Guido Vitale | Kolòt-Voci

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Stampa ebraica al bivio

L’opinione di Ester Moscati del Bollettino di Milano

Per chi ama il pensiero, la parola, il dibattito, la nascita di un nuovo mezzo di informazione, che sia cartaceo o sul web, è sempre un’occasione piacevole, uno stimolo al confronto, un pungolo alla curiosità. La morte di un giornale, invece, è un evento che ci fa sentire un po’ meno liberi, un po’ meno coinvolti nello scambio delle idee, un po’ più poveri.

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Prima i contenuti e poi la forma

Dal numero di gennaio di Shalom: Che futuro per l’informazione ebraica in Italia?

David Piazza

È curioso osservare come l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, quando decide di muoversi dal suo immobilismo, spesso riesca ad andare in controtendenza.

Sono mesi che si agita lo spettro di un giornale ebraico nazionale che a molti piace chiamare, chissà perché, “unico”. Uno dei sostenitori più convinti di questo progetto, il mio amico Guido Vitale, giornalista e consulente per la comunicazione all’Ucei, mi ha elencato i possibili vantaggi: l’ottimizzazione delle risorse economiche che le diverse Comunità certo non lesinano, l’autorevolezza di una voce ebraica unitaria, la possibilità di dedicarsi a temi di respiro nazionale che spesso le testate locali rischiano di non avere. Fin qui Vitale.

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Educazione ebraica, il laboratorio di Milano

Guido Vitale

Gli uomini, secondo un’antica interpretazione ebraica, sono superiori agli angeli. Gli esseri celesti, infatti, non devono affrontare la responsabilità e la difficoltà di educare i propri figli. Lo ha ricordato, nel corso della serata culminante di una importante due giorni di studi (il primo Seminario regionale per rabbini europei, organizzato dal Rabbinato centrale di Milano, dalla Conference of European Rabbis e dall’organizzazione Arachim), il rabbino capo di Milano Alfonso Arbib. Continua a leggere »

Milano: Vince la Comunità della gente

Guido Vitale

In questi tempi di risultati elettorali sempre giocati sul filo di una piccola differenza percentuale nei consensi raccolti dagli schieramenti contrapposti, gli esiti delle elezioni per il Consiglio della Comunità ebraica di Milano e quelli per l’elezione dei delegati al prossimo congresso dell’Unione delle comunità ebraiche italiane ci offrono per una volta un responso chiaro. Raramente segnare un confine fra il successo e l’insuccesso è stato tanto agevole. Quella della lista Per Israele, una delle tre in competizione per il consiglio della comunità milanese, ha costituito un’affermazione molto significativa. I consiglieri assegnati a questa formazione sono 10 su 19 (5 sono stati conquistati dalla lista Chai e 4 dalla lista Kadima) e da soli potrebbero teoricamente bastare a costituire una maggioranza di governo. Se poi si creasse un’alleanza più ampia, la governabilità sarebbe ovviamente ancora più stabile. Continua a leggere »

Milano ebraica fa scuola

Guido Vitale

Una sola comunità, tre istituti, numerosi modelli culturali. L’esistenza di realtà scolastiche differenti e in concorrenza fra di loro nell’ambito della presenza ebraica milanese è stata per molti anni considerata motivo di divisione, di lacerazione, di impoverimento. Talvolta è stata anche additata come un fattore di rischio per l’unità e la solidità economica di strutture che le esigenze di bilancio continuano a mettere a dura prova. E questa pluralità di istituzioni educative ancora oggi costituisce un fenomeno unico, considerato da alcuni forse anomalo nell’ambito della realtà ebraica italiana. Continua a leggere »