Israele | Kolòt-Voci

Tag: Israele

L’arroganza del veto

Giorgio Israel

Ho trovato francamente insopportabile che una persona ritornata all’ebraismo abbastanza di recente, come Anna Foa, si impanchi a decidere chi ha diritto a presentarsi come ebreo e chi no. Di fronte a una simile arrogante intolleranza va detto che se la “giovane” Sharon Nizza deve crescere prima di tentare l’arduo cammino della politica, molto più grave è il caso di chi consideri senza problemi votare per chi va a passeggio sottobraccio con un esponente di Hezbollah.

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La ragazza che turba il sonno degli ultimi partigiani rossi

Riceviamo e pubblichiamo per dovere di informazione il drammatico appello firmato a NON votare la candidata PDL per la circoscrizione estera che comprende Israele, Sharon Nizza. A Sharon e a tutti gli altri candidati ebrei che hanno ritenuto di partecipare alla competizione democratica invece di rimanere a casa a firmare appelli, e indipendentemente dal partito in cui militano, auguriamo ogni successo (DP)
“Informazioni importanti per chi vota alle prossime elezioni italiane”
A seguito di conversazioni avute con numerosi cittadini italiani residenti in Israele, ci sembra che vi sia molta confusione e forse anche disinformazione in merito alla natura di queste elezioni. Per chiarire più esattamente la situazione ed evitare che qualcuno voti in maniera contraria alle proprie effettive intenzioni, desideriamo specificare alcuni punti:

E gli ebrei rifiutarono il ricatto antisionista

S’intitola «Israele e la sinistra» il libro di Matteo Di Figlia (pagine XI-196, e 25) edito da Donzelli con prefazione di Salvatore Lupo

Paolo Mieli

La deflagrazione tra Israele e il Partito comunista italiano avvenne tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno del 1967. A fare da detonatore per l’esplosione, fu la «guerra dei Sei giorni» con cui lo Stato ebraico reagì ad una minaccia di distruzione e sconfisse il fronte arabo, che rappresentava una popolazione venticinque volte superiore a quella israeliana. Già la sera del 28 maggio – pochi giorni prima del conflitto – si tenne a Roma, al portico d’Ottavia, una veglia per Israele nel corso della quale l’architetto Bruno Zevi, il quale fino a pochi anni prima si definiva «azionista-comunista», disse: «Io non desidero polemizzare con i comunisti più del dovuto, perché noi tutti sappiamo che i comunisti sono stati in molte occasioni a fianco della minoranza ebraica italiana, perché sappiamo che ogni volta che, nel passato, questo quartiere ha subito offese antisemite, i comunisti sono stati tra i primi a venire qui e a portarci l’aiuto della loro solidarietà». Poi, con un crescendo di voce, («senza rancore, senza astio ma con chiarezza», precisò), puntando l’indice verso le Botteghe Oscure, aggiunse: visto che, come dite, «c’è il pericolo che gli Stati Uniti sostengano Israele, perché, per evitare che tale pericolo si concretizzi, non premete sull’Unione Sovietica affinché sia l’Unione Sovietica ad aiutare Israele?» Domanda fintamente ingenua, dal momento che Zevi quella sera sa benissimo (e lo dice apertamente) che «l’Unione Sovietica, oltre a non aiutare Israele, istiga e arma i Paesi arabi che vogliono distruggerlo». E racconta di «molti comunisti che si trovano in uno stato drammatico di imbarazzo». A quel punto alcuni militanti del Pci chiedono di poter prendere la parola. Ma l’intellettuale ex azionista Aldo Garosci pone la condizione che essi strappino in pubblico la tessera del loro partito.

Discorso per il centenario della Sinagoga di Roma

Rav Riccardo Di Segni

Quando circa tre millenni fa il re Salomone costruì il Tempio di Gerusalemme lo inaugurò con una lunga preghiera. E’ un testo che fa ancora oggi impressione per la sua forza spirituale, e per la chiarezza con cui pone una domanda fondamentale. Rivolgendosi a D. il re si chiese: “il cielo e i cieli dei cieli non Ti possono contenere, e come mai potrebbe farlo questo luogo che ho costruito?” (1 Re 8:27). E’ la stessa domanda di ogni fedele monoteista davanti a qualsiasi tempio che vorrebbe avere la pretesa di limitare o concentrare in un unico luogo Colui che invece è il luogo del mondo. La risposta di Salomone fu che il suo Tempio era o un riferimento, un simbolo, un luogo di attenzione speciale, di incontro e di comunicazione tra uomo e cielo, tra trascendente e immanente. Continua a leggere »

Conversioni: un problema in Italia?

Intervista al rav prof. Benedetto Carucci Viterbi, direttore dell’insegnamento delle materie ebraiche nelle scuole della Comunità Ebraica di Roma

Da Ofakim, periodico dell’Hashomer Hatzair di Roma

Quali mutamenti ci sono stati nell’atteggiamento nei confronti delle conversioni (in particolare dei minori) rispetto alla precedente gestione del Rabbinato Capo dall’insediamento di Rav Riccardo Di Segni? Continua a leggere »