Gheddafi | Kolòt-Voci

Tag: Gheddafi

Libia, l’antisemitismo (senza ebrei) dei rivoluzionari

I ribelli: «I carri armati di Gheddafi sono costruiti in Israele». E «Iehud» è l’offesa che si fa a Gheddafi

Lorenzo Cremonesi

La Nato sbaglia obbiettivi e colpisce le camionette del rivoluzionari? Niente paura, loro hanno una spiegazione. «Sono piloti ebrei. Il Mossad aiuta Gheddafi», affermano quasi fosse un fatto assodato, indiscutibile. Come del resto è evidente che Gheddafi sia figlio di una donna ebrea e per giunta prostituta, elemento questo che in se stesso spiegherebbe la sua perfidia, il suo desiderio di derubare il popolo libico, la sua doppiezza. I più fantasiosi aggiungono che il padre sarebbe stato un «fascista italiano».

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Gli ebrei tripolini romani e Gheddafi

Sotto dittatura si vive bene, Gheddafi non ha cacciato gli ebrei e intanto mi faccio pubblicità…

Chiara Beghelli

Secondo un detto sulla porta delle case ebraiche si trovano sempre due oggetti: uno è la Mezuzah, che contiene passi della Torah e che si bacia quando si entra e quando si esce; l’altro è la Mizvada, la valigia, ricordo dei viaggi già percorsi e monito di quelli che inevitabilmente verranno.

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Nascere ebreo in un paese arabo

Tra memoria e storia – Nascere ebreo in un paese arabo

David Meghnagi[1]

Segna con una traccia rossa la prima pagina del libro, perché la ferita al suo inizio è invisibile (Edmond Jabes,  Il Libro delle interrogazioni)

1. Il pogrom del 1945 tra memoria e storia.

Parlare dei pogrom del novembre ’45 e del giugno ’48 era un tabù. Sul terrazzo soprastante la casa in cui abitavo c’era una scritta in gesso bianco: “novembre 1945, giorno della chomata”. Con questo termine due miei fratelli avevano dato un nome al massacro (pra’oth) di oltre trecento persone (secondo i calcoli ufficiali: 167 persone): decine di corpi mutilati, sinagoghe bruciate e profanate, rotoli della Torah calpestati, fatti a pezzi e bruciati, donne incinte, cui era stato squarciato il ventre, bambini con la testa spaccata contro le pareti[2].

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