Kasher | Kolòt-Voci

Tag: Kasher

Le parole per dirlo

Uno shochet romano ci spiega la differenza tra carne Kasher e carne Glatt, che secondo rav Elio Toaff era l’unica carne in vendita a Roma prima della guerra, anche se nessuno la chiamava con questo nome. Memoria corta.

Roberto Di Veroli

Trovo che la lettera del Prof. Calimani (Kolòt 12/10/11 in basso) fornisce un buono spunto per poter chiarire maggiormente che cosa è la carne “glatt”, in particolar modo se consideriamo che poche persone che usano questo termine sono mai entrate in un mattatoio, o hanno pratica di kasherut della carne. Tra parentesi: è vero che il termine “glatt” deriva dall’yiddish – e significa “liscio” – , ma la sua origine non ha particolare rilevanza, sia perché esiste il suo corrispondente ebraico “chalak”, sia per altri motivi che esporrò in seguito.

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Primo comunicato della Lega delle Comunità Ebraiche

A seguito dei consigli apparsi sulla newsletter L’Unione Informa (leggi di seguito) e credendo di fare un utile servizio alla popolazione ebraica italiana Kolòt è lieto di diffondere un importante comunicato.

Italiani!

È nell’ora delle difficoltà che viene temprato il carattere dei popoli!

Per troppo tempo abbiamo dovuto sopportare le influenze di idee straniere perniciose, sia da parte sefardita, sia (ed è molto peggio) da parte ashkenazita! È arrivato il momento di ristabilire le gloriose e mai troppo celebrate tradizioni italiche con una serie di provvedimenti che il Comitato di Emergenza di Liberazione dalle Influenze Straniere ha emanato con effetto immediato su tutto il territorio nazionale.

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Letiziola «kosher», cuoca con l’anima

Ha più di 80 anni ma governa ancora la cucina

Lilli Garrone

Tutti la conoscono come «Letiziola», e così la chiamano i figli e i nipoti. Con grande affetto e con un timore quasi reverenziale. Perché lei, Letizia Della Seta, a 81 anni compiuti (è nata il 9 aprile del 1930), ancora la chef, sarebbe meglio dire il comandante in capo, di «Dolce kosher» in via Fonteiana, un locale molto conosciuto dagli abitanti di Monteverde. Perché qui, accanto a villa Doria Pamphili, in uno dei quartieri più antichi e verdi della città, si è creata una seconda comunità ebraica romana, quasi più grande di quella del Portico di Ottavia, diventato di gran moda.

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Il kosher sarà il nuovo bio

Intervista al gestore del nuovo deli kasher di Roma: Barrili 66

Simone Efrati

Mangiare kosher ”non è come andare al ristorante cinese”. Perché il kosher non è solo ”un modo di preparare il cibo”, ma una ”certificazione di qualità”. Parola di Simone Efrati, che – insieme a Lino Bedi e allo chef egiziano Giorgio – gestisce da un paio d’anni Barrili 66, il primo kosher Deli d’Italia. Efrati è ben contento di poter sfatare con Puntarella Rossa qualche mito attorno alla cucina ebraica, che nel futuro ”sarà il nuovo bio”. Dal suo locale, 50 metri quadri nel cuore di Monteverde Vecchio, prima alimentari, ora Deli e pure ristorante, sono passate ”le migliori famiglie ebraiche della Capitale”, il rabbino capo della comunità ebraica romana, molti americani (tra cui, pare, anche una giornalista di Wikileaks). La sua filosofia? ”Massima qualità secondo le regole loro (della religione ebraica, che lui osserva, ndr) e sapori secondo il mio gusto e come si mangia a casa mia”.

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La fabbrica dei biscotti kasher

Il Mondo di Laura, biscotti artigianali kasher distribuiti capillarmente in tutta Roma

Virginia Di Falco

Laura Raccah

Arrivo al laboratorio artigiano di Laura Raccah ad un’ora infelice. L’ingresso però non è chiuso. E’ solo sbarrato da una poltrona messa di traverso con sopra un foglio di carta che avverte: «stiamo sfornando i biscotti!». Dopo pochi minuti mi apre, o meglio, libera la porta una ragazza minuta e gentile con l’aiuto di una collaboratrice in camice bianco. Qui per la verità è quasi tutto bianco. E rosa. I colori dei sogni dei libri d’infanzia.

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Mentre a Milano…

Il resoconto dell’ultima seduta di Consiglio dell’11 maggio 2011 in un estratto dell’utile newsletter di Guido Osimo. Le solite storie: Carne, rabbini, consiglieri, strappi…

Guido Osimo

3) LA CARNE KASHER

Guido Osimo

L’Assessore al Culto Milo Hasbani presenta una relazione sulla vendita di carne kasher organizzata dalla Comunità in occasione di Pesach. Tale vendita è andata molto bene: da un lato vi è stato un grande successo presso gli iscritti, dall’altro vi è stato un piccolo utile per la Comunità stessa. Si apre quindi una discussione su come sia meglio continuare questa esperienza.

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JewsNews 9

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

È kashèr ormai metà del cibo venduto nei supermercati americani

JewsNewsCi si chiede se sia per il trattamento più umano che questo implica sull’animale nel caso di carne, o se sia per eliminare il rischio di trovare insetti e corpi estranei nella verdura. Sicuramente il cibo kasher è innanzi tutto una garanzia di qualità, che, in un mondo di cattiva e insana alimentazione, è sempre più ricercata. Ne parla Sue Fishkoff nel suo libro Kosher Nation.

http://www.tabletmag.com/podcasts/50535/fit-to-eat/

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