Gesù | Kolòt-Voci

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«Trinità, idea ebraica. E anche Gesù mangiava kosher»

L’invenzione dell’acqua calda: Il Cristianesimo non nasce dal nulla. Un libro che farà discutere

Jack Miles 

Daniel Boyarin

Non molto tempo fa, un importante rabbino conservatore mi ha confidato: «Daniel Boyarin è uno dei due o tre massimi luminari rabbinici al mondo». Poi, abbassando un po’ la voce, ha aggiunto: «Forse addirittura il più grande». Questa osservazione mi è stata fatta in confidenza perché era evidente il turbamento del rabbino all’idea che qualcuno con le tesi di Boyarin potesse averle davvero fondate su base talmudica. Da cristiano, lasciatemi dire in tutta franchezza che queste idee possono turbare anche quei cristiani che hanno apprezzato l’originalità — altrettanto fondata — della sua lettura del Nuovo Testamento.

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Gesù non era cristiano. Era un ebreo osservante

Paolo Flores d’Arcais

Gesù non era cristiano. Era un ebreo osservante, che mai avrebbe immaginato di dar vita a una nuova religione e meno che mai di fondare una “Chiesa”. Non si è mai sognato di proclamarsi il Messia, e se qualcuno degli apostoli ha ipotizzato che fosse “Cristo”, lo ha fulminato di anatema. All’idea di essere considerato addirittura “Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”, secondo il “Credo” di Nicea, sarebbe stato preso da indicibile orrore.

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Continua la riscrittura della Storia da parte cattolica attraverso il cinema

Ci risiamo. Cristiani moderni e non-violenti ed ebrei retrogradi e oscurantisti nel film su Gesù “Io sono con te” di Guido Chiesa

Maurizio G. De Bonis

E’ molto complicato analizzare criticamente un film quando l’opera da prendere in considerazione è portatrice di tesi molto nette e quando si avverte il fatto che gli autori hanno agito artisticamente in una condizione personale di certezza assoluta. Sì, perché il rischio è quello del confronto di tipo “ideologico” tra il regista, che espone linguisticamente le sue idee, e il critico che le interpreta dal suo punto di vista, anche culturale.

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È Gesù che continua a dividere Ebrei e Cristiani

Jacob Neusner

Nel Medio Evo i rabbini erano costretti a impegnarsi, davanti a re e cardinali, in dispute con i sacerdoti su quale fosse la vera religione, l’ebraismo o il cristianesimo. Il risultato era predeterminato: i cristiani vincevano perché avevano la spada. Poi negli anni dopo la seconda guerra mondiale le dispute hanno lasciato il posto alla convinzione che le due religioni dicano la stessa cosa; e le differenze tra esse sono state declassate a questioni secondarie. Ora invece è iniziato un nuovo tipo di controversia, nel quale è la verità delle due religioni a essere al centro del dibattito.

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Le ragioni di Neusner, il rabbino preferito di Papa Ratzinger

Giulio Meotti

Roma, 11 giu (Velino) – È nel quarto capitolo del suo nuovo libro dal titolo Gesù di Nazaret (Rizzoli) che Joseph Ratzinger parla del rabbino americano Jacob Neusner. In particolare ne fa menzione quando prende in esame i tre capitoli del vangelo di Matteo, dal quinto al settimo, che raccolgono il Discorso della montagna. Per il Papa questa che viene presentata come la Magna Carta della vita cristiana, è “la nuova Torah, portata da Gesù” dopo quella consegnata al popolo di Israele da Mosé.

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Il rapporto tra Stato e religioni

Scialom Bahbout

Vorrei iniziare col denunciare una situazione generale. Le religioni monoteistiche, in quanto ritengono di essere portatrici di verità assolute, sono normalmente e naturalmente portate alla sopraffazione, all’eliminazione dell’altro, in quanto viene ritenuto portatore di idee e comportamenti diversi: l’altro quindi o si converte oppure non deve esistere. Questa è cronaca che appartiene alla storia umana per molti secoli. Le religioni monoteistiche contengono in sé un elemento di intolleranza che è difficile da eliminare, una sorta di peccato originale alla base delle singole religioni. Continua a leggere »

“La Passione” di chi crede all’amicizia tra diverse comunità di fede

Carmine Monaco

Questi sono tempi difficili in cui, per ammissione delle stesse istituzioni (non soltanto religiose ma anche governative, come dimostrano i ripetuti inviti in tal senso da parte del Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu), è più che mai necessario un dialogo tra le diverse comunità di fede, in particolare tra le religioni che affermano di riconoscersi in Abramo. Credo però, per una serie di ragioni, che sia più che mai l’amicizia ebraico-cristiana a rivestire una fondamentale importanza, in un momento storico in cui i rapporti tra ebrei e mussulmani sembrano toccare il punto più basso della loro storia e il mostro dell’antisemitismo torna a farsi sentire pressoché ovunque nel mondo. Da qualche anno a questa parte sembra quasi che, per le dinamiche geopolitiche connesse alla gestione delle riserve energetiche mondiali, più che per il conflitto arabo-israeliano, si sia scoperchiato un novello vaso di Pandora, i cui venefici effluvi hanno abbassato enormemente la “soglia di intolleranza” verso tale ripugnante fenomeno. Continua a leggere »