Parole molto gravi”

Nell’intervista senza veli a La Stampa, vengono attribuite a Roberto Jarach parole molto gravi, che molti hanno letto con raro sgomento e con la speranza di una rapida smentita da parte del presidente della Comunità ebraica milanese. Continua a leggere »

Jarach: “È arduo pensare che si possa sopravvivere con l’endogamia”

Milano – Il partito dei matrimoni misti esce allo scoperto.

Chiara Beria di Argentine – La Stampa 12 giugno 2010

(Piccolo dizionario: Endogamia = Matrimonio ebraico, esogamia = Matrimonio misto)

A poche ore dalla tragedia sulla «Mavi Marmara», migliaia di chilometri più a nord, Roberto Jarach, veniva eletto presidente della Comunità ebraica di Milano (6 mila iscritti, 22 sinagoghe) dopo aver vinto – 10 seggi su 19 – con la sua lista «laica», ovvero lontana da opposti integralismi, una infuocata campagna elettorale. Continua a leggere »

Matrimoni misti: 8 su 10 falliscono

Che c’entra con Kolòt? C’entra, c’entra

Enza Cusmai – Il Giornale – 27 febbraio 2009

Le unioni tra italiani e stranieri sono più di 200mila e continuano ad aumentare. In media, però, durano dai 5 ai 13 anni. E fin dai primi mesi arrivano i problemi: la religione, l’educazione dei figli e l’isolamento all’interno della società.

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E la destra si spacca. Sui matrimoni civili

Prove generali di sdoganamento a sinistra del razzista Lieberman: i matrimoni misti sono più importanti. DP

Contrari i religiosi di Shas e Unione per la Torah. Il laico Lieberman non molla

07.324.45050. Di tutti i numeri usciti sulla ruota di Avigdor «Yvette» Lieberman, fenomeno della destra israeliana, è quello che i suoi elettori ricordano di più. La stanza d’ un call center di Gerusalemme, due voci gentili che rispondono: il nuovo telefono amico per chi vuole sposarsi in Israele. Lo inaugurano adesso, sotto San Valentino, e gl’ ideatori tengono a dire d’ essere di sinistra, di non aver nulla a che fare con Lieberman, ma in fondo vogliono la stessa cosa: «Aiutare chi non ha origini ebraiche purissime e non riesce a far convalidare il suo matrimonio dai rabbini ortodossi, che sono poi quelli che contano». Un problema vero, in Israele. Perché l’ Halakha, l’ insieme delle leggi religiose ebraiche, stabilisce almeno 24 cause d’ inefficacia, prima fra tutte quella di sposare un gentile, ovvero un non ebreo. Perché ci sono almeno trecentomila immigrati russi, d’ incerte radici o di coniuge non ebreo, che da sposati non hanno lo stesso trattamento di chi è ebreissimo. Perché è a questi sposi frustrati che Lieberman ha promesso di rivedere la legge: scatenando la furia degli ultrà religiosi e rendendo problematica, forse impossibile, una coalizione di destra intorno a Bibi Netanyahu.

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Scegliere di avere figli ebrei

Riccardo Di Segni – Rabbino capo di Roma

Nell’ora di Ne’ilà 5769 – 9 0ttobre 2008

Questo momento è decisamente speciale. Le nostre Sinagoghe sono già piene, al termine di una lunga giornata di preghiera, e ancora di più si riempiranno nei prossimi minuti. La preghiera di Ne’ilà va inziata poco prima del tramonto, quando il sole all’orizzonte sfiora la cima degli alberi. Corrisponde al momento in cui venivano chiuse le porte del Beth haMiqdash, in concomitanza simbolica con il momento in cui in cielo si chiudono le porte. Aldilà di queste porte, in questi momenti, viene firmato il decreto che ci riguarda. Per questo motivo, in tutta la preghiera diremo chotmènu, “fìrmaci”, a differenza di come abbiamo fatto finora, con l’espressione kotvènu, “iscrivici” nel libro della vita. Come spiegava R. Moshe Soloveitchik, “il tramonto di questa sera non è un tramonto qualsiasi, è un tramonto che porta la cancellazione di tutte colpe”. Ma in che senso?

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