Jonathan Pacifici | Kolòt-Voci

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La sessualità e l’ebraismo

La risposta alla depravazione dell’umanità che verrà distrutta dal diluvio è un uomo che nasce circonciso, Noach-Noè

Jonathan Pacifici

E venne a lui la colomba sul far della sera, ed ecco un ramo di ulivo strappato nella sua bocca,e seppe Noach che le acque erano calate dalla terra.” (Genesi VIII,11)

Ed ha detto Rabbì Jermiah ben Elazar: Che significa quanto è scritto ed ecco un ramo di ulivo strappato nella sua bocca? Disse la colomba dinanzi al Santo Benedetto Egli Sia: Padrone del mondo! Possano essere i miei alimenti amari come lulivo e dipendenti dalla Tua Mano e che non siano dolci come il miele e dipendenti dalle mani di carne e sangue.’” (TB Eruvin 18b)

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Quanta Torà hai studiato quest’anno?

Jonathan Pacifici

In questi giorni di bilancio individuale e collettivo siamo chiamati anche a fare un bilancio della Torà che abbiamo studiato quest’anno e dei propositi che abbiamo per l’anno entrante. Ma come si fa a fare un bilancio della Torà? Si può fare un bilancio della Torà ? E se si, quali voci possono essere contabilizzate? Le ore dedicate? Le pagine studiate? I trattati completati?

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Halakhà Bricolage

Jonathan Pacifici, che da anni scrive e diffonde via email una commento alla parashà settimanale, reagisce stizzito alla lettura della Meghillà delle donne (Kolot del 24/6/09).

Caro David,

ho letto l’articolo di Daniela Fubini e Miriam Camerini sulla Meghillà delle donne. Non tedierò i lettori della tua newsletter con le inesattezze riportate nè con il pilpul halachico. L’ho fatto per gli ultimi tre anni ed evidentemente non è servito a gran che. Perché ti scrivo allora?

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L’ostacolo

Emanuele Calò

L’ebraismo appare talvolta come un ostacolo alla mobilità verticale. Ostacolo vero oppure solo paventato, gli ebrei che raggiungono vette sociali spesso abbandonano l’ebraismo. L’autore propone agli studiosi questa ipotesi di lavoro.

Nell’Ottocento, man mano che gli ebrei tedeschi si emancipavano, cresceva dentro di loro uno stato di disagio. A cosa era dovuto? Le pratiche ebraiche sembravano assolutamente anacronistiche e viziate da obsolescenza. Non viaggiare di sabato, non mangiare di tutto, perdersi in corrivi rituali, in parole assimilabili all’ostrogoto, i motivi d’imbarazzo erano tanti. Non aveva forse detto Flaubert (Dictionnaire des idées reçues) che “Est hébreu tout ce qu’on ne comprend pas” ?

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L’ebraico non è un optional del nostro essere ebrei

Jonathan Pacifici

Ho letto con interesse da Jerushalaim l’ultimo intervento di Rav Somekh e le conseguenti risposte. Pur vivendo in Israele sono molto interessato alle sorti della Comunità Italiana e nel mio piccolo cerco di contribuire attraverso il sito www.torah.it. Continua a leggere »