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Tag: Facebook

Trova le differenze

Solo per scherzo. Giovani rabbini scalpitano

Rav Pierpaolo Pinchas Punturello – Facebook 1 Maggio

La caduta morale che ci circonda si sta esprimendo ebraicamente in un uso e rifugio halachico di rigidità. Accanto ad una totale incapacità di comunicazione, di basica umanità, di espressioni civili e fraterne, di discussioni costruttive troviamo una rigidità mentale, una sardonica ottusità che si concilia, spesso, con una osservanza tanto asfissiante quanto poco ebraica perchè non basata sulla riflessione e sulla discussione.

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Oggi cambio la foto del mio profilo di Facebook

Pierpaolo P. Punturello

Oggi cambio la foto del mio profilo di Facebook. La foto che per undici mesi mi ha accompagnato, chiaramente non ritraeva me. In quella foto c’erano mio padre zL e mio figlio Joshua, che Dio lo protegga, in poche parole il mio passato ed il futuro che ho portato in questo mondo. Oggi quella foto verra’ cambiata, perche’ dopo undici mesi di kaddish in memoria di mio padre qualche tempo fa si e’ concluso il mio obbligo: sta per terminare il periodo di lutto in sua memoria.

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Se rav Toaff viene fotografato di moèd

Dove ripetute minacce di azione legale, l’articolo è stato rimosso su richiesta dell’autore del messaggio originale che su Facebook aveva generato la discussione riportata. Ci scusiamo ovviamente con chiunque si sia sentito a disagio nel vedere pubblicate in forma diversa da Facebook le proprie opinioni. Rimaniamo però tuttavia convinti che pur nel furore della discussione informale e senza limiti che alcuni mezzi offrono, il libero confronto delle idee tra ebrei sia segno della crescita e della maturità raggiunta dalle nostre Comunità.

Se lo fanno anche gli ultra-ortodossi

Tempesta su FaceGlat, il social «kosher » per gli ebrei ultraortodossi. Nessuno protesta invece per il sito specializzato in rapporti extraconiugali Gleeden che gode di ottime recensioni

Leonard Berberi

Uomini da una parte. Donne dall’altra. In mezzo, il vuoto. Anzi: un muro (virtuale). Benvenuti su FaceGlat, il primo social network israeliano «kosher» dove vige la segregazione sessuale. Questo clone di Facebook si rivolge solo a un particolare tipo di pubblico: gli ebrei ultraortodossi.

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Siate geni e non ingenui

I pericoli dell’uso superficiale di Facebook per gli ebrei in rete

Frank Kalonymos

C’era una volta lo spionaggio DOC, quello fatto d’infiltrazioni, travestimenti, delazioni…  Da dopo la Shoah però, in tempi di pace, la raccolta d’informazioni sensibili sugli ebrei da parte di entità ostili, era divenuta un serio problema. I nuovi “aspiranti antisemiti”, fingendosi ebrei o “filo”, dovevano sudare 7 camicie per infiltrarsi tra la gente e raggirare per l’ennesima volta, elementi già schermati da recidive caccie, da vecchi inganni, ormai troppo sospettosi, resi scaltri a suon di persecuzioni e a forza di affinare l’istinto di conservazione (i lenti, gli ingenui e i creduloni, erano ormai già nel vento)…

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I popoli arabi hanno fame di futuro

Emma Bonino e Khaled Fouad Allam al centro di una serata (a Milano) ricca di spunti di riflessione e di analisi. Le rivolte che hanno acceso il mondo arabo, le prospettive, le speranze.

Ester Moscati

“Difendere la nostra libertà e usare la nostra libertà per difendere quella degli altri popoli”. Non ci sta, Emma Bonino, nella schiera di coloro che pensano “si stava meglio quando gli altri stavano peggio”, quando i popoli arabi erano sotto il giogo dei dittatori. Popoli che alzano la testa, dove, perché. E perché proprio ora. Egitto, ma anche Libia, incalzati dall’attualità che in poche ore cambia il corso di decenni di storia, e Tunisia, e Barein: di questo si è parlato in un incontro dibattito la sera del 27 febbraio in Comunità.

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“La Shoah? Una fandonia, un complotto”

Viaggio nel negazionismo via internet

Siti, blog, forum spesso registrati all’estero per bypassare le eventuali restrizioni. Si va da quelli dei movimenti neonazisti a quelli più o meno ufficiali di Forza Nuova, a profili privati sui social network. Interventi non sempre anonimi

Marco Pasqua

Dai forum dei movimenti neonazisti a quelli, più o meno ufficiali, di Forza Nuova, passando per privati profili di Facebook e blog a tema. I negazionisti italiani e, soprattutto, i loro simpatizzanti, sfruttano il web per far circolare le loro assurde tesi che mirano a diffondere la convinzione che il piano di sterminio degli ebrei, disposto dal regime nazista, non sia mai esistito. Non sempre si nascondono dietro all’anonimato e, talvolta, firmano i loro interventi con nome e cognome. Alcuni di loro sono disposti ad ammettere che i nazisti hanno fatto delle vittime, ma certamente non nelle “camere a gas”, di cui negano l’esistenza. I loro siti sono spesso registrati all’estero, con l’intento di bypassare le eventuali restrizioni sui contenuti imposte da alcune piattaforme di blogging. Contenuti che sono costantemente monitorati dalla polizia postale che, alcune volte, riesce a contestare loro la violazione della legge Mancino. Una lista di queste pagine web era già finita al centro di un’indagine promossa dal Comitato di indagine conoscitiva sull’Antisemitismo, presieduto dalla deputata Fiamma Nirenstein, e oggetto di minacce sugli stessi siti.

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