Haredim | Kolòt-Voci

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Su il cappello e giù le donne

Fabio Scuto

BorsalinoSi prepara un bel ricorso alla Corte Suprema di Israele per quanto accaduto su due aerei della El Al in partenza dagli Stati Uniti per Israele, decollati con ore di ritardo dopo una lunga bagarre fra i passeggeri del velivolo. Il motivo era rappresentato dal fatto che due gruppi di ebrei religiosi haredim si rifiutavano di sedersi nei posti loro assegnati a bordo, soprattutto coloro ai quali era capitato di vedersi assegnato il posto a fianco di una donna. Discussioni interminabili con l’aereo bloccato a terra, urla, grida, si è arrivati addirittura all’offerta di denaro per invogliare qualche signora a cambiare posto. Un passeggero intervistato dal quotidiano israeliano Yedioth Aaronoth ha definito il viaggio «un incubo durato 11 ore». La scrittrice Elana Sztokman, autrice del recente libro La guerra delle donne in Israele, anche lei fra i passeggeri di uno dei due voli, ha annunciato una sua denuncia per violazione delle libertà personali.

Non è la prima volta che la compagnia di bandiera israeliana si trova in queste situazioni, per le quali è già passata la compagnia di bus Egged, quella che gestisce il tram a Gerusalemme e molti altri servizi pubblici. I giudici hanno stabilito che la segregazione sessuale obbligatoria sui mezzi pubblici è illegale, al limite può essere consigliata, ma non imposta. La stretta osservanza dei principi dei sacri testi e l’ossessione religiosa sta avendo serie conseguenze sociali in Israele e nell’arco degli anni sono state introdotte norme e leggi che hanno profondamente mutato lo spirito laico dei Padri fondatori.

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L’ipoteca degli ultraortodossi su Israele

Un articolo ben informato del quotidiano Europa che però ricade nei soliti pregiudizi di chi non capisce. Anni luce dall’eccellente episodio della serie “A Good Wife” trasmesso da RaiDue il 20 novembre (clicca qui) e ambientato nel mondo ultra-ortodosso americano. DP

Lucia Stella

Gli studenti universitari israeliani sono sul piede di guerra. Da settimane scendono in piazza per protestare contro le sovvenzioni per gli studenti delle yeshiva, le scuole religiose in cui ci si dedica esclusivamente allo studio dei testi sacri. La Corte suprema israeliana aveva giudicato questo tipo di finanziamento discriminatorio nei confronti delle istituzioni non religiose, ma la pressione dei partiti ultraortodossi nella coalizione di governo ha fatto si che esso riapparisse nella legge finanziaria.

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