Gabriele Levy | Kolòt-Voci

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Quest’estate entriamo in un lungo inverno

[CORRETTO 13.20] Due interventi sul risultato delle elezioni torinesi. Nel primo G. Levy descrive in toni apocalittici i sentimenti di chi ha perso. Nel secondo G. Segre denuncia il tradimento degli ideali di chi ha vinto.

Gabriele Levy

E’ col cuore infranto che ho assistito alla sconfitta di Comunità Attiva alle elezioni della Comunità di Torino. La nostra primavera ebraica, primo caso in Italia di rivoluzione culturale, e’ stata soffocata dall’odio e dalle bugie dei vecchi burocrati di un tempo, che si sono ripresi il potere per rivaticanizzare la nostra casa.

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Dal Ken Torino a Tzahal

Un bel libro autobiografico dell’autore delle Lettere inascoltate al Manifesto, Gabriele Levy. Una sinistra moderata e sionista, ma spesso timida.

Alisa Luzzatto

Ho letto il libro “Chissà cosa pensano i cammelli”, di Gabriele Levy, durante un viaggio in treno. L’ho, anzi, riletto, perché avevo già visto una versione precedente, pubblicata on line. E’ trascorso del tempo, quindi, per approfondimenti, riflessioni, ricordi, tra una stesura e l’altra.

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Io mi vergogno – Terza lettera al Manifesto

Gabriele Levy

Cari amici, è passato molto tempo dalla mia ultima lettera; continuo a leggere il Manifesto e continuo a porvi delle domande, ma purtroppo non ricevo da voi delle risposte.

Io mi vergogno di vedere sul web un sito che si chiama “Ebrei Contro l’Occupazione”, che chiede ad Israele di ritirarsi prima da tutti i territori occupati, e poi di ritirarsi del tutto, sparire, per ottenere i “diritti legittimi del popolo palestinese”, riportando nei suoi confini sette milioni di profughi, presunti o veri, cancellando così l’unico stato ebraico del mondo.

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