Kabbalà | Kolòt-Voci

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E Iddio creò il Male

Giulio Busi

Ombre spesse come un sudario, demoni che latrano più rabbiosi di cani, lunghi fasci di luce rappresa, spenta, cinerea. Nei testi mistici ebraici del medioevo e della prima età moderna troverete molto splendore, parecchio bene, schiere di angeli pronti ad assistervi e a sostenervi. Ma se cercate l’antico accusatore in tutto il suo nero sfarzo, o volete sapere cosa fare, quando il cosmo balla come un ubriaco, senza pudore, ai bordi dell’abisso, siete nel posto giusto. Che il male abbia spesso la meglio, ce ne accorgiamo, purtroppo, tutti. A volerlo ammettere, e a dirci perché e percome, sono in pochi. Tocca allora ai mistici alzarsi faticosamente verso il cielo dell’invisibile, non per trovarvi conforto ma per esplorare inspiegabili errori divini. Avrete visto talvolta l’albero delle sefirot, con i suoi dieci cerchi, che lasciano prorompere l’energia della creazione. Dietro quei dieci, tutto fulgore e benedizione, vi sono altri dieci tondi, altrettanto potenti, che affogano e distruggono. O forse, a far danni sono le energie positive, se solo tracimano per eccesso, schiantano sovrabbondanti i loro limiti, accecano per troppo slancio. È dai tempi di Giovanni Pico della Mirandola, primo scopritore cristiano della qabbalah, che il pensiero europeo s’è accorto di come le vecchie pergamene ebraiche custodiscano un atlante teologico ampio, ardito, talvolta sinistro. Quando Pico, nel 1486, pubblicò le proprie 900 Conclusioni, prontamente date alle fiamme dall’Inquisizione di papa Innocenzo VIII, usò la qabbalah come un grimaldello, per far saltare il cofanetto teologico del buio.

Al deposito dell’ottimismo e dell’amore divino ci si arrivava facilmente. Bastava farsi guidare da Platone e dai suoi compagni, di grado in grado, sempre più lontani dalla materia. Ma come aprire la cornucopia di tutti i mali del mondo? Come sapere chi li muove, quei malanni, e da quando? «Mala coordinatio denaria in Cabala», la malvagia decina cabbalistica, chiama Pico il flusso negativo secondo l’insegnamento giudaico, e vi allude soltanto di sfuggita, «quia est secretum». Continua a leggere »

Pico della Mirandola: mito, magia, qabbalah

Un volume con spunti ferraresi dedicato al grande filosofo e pensatore famoso per la sua memoria e la mostruosa cultura

Micaela Torboli

Pico della MirandolaNel 1961 la Walt Disney presentò il nuovo personaggio di Paperopoli, un coltissimo immigrato austriaco, zio di Paperino, ispirato dalla figura di un famoso economista di cui riecheggiava nome e cognome: per l’Italia, dovendo far capire a tutti e subito che si trattava di uno straordinario genialoide, il bizzarro pennuto venne ribattezzato professor Pico de Paperis. Pico, come Giovanni Pico della Mirandola, conte di Concordia (1463-1494), filosofo e pensatore noto anche ai sassi per la sua proverbiale memoria e la cultura mostruosa.

A Pico è dedicato un libro di Giulio Busi e Raphael Ebgi, appena uscito presso Einaudi, . Giovanni Pico della Mirandola. Mito, magia, qabbalah, un testo paragonabile ad una piccola enciclopedia pichiana, però di taglio insolito e perfettamente in linea con le caratteristiche eccentriche del pensiero del suo protagonista. Busi insegna Cultura ebraica alla Freie Universität di Berlino ed Ebgi è ricercatore presso il medesimo ateneo, ma sono entrambi emiliano-romagnoli. Busi ed Ebgi, nella loro nuova fatica, si concentrano su alcuni punti focali della filosofia pichiana. Duro campo di battaglia.

Perché con gli scritti di Pico mito e magia giungono al loro esito più labirintico, e, per quanto riguarda la qabbalah, ben pochi sanno cosa sia esattamente, così che renderla chiara in modo accessibile non è agevole. Ricordo un pomeriggio di qualche anno fa, in Castello parlava Moni Ovadia. Una signora del pubblico, forse interessata all’argomento qabbalah perché in quel periodo la cantante Madonna dichiarava con frivolezza di esserne affascinata, chiese ad Ovadia di spiegare brevemente in cosa essa consistesse.

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Mistici de noantri

Notte della cabbala, il 17 si accendono i riflettori sulla Roma ebraica

Tra Cabbala, mistica ebraica e tradizioni millenarie sarà una notte magica quella del 17 sotto il cielo di Roma. Con la «Notte della Cabbala» sabato prossimo si accendono le luci sia su Roma Capitale sia sulla Roma ebraica. Le porte del Vecchio Ghetto Demolito, nella zona tra il lungotevere Dè Cenci e via del portico D’Ottavia e tra via Arenula e il Teatro di Marcello, si aprono alla città – dalle ore 20.30 alle ore 02.30 – con un programma di eventi culturali, musica, teatro, degustazioni, incontri letterari, dj set e il nuovo format dello «street party», per far scoprire ai romani le virtù e i segreti di una delle zone più affascinanti del Centro Storico. La Cabbalà – che nasce e si sviluppa intorno al XII secolo – non ha mai cessato di essere una risorsa fondamentale per la lettura e la comprensione della tradizione ebraica e del mondo in generale.

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E Luria si calò nel pozzo delle anime

Giulio Busi

Il gruppo di discepoli è accaldato, dopo una lunga marcia sotto il sole della Galilea. Finalmente incontrano un pozzo, e qualcuno attinge l’acqua per offrirla, in segno di rispetto, al maestro. Luria fissa gli occhi sulla brocca, a lungo, in prefetto silenzio. Assorto, lontano, sembra aver dimenticato l’arsura. Nessuno osa muoversi né parlare né tantomeno toccare il recipiente. Il Rabbi finalmente sorride: recita una benedizione, e poi beve, a piccoli sorsi. Si è concentrato così intensamente da vedere l’invisibile, e ora ne è certo, quel liquido è incontaminato, e non nuocerà.

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Kabbalà e Big Bang

David Gianfranco Di Segni

Le dottrine sulla creazione del mondo occupano un posto centrale nella Kabbalà, la dottrina mistica ebraica. I kabbalisti, riallacciandosi ad una catena ininterrotta di tradizioni trasmesse esotericamente da maestro ad allievo, hanno elaborato ardite concezioni su D-o e sulla nascita e struttura del mondo. È sorprendente come sia possibile individuare alcune analogie tra le concezioni kabbalistiche e i risultati ottenuti dalla scienza moderna.

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Presentazioni di libri

Centro di Cultura Ebraica – Adei – Libreria Kiryat Sefer

Serata con Ester Di Segni e Anna Arbib in occasione della pubblicazione del libro di Aliza Lavie: “Le preghiere della donna ebrea” di Morashà

La forza della preghiera femminile

Domenica 19.12.2010 ore 20.30 – Bet Shmuel – Via Garfagnana 4 – Roma Continua a leggere »

JewsNews 6

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

La top model kasher

America’s next top model è un reality show americano di successo. Una trasmissione televisiva in cui una decina di giovani e bellissime ragazze si sfidano per un contratto da modelle professioniste. Nell’edizione di quest’anno, tra le concorrenti, c’è Esther. Ciò che rende speciale questa aspirante modella è tuttavia un fatto: l’essere figlia di Marina Petrack, una ebrea ortodossa americana.

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