Marek Halter | Kolòt-Voci

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Kabbalà per farlocchi

L’ultimo best-seller di Marek Halter pubblicato dalla Newton Compton. Il cabalista di Praga: il Maharal fra scienza e magia

Gianfranco Di Segni

Metti la parola cabalista nel titolo e avrai un successo assicurato. A quanto pare è questa la ricetta scelta per l’ultimo libro di Marek Halter, autore dell’indimenticabile “Abraham” di una ventina d’anni fa. Il cabalista di Praga (a differenza di altri cabalisti fittizi, seppur verosimili, come quello di Lisbona dello scrittore R. Zimler) è niente meno che il famoso Maharal, Rabbi Yehudà Loew (ca. 1520-1609), uno dei più grandi filosofi ebrei. Chi è stato a Praga, avrà certamente visto la statua a lui dedicata, in cui è raffigurata anche una giovane donna, probabilmente la nipote prediletta Eva, che è la vera protagonista del libro di Halter.

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Praga, uno scrittore e il Golem

L’autore franco-polacco racconta il suo itinerario attraverso la città di Kafka e del mitico gigante d’argilla creato dal rabbino Loew. E della statua che né i nazisti né i sovietici osarono toccare

Marek Halter

A Praga, davanti al municipio cittadino, troneggia l’imponente statua del gran rabbino Loew Jehouda ben Bezalel (1512-1609), detto il “MaHaRaL”, il cabalista. La statua ha più di un secolo e nessuno – né i nazisti, né i sovietici dopo di loro, e neppure i graffitari odierni – si è mai azzardato a danneggiarla. È là, sempre identica, protetta dalla sua stessa leggenda. Durante il processo dell'”Ebreo Slánský” nel 1952 – intentato dal potere stalinista contro le spie e i “cosmopoliti”, ovvero gli ex dirigenti comunisti di origine ebraica – il governo sistemò delle guardie tutto intorno al monumento, per proteggerlo da eventuali aggressioni antisemite. Jiri Danicek, presidente delle comunità ebraiche della Repubblica Ceca, osserva con umorismo che “gli stessi uccelli evitano di poggiarsi sulla testa del MaHaRaL”.

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Gli ebrei, poco eletti e molto razzisti

Parla lo spericolato Marek Halter, sostenitore e censore del sionismo

Abbiamo incontrato lo scrittore Marek Halter, in Italia per pubblicizzare la sua nuova fatica letteraria «La regina di Saba» dedicata all’affascinante quanto mitica regnante. Cosa dire di Halter? La sua vita è paragonabile ad una pagina dei suoi romanzi. Nato in Polonia nel 1936 da una poetessa yiddish e da un tipografo ebreo, scappa rocambolescamente dal ghetto di Varsavia devastata dalla follia nazista. Si rifugia con la famiglia in Uzbekistan, in una Russia soggiogata dalla pazzia del comunismo imperante di Stalin. Superstite dei due totalitarismi del XX secolo, nel 1950 arriva in Francia e diventa pittore, romanziere, leader dell’ebraismo e dell’antirazzismo mondiale, fondatore, con Bernard-Henri Lévy, del Movimento «SOS Razzismo», illustre firma di Libèration, perchè, bisogna dirlo, l’anima di Halter è sempre stata di sinistra, quella vera, tenace, militante.

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