Emancipazione | Kolòt-Voci

Tag: Emancipazione

Unità e identità – Intimazioni e questioni di metodo

Ugo Volli

Mi sembra che la discussione su gli effetti dell’Unità sul mondo ebraico italiano suggerisca ancora una piccola riflessione: di metodo, questa volta. Chi l’ha seguita ha letto due intimazioni a non discutere di certi argomenti perché le parole che venivano usate per descriverle erano sbagliate: David Bidussa se l’è presa con l’uso del termine “identità”, sostenendo a torto che fosse un concetto solo contemporaneo: Anna Foa ha squalificato ogni discussione sull'”assimiliazione”.

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Identità ebraica forte ma attenta ai deboli

Bruto è uomo d’onore. Volli prima viene in soccorso di rav Di Segni, poi lo bacchetta. Ritorna il mito dei “pochi ma buoni”.

Ugo Volli

Il dibattito sugli effetti dell’emancipazione e dell’unità d’Italia sull’ebraismo italiano mi sembra richiedere qualche precisazione. Bisogna innanzitutto sforzarsi di uscire da questioni puramente verbali. Il problema non è certo se l’uscita dai ghetti potesse essere inquadrata a metà dell’Ottocento in termini di identità, di nazione o magari della wittgensteiniana “forma di vita”, ma se noi possiamo comprendere oggi quel che è accaduto, sulla base delle migliori categorie di cui disponiamo, buone o vecchie che siano.

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Qual è la risposta ebraica all’emancipazione?

ARCHIVIO: I discorsi del 200720082009


Il discorso pronunciato, nel Tempio maggiore di Roma, all’ora di Ne’ilà di questo Kippur 5771 dal rabbino capo di Roma

Riccardo Di Segni

Tra due giorni, il 20 settembre, la nostra Comunità parteciperà alle celebrazioni ufficiali in Campidoglio per il 140esimo anniversario di Porta Pia e i 150 anni dell’Unità d’Italia. In una sede molto autorevole ci è stato chiesto se e con quale spirito avremmo partecipato. Per spiegare che questa è proprio una nostra festa, ho ricordato la storia del primo colpo di cannone che aprì la breccia di Porta Pia, sparato da una batteria agli ordini di un ufficiale ebreo, l’unico a non doversi preoccupare della minaccia di scomunica papale per chi per primo avesse aperto il fuoco contro le mura di Roma. Alcuni discendenti di quell’ufficiale sono membri della nostra Comunità.

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Non abbiate vergogna di essere Ebrei fra tanti Cristiani

Nel 1788 l’esercito Asburgico fu il primo in Europa a reclutare ebrei, segno tangibile dei nuovi diritti acquisiti dopo secoli di ghetti e di discriminazioni. Il discorso del rabbino è un mirabile tentativo di coniugare una specificità identitaria con i doveri di cittadino, prima dell’assimilazione che inizierà a decimare l’ebraismo emancipato. DP

Discorso del Rabbino Landau alle prime reclute ebree nel 1789

“Fratelli, che siete sempre stati miei fratelli, che tali siete ora, e sempre sarete se vi comporterete con devozione e giustizia. Iddio ed il nostro grazioso Imperatore vogliono che voi prestiate servizio militare. Andate dunque incontro al vostro destino, seguitelo senza mormorare, obbedite ai vostri superiori e siate fedeli con senso del dovere, e pazienti con ubbidienza.

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