Emanuele Calò | Kolòt-Voci

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L’ostacolo

Emanuele Calò

L’ebraismo appare talvolta come un ostacolo alla mobilità verticale. Ostacolo vero oppure solo paventato, gli ebrei che raggiungono vette sociali spesso abbandonano l’ebraismo. L’autore propone agli studiosi questa ipotesi di lavoro.

Nell’Ottocento, man mano che gli ebrei tedeschi si emancipavano, cresceva dentro di loro uno stato di disagio. A cosa era dovuto? Le pratiche ebraiche sembravano assolutamente anacronistiche e viziate da obsolescenza. Non viaggiare di sabato, non mangiare di tutto, perdersi in corrivi rituali, in parole assimilabili all’ostrogoto, i motivi d’imbarazzo erano tanti. Non aveva forse detto Flaubert (Dictionnaire des idées reçues) che “Est hébreu tout ce qu’on ne comprend pas” ?

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Qualche volta, purtroppo, semi-capisco

Sergio Luzzatto colpisce ancora sul giornale cultural-scandalistico Novella della Sera. Non contento dei tre interventi per elogiare e difendere il libro bufala di Ariel Toaff ora elogia Furet. Ma stavolta non ci sono bambini cristiani, ma solo rabbini cattivi.

Emanuele Calò

Sul Corriere della Sera del 4 aprile 2007, a pagina 45, Sergio Luzzatto commenta gli scritti di François Furet. Il quale Furet “ha rilevato il paradosso di uno Stato costruito, insieme, su quanto di più antico e quanto di più nuovo nella plurimillenaria vicenda ebraica: la Bibbia e il sionismo. Furet ha calcolato il prezzo che Israele ha rischiato di pagare per questo cortocircuito temporale: una “semi-censura collettiva” intorno a tutto ciò che sta in mezzo, la storia quasi intera del popolo ebraico. E Furet ha soppesato l’ipoteca politica della religione sopra la nazione. “L’accento posto sull’origine biblica installa la religione come cofondatrice dello Stato, inseparabile dalla potenza pubblica. Trasforma la società nell’ostaggio di un rabbinato conservatore, a dispetto della volontà espressamente moderna di coloro che l’hanno fondata”: sono parole risalenti a venticinque anni fa, ma si direbbero scritte ieri, anzi oggi”.

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Caro Volli…

Alcuni lettori di Kolot rispondono all’articolo di Ugo Volli “Non difendono Israele ma spingono le Comunità a destra”

L’articolo di Ugo Volli contiene opinioni sulle quali vale la pena discutere. Vorrei sceverare dal suo insieme un appiglio e un ragionamento che dovrebbero avere un qualche diritto di cittadinanza.

Sono fra quelli che considerano che la sinistra sia attualmente schierata contro Israele, e per addivenire a tali conclusioni non serve certo un monitoraggio continuo, ma basta, purtroppo, qualsiasi pur sporadico approccio.

Ciò nonostante, penso che lo scritto di Ugo Volli rappresenti, per così dire, un’occasione da non perdere ed un’opportunità per una più approfondita riflessione. Continua a leggere »

Il peggior modo di celebrare il Giorno della Memoria

Emanuele Calò

Il Giorno della Memoria ricorda la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, avvenuta peraltro quando il mostro aveva portato a compimento la sua opera: l’eliminazione degli ebrei d’Europa. Da quel momento, gli ebrei nel mondo passammo da diciotto milioni a dodici e in gran parte d’Europa non vi è ormai che una presenza simbolica. Si dice sovente che non bisogna confondere ebrei e israeliani, e su questo non vi sono voci discordi, ma semmai interviene qualche giusta distinzione e precisazione. Continua a leggere »

I mal di pancia dei sionisti milanesi

1. Franchetti sulla manifestazione del 23 novembre a Milano

In genere non rispondo alle provocazioni e non mi piacciono i personalismi, ma stavolta penso che si debba fare chiarezza su un certo modo di spargere veleni. E’ dunque successo che l’ADI abbia deciso di tenere una manifestazione di solidarietà con Israele. Molte organizzazioni preparano manifestazioni di questo genere da sole e eventualmente invitano gli aderenti ad altre organizzazioni a intervenire all’evento. Contrariamente a quanto afferma David Piazza, la Federazione Sionista è ben lieta che vi sia questo genere di iniziative: la diffusione della coscienza sionista è infatti la grande vittoria dell’idea sionista, e la sua partecipazione non è certo necessaria. Degno di nota è il fatto che parlando della federazione il Piazza la definisca “sionista”, fra virgolette. Infatti è noto che i veri sionisti sono lui e suoi amici messianici e ultra-ortodossi.

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