Emanuel Segre Amar | Kolòt-Voci

Tag: Emanuel Segre Amar

Sionismo e omosessualismo

Sanguinosa faida interna allo schieramento dei sostenitori d’Israele “senza se e senza ma”. Angelo Pezzana, figura storica del movimento per i diritti dei gay e direttore della testata web Informazione Corretta, chiude i conti con Giulio Meotti, per aver osato scrivere sul Foglio di un bizzarro cacciatore americano anti-gay. Pezzana infatti in un velenoso editoriale dichiara che d’ora in poi Informazione Corretta censurerà ogni intervento di Meotti, anche se pro-Israele. Qui sotto trovate invece l’intervento di un Consigliere della Comunità Ebraica di Torino contro la censura operata da Pezzana nei confronti di Meotti.

Emanuel Segre Amar

Eamnuel Segre AmarLa lettura di IC di oggi segna una rottura da tempo preparata, ma che più riprovevole non potrebbe essere. I principi della democrazia, e, in particolare di quella di Israele, permettono a ciascuno di noi di esprimere il proprio pensiero. La democrazia non autorizza nessuno a proibire ad altri di esporlo in modo civile. Non é sicuramente, questa di IC, la realtà israeliana, quella realtà che ha permesso agli ebrei di forgiare quel paese che, in 70 anni, é diventato una nazione all’avanguardia che tutti noi amiamo. Nessuno, in Israele, ha il diritto di imporre il proprio pensiero agli altri. Questa é, piuttosto, la posizione dei fondamentalisti islamici.

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L’ebreo italiano bandito da Ramallah

Succede con i nostri “partner per la pace”. Succedeva solo con i nazisti.

Giulio Meotti

Nella recente visita a Ramallah, “capitale” dell’Autorità Nazionale Palestinese, della delegazione ufficiale della Città di Torino, guidata dal sindaco Piero Fassino, non ha potuto far parte il vice Presidente della Comunità Ebraica di Torino, Emanuel Segre Amar, perché EBREO. Sì, perché EBREO. Perché le istituzioni italiane e i loro rappresentanti accettano il “judenrein”, come i nazisti chiamavano le entità ripulite dagli ebrei? Continua a leggere »

La rivolta di Torino

Il risultato delle elezioni comunitarie di ieri porta alla vittoria l’opposizione con la nuova lista Anavim che conquista 8 seggi su 13. Sconfitta la lista che aveva revocato Rav Somekh dalla carica di Rabbino capo e nominato al suo posto un rabbino israeliano.

David Sorani

La vittoria netta e indiscutibile della lista Anavim – che non è solo uno schieramento elettorale ma anche una nuova associazione culturale della Comunità Ebraica di Torino – dimostra senza possibili equivoci che la maggioranza della Kehillà torinese non si identifica nelle scelte esasperate e unilaterali compiute dalla precedente maggioranza, a partire dal provvedimento di revoca a Rav Somekh. Dimostra che non era solo una sparuta minoranza a manifestare perplessità e riserve di fronte a una politica comunitaria fatta di eclatanti ma in fondo effimere iniziative. Soprattutto nel contesto di una difficile situazione economica come quella attuale, che richiede invece realismo e rigore senza nulla togliere alla sostanza dell’azione formativa e aggregante.

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La cena di natale in Comunità

Il nuovo Rabbino capo di Torino e le sue affermazioni paradossali

Emanuel Segre Amar

In tempi brevissimi la Comunità di Torino è riuscita ad eleggere il suo nuovo rabbino capo. Si era sperato in tanti, ed io ero tra questi, che potessero finalmente chiudersi quelle polemiche che, in questi ultimi anni, sono riuscite perfino a rompere amicizie fraterne che duravano da una vita.

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Torino: La cecità della maggioranza

Emanuel Segre Amar

Rispondo alla newsletter di Morasha che riprendeva la lettera messa in rete da Comunitattiva sul suo sito, e desidero innanzitutto ricordare che già in lontani tempi la Comunità di Torino è passata alla storia per la sua cecità politica. Sembra che ancora una volta oggi, mentre si avvicinano periodi che appaiono essere sempre più bui per Israele, per l’Italia e per l’Europa tutta, noi ebrei italiani ci comportiamo come molti fecero già nel 1934, accecati dal desiderio di comportarsi in un modo politicamente corretto.

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