Leggi Razziali | Kolòt-Voci

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Racconto – La riffa

Nel presentare un nuovo racconto di Mario Pacifici, diamo notizia in anteprima dell’uscita di una sua raccolta di racconti sulle leggi razziali, dal titolo “Una Cosa  da Niente”. La raccolta apre uno spiraglio sulla solitudine degli ebrei e sulla connivente acquiescenza di gran parte della società italiana di fronte alla tragedia della discriminazione. Pubblicata da Opposto Editore (www.opposto.net), la raccolta è già in vendita da Kiryat Sefer (via del Tempio a Roma) e in molte librerie del Lazio.

Mario Pacifici

Chiuso in un grumo di inconsapevole sofferenza, David osservava la bara che scendeva nel sepolcro, con la fredda indifferenza di un estraneo. Sebbene a tratti fosse scosso da un lieve tremore, continuava a ripetersi che non c’era nulla che lo legasse a quell’uomo, se non il fatto di essere suo figlio. A pochi passi da lui, sua madre piangeva dietro gli occhiali scuri. David non se ne capacitava. Suo padre le aveva reso la vita impossibile! L’aveva umiliata con i suoi tradimenti e annichilita con i suoi inganni eppure tutto questo non aveva scalfito quella sua irritante devozione.

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Una cosa da niente

Il racconto vincitore del primo premio al concorso del Festival della Letteratura Ebraica di Roma del 2008. Dalla raccolta “Una cosa da niente ed altri racconti” sulle leggi razziali fasciste

Mario Pacifici

Come avrebbe più tardi puntigliosamente annotato nel suo verbale di notifica ed accertamento, il maresciallo Moretti si presentò alla porta degli Efrati alle 13,15 del giorno 14 Marzo 1941. A quell’ora la famiglia era in tavola, gli spaghetti fumavano nei piatti e mentre la mamma ancora sfaccendava tra tinello e cucina, David, il figlio tredicenne, si esibiva, fra un boccone e l’altro, nell’imitazione del professore di matematica.

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L’anniversario. 1938, anno cruciale e terribile per l’ebraismo europeo

G. Troian

I) 14 luglio 1938

Quello che impropriamente e in maniera fuorviante è conosciuto come ‘Manifesto degli scienziati razzisti’ venne pubblicato senza firme sul “Giornale d’Italia” del 14 luglio 1938 col titolo ‘Il fascismo e i problemi della razza’, segnando in tal modo l’inizio ufficiale della politica antisemita del regime fascista. Il 1938 è dunque anche in Italia “l’anno cruciale e terribile per l’ebraismo europeo” (E. Mendelsohn). La comunità ebraica arrivò “disarmata” (come ha scritto Amos Luzzato), a questa svolta. Continua a leggere »

La destra non è un solo monolito

Amos Luzzatto – Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane

Il fatto stesso che sia posto all’ordine del giorno il tema della “destra e gli ebrei” con saggi, convegni, dichiarazioni e dibattiti, conferma che vi è una attesa del superamento di un passato negativo e ingombrante e dell’apertura di una fase che, partendo dal dialogo, possa velocemente giungere a un’amicizia se non forse addirittura a un’alleanza. Il tema è talmente delicato e – piaccia o non piaccia – attuale che la sua semplificazione e la riduzione in formule che permettono tutte le possibili interpretazioni, quali “sdoganare An” o “promuovere la visita di Fini in Israele” non aiutano affatto, anche se piacciono tanto alla pubblicità. Non c’è dubbio che quella che si chiama la “destra” racchiude in sé componenti molto diverse e spesso conflittuali fra di loro. Farne una entità unica significa pertanto confondere i termini del problema. Nessuno pensa ad esempio di attribuire a un militante trentenne di An, non meno che a Emanuele Filiberto (che penso siano entrambi di “destra”) una responsabilità soggettiva, personale, per le leggi razziali del 1938. Ma dedurne poi che tali leggi fossero uno scherzo rispetto a quelle di Norimberga o ai gulag staliniani e pertanto che si debba assolvere la classe politica che le volle, le decretò, le applicò fino alle loro conseguenze tragiche, è un passaggio inaccettabile. Chi invece tenta questo passaggio, deve sapere che così si chiude qualsiasi velleità di dialogo (non dico di avvicinamento) fra “la destra” e “gli ebrei”. “Fare i conti con il passato” è sempre difficile. Ma non è impossibile. Continua a leggere »