Giuseppe Laras | Kolòt-Voci

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L’avvicendamento nella Comunità ebraica di Milano

Chi ha lasciato – Roberto Jarach

Non è compito agevole spiegare ai lettori del Bollettino le motivazioni di un gesto così sofferto compiuto da parte dei sei consiglieri dimissionari che, per la prima volta nei quasi 30 anni di mia presenza ininterrotta nel Consiglio della Comunità, ha portato ad un reintegro così massiccio con l’ingresso di persone senza esperienza di gestione comunitaria. Da mesi ormai era di fatto impedita, attraverso il voto di maggioranza, la possibilità di gestire col consenso anziché con la contrapposizione la maggior parte dei temi più qualificanti in discussione. Continua a leggere »

Milano: La mozione della svolta

Giuseppe Flavio

Per anni abbiamo pensato che nel Consiglio della nostra Comunità regnasse la più serena calma, che tutti andassero d’amore e d’accordo, che le decisioni venissero prese all’unanimità. Ci eravamo sbagliati. La crisi apertasi con l’annuncio di possibili “dimissioni” da parte di Rav Giuseppe Laras ha aperto una finestra e stanno venendo fuori cose interessanti. Sono sempre di più ad esempio i consiglieri che hanno mal di pancia per la gestione autoritaria dei lavori durante le sedute settimanali della Giunta e del Consiglio da parte del presidente Roberto Jarach, un approccio che definiscono “aziendalistico”, ma anche per la sua tendenza a ridurre gli spazi di autonomia per le diverse organizzazioni ebraiche. Continua a leggere »

Rav Laras: Lascio una comunità meno divisa di un tempo

«Ho potuto conoscere ognuno di voi», scrive Laras

Comunità divisa, si dimette il rabbino capo

L’addio dopo 25 anni: «Ho riflettuto, lascio in estate». Dietro la scelta il timore della mancanza di mezzi per continuare il lavoro

La lettera di rav Giuseppe Laras è arrivata d’improvviso nelle case degli ebrei di Milano, «carissimi fratelli e sorelle della comunità, dopo attenta riflessione ho deciso che, nell’estate prossima, lascerò l’incarico di rabbino capo». E da quel momento in tanti, stupiti, gli stanno scrivendo per chiedergli di rimandare almeno le dimissioni. Perché l’addio di Giuseppe Laras, che ha l’incarico da 25 anni e tra l’altro è presidente (e lo rimarrà) dell’Assemblea rabbinica d’Italia, segnala un problema che non sarà facile risolvere, nella comunità italiana più numerosa dopo Roma: quello della perdita di unità, del «senso di appartenenza alla comunità». Del resto le dimissioni non sono una questione di anzianità, Laras compirà 70 anni in aprile, grandi rabbini come Elio Toaff sono rimasti in carica oltre gli ottanta e non esiste, come per i vescovi cattolici, un’età pensionabile. E allora la faccenda è più complicata, anche per la statura della persona: docente di storia del pensiero ebraico alla Statale, Laras arrivò a Milano come rabbino capo nel gennaio del 1980, gli stessi giorni in cui faceva ingresso il cardinale Carlo Maria Martini. E proprio l’apertura e l’amicizia fra i due, i momenti di incontro e di meditazione biblica comune hanno portato Milano all’avanguardia del dialogo fra ebrei e cristiani. Ma Laras resterà in città, continuerà a insegnare. L’essenziale piuttosto è che in questi anni il rabbino capo ha rappresentato anche una sorta di punto di equilibrio, fra le varie anime degli ebrei milanesi. Continua a leggere »

Perché il rabbino di Milano lascia e altri pensano di seguirlo

Roma. Da tre settimane gli ebrei milanesi erano a conoscenza delle dimissioni da rabbino capo di Giuseppe Laras, anticipate ieri dal Corriere.

Walker Meghnagi, membro influente (e tradizionalista) della comunità, al Foglio spiega che “Laras si è trovato solo. E’ stato obbligato alle dimissioni, un caso unico all’interno del mondo ebraico, il primo di potere politico che s’intromette in quello religioso. Il presidente della comunità, Roberto Jarach, non doveva permetterlo. E’ un fallimento della sua politica, che lascia un vuoto oggi incolmabile. Laras è un rabbino che in vent’anni ha fatto superare tutte le divergenze, che oggi riemergono fortemente”. Continua a leggere »

Pasticcio a Trani

Francesco Lotoro in rappresentanza degli Ebrei di Trani

A: Prof. AMOS LUZZATTO, Rav Dr GIUSEPPE LARAS, Rav SHALOM BAHBOUT, Rav ROBERTO DELLA ROCCA

Esimii Dottori,

con la presente mi è gradito spedirVi stralcio da La Gazzetta del Mezzogiorno del 27.09.2004 nel quale si descrive la visita del Presidente dell’UCEI e della Assemblea Rabbinica Italiana avvenuta domenica scorsa a Trani. Nel contempo, tengo a esprimerVi anche a nome degli altri Ebrei di Trani che quanto ciò fatto (senza che gli Ebrei di Trani ne fossero a conoscenza) ci addolora. Non che informarci di quanto compete le VS prerogative istituzionali sia un nostro diritto; ma semplicemente per la comunione nell’ebraicità (dato anche il periodo, di intensa Teshuvà, del nostro calendario) che avrebbe fatto della VS visita un evento oltremodo lieto per la kehillà tranese. Continua a leggere »