Identità | Kolòt-Voci

Tag: Identità

L’integralismo dei trattini di Dio

Un lucido articolo del 2002 dello scrittore scomparso che analizza la sua identità ebraica “per difetto” e ci spiega l’integralismo

Guido Lopez

Nell’antologia curata da Liliana Weinberg Il sale della terra, edita dalla Ibiskos editrice, il tema dell’identità ebraica è affrontato da una trentina di personaggi (Claudio Magris, Amos Oz, Edith Bruck, Amos Luzzatto, Rav Elia Richetti … ) attraverso una domanda tanto impegnativa da poter essere vista come irrisolvibile: “Può l’ebraismo oggi dare ancora qualcosa al mondo?”

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Tra sofferenza ed erotismo

“La chiave di casa”, autofiction alla ricerca delle proprie radici. Nipote di nonni turchi ed ebrei, Tatiana Salem Levy, è nata in Portogallo ed è emigrata per scelta tra Brasile, Usa, Francia

Silvana Mazzocchi

Quanto contano le proprie radici in un mondo come quello attuale che non conosce confini e dove tutto si mischia e si confonde fino a farci spesso smarrire la memoria delle nostre origini? Tatiana Salem Levy, 32 anni, portoghese di nascita ma migrante per scelta tra Brasile, Stati Uniti e Francia, scava alla ricerca del suo passato e dei suoi nonni turchi ed ebrei in una terra mai conosciuta eppure familiare. E va indietro nel tempo, per ricomporre tutti i pezzi di un intimo percorso sulle tracce della sua identità più profonda. Continua a leggere »

Niente di nuovo sul fronte occidentale… e nemmeno in Medio Oriente

Una ragazza del movimento Hashomer Hatzair che si trova in Israele, ci spiega l’arroganza dello Stato d’Israele e le sue conseguenze.

Bianca Ambrosio

Sono venuta in Israele nove mesi fa. Sono venuta come una diciannovenne alla quale premeva approfondire la propria identità. Sono ebrea, ma sono cresciuta in un contesto laico e ho frequentato la scuola pubblica dove ho avuto modo di incontrare persone con retroterra culturali differenti e opinioni diverse. Durante gli ultimi cinque anni ho partecipato attivamente al movimento giovanile di ideologia socialista-sionista Hashomer Hatzair. E’ lì che ho imparato a costruirmi un’opinione critica, ad essere meticolosa nelle mie ricerche e ad interrogarmi su me stessa e la realtà che mi circonda così da tendere continuamente verso un miglioramento. Tengo presente questi valori costantemente. E sono proprio questi valori che avevo in mente quando ho deciso di venire in Israele.

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Riconquistare la libertà

Alfonso Arbib – Rabbino capo di Milano

A Pèsach ricordiamo la Yetziàt Mitzràim, l’uscita degli ebrei dall’Egitto. Questo evento centrale della nostra storia non viene ricordato solo a Pèsach ma ogni giorno, più volte al giorno. Lo shabbàt e quasi tutte le feste ricordano questo avvenimento, la mitzvà dei tefillìn e la lettura dello shemà servono a perpetuarne la memoria. Continua a leggere »

Un arabo ebreo a Baghdad

Intervista a Sami Michael sulle identità multiple e sul suo romanzo, Victoria, appena tradotto in italiano da Giuntina

Paola Caridi

La sua Baghdad non la vede da quasi sessant’anni, ma è un fiume – il Tigri – a rapire la sua nostalgia. “Mi manca. Mi manca quando esondava. O quando, al contrario, era in secca e si vedeva il fango sugli argini”, dice Sami Michael. Seduto nel salotto della sua casa di Haifa, in uno di quei palazzi che dal Carmelo si aprono sul Mediterraneo, guarda un’altra acqua, quella del mare grigio per la pioggia. Nascere vicino a un fiume, però, è diverso. “E’ nel Tigri che facevo il bagno, ed è su di un ponte sul Tigri che ho dato il primo bacio”. Non è un caso che quel ponte e quel fiume, dunque, siano sulla pagina che apre il suo romanzo forse più bello, Victoria, appena tradotto in italiano per i tipi della Giuntina. Su di un ponte scosso dalla folla e dal fiume in piena passa la protagonista che dà il titolo al romanzo, ebrea di Baghdad. Nascosta in un ampio velo nero in ossequio ai costumi sociali, e chiusa in un dolore indicibile per l’altro personaggio centrale del racconto, Rafael, l’uomo che – nel cortile della casa di famiglia che fa da palcoscenico a un’epopea familiare – rompe le usanze, porta la rivoluzione, segna l’apertura dell’ebraismo iracheno al nuovo.

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