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Tag: Elezioni

Israele al voto: la religiosità trasversale

Bel pezzo. Altri vogliono far credere che la politica estera e la sicurezza dominino la campagna elettorale. Ma non c’è dubbio che la vera novità sia il fatto che i sionisti religiosi, radicati oramai a destra (la sinistra sionista esiste ancora?) stanno riconquistandosi il ruolo di mediazione con cui avevano iniziato la loro carriera politica fino all’eccitazione messianista causata dalle ri-conquiste territoriali del 67 (David Piazza)

Rossella Tercatin

Spesso affrontando la realtà della politica e della società israeliana, si tende a dipingere lo Stato ebraico come un paese semplicemente spaccato in due fra religiosi e laici. Alcune tendenze sono oggettive, come la crescita demografica della popolazione haredì, o il peso politico che tradizionalmente hanno assunto i partiti di dichiarata ispirazione religiosa nel Parlamento israeliano, complice anche il sistema elettorale proporzionale puro (sbarramento solo al 2 per cento).

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Il “Focolare ebraico” che toglie il sonno a Netanyahu

Il premier israeliano non e’ impensierito dal debole e frammentato centrosinistra. Piuttosto teme l’ascesa di Naftali Bennet, leader di HaBayit HaYehudi

Michele Giorgio

Gerusalemme, 28 dicembre 2012, Nena News – Tra meno di un mese gli israeliani andranno alle urne e la campagna elettorale sta mettendo in luce due aspetti: l’ulteriore virata a destra del partito Likud e l’assenza di una opposizione di qualche peso alla maggioranza di ultradestra che Benyamin Netanyahu, dopo il 22 gennaio, costruirà per fare la guerra all’Iran (se arriverà il via libera di Barack Obama) e intensificare la colonizzazione dei territori palestinesi occupati. Non sono in grado di impensierire Netanyahu i «sette nani» del centrosinistra: dalla laburista Shelly Yechimovic alla «movimentista» Tzipi Livni fino al telegenico Yair Lapid, senza dimenticare che Kadima, quattro anni fa entrato alla Knesset come il partito più votato, è destinato a sparire.

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Incollati alle poltrone

Ancora sulla controversa lista “unitaria” che si presenta alle elezioni romane per l’Ucei. Stavolta i maldipancia dei giovani sostenitori di Pacifici. (Puntate precedenti qui e qui)

Vito Kahlun – Edoardo Amati

Un legittimo schifo. Crediamo sia questo la lista unitaria MPS (Magiar, Pacifici, Sassun) candidata alle prossime elezioni dell’Ucei. Ci dispiace non usare mezzi termini, così come ci dispiace provare un sentimento politico di questo genere, ma questa è la nostra verità. Quando persone con visioni politiche fortemente diverse – che fino all’altro ieri si scannavano con qualsiasi arma – si mettono insieme (nella stessa lista!!!) c’è qualcosa che non quadra. E non è difficile desumere i motivi per cui lo facciano.

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Un’unione di donne per l’Unione

A Roma, per le elezioni del prossimo Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che avrà luogo il 10 Giugno prossimo, si è presentata una lista di 17 donne chiamata Binah.

Per poter dare a tutti la possibilità di capire, soprattutto a chi è fuori dalle dinamiche romane, riteniamo sia opportuno raccontare brevemente il quadro generale nel quale questa lista è nata. Da molti anni a Roma ci sono liste che si sono contrapposte per ideali e programmi. I rappresentanti più significativi di tali liste, in occasione di queste prossime elezioni hanno deciso di presentarsi in 20 (corrispondente al numero dei rappresentanti romani che, come approvato nel nuovo Statuto, siederanno nel consiglio UCEI) sotto un unico nome. Per i “fedelissimi” degli storici rappresentanti ciò non ha rappresentato nessun tipo di problema, ma per molti che in passato si sono schierati con l’uno o con l’altro, si è trattato di un accordo  basato sulla teorica certezza che nessun’altra lista si sarebbe presentata e che quindi sarebbero entrati tutti e venti senza dare a nessun elettore la reale possibilità di scelta, o almeno, l’illusione di essere ancora rappresentato da chi aveva sostenuto per anni.

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Quest’estate entriamo in un lungo inverno

[CORRETTO 13.20] Due interventi sul risultato delle elezioni torinesi. Nel primo G. Levy descrive in toni apocalittici i sentimenti di chi ha perso. Nel secondo G. Segre denuncia il tradimento degli ideali di chi ha vinto.

Gabriele Levy

E’ col cuore infranto che ho assistito alla sconfitta di Comunità Attiva alle elezioni della Comunità di Torino. La nostra primavera ebraica, primo caso in Italia di rivoluzione culturale, e’ stata soffocata dall’odio e dalle bugie dei vecchi burocrati di un tempo, che si sono ripresi il potere per rivaticanizzare la nostra casa.

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Pacifici contro Sassun contro Magiar

Depositate le liste per le prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio della Comunità Ebraica di Roma il 10 aprile 2011. Tutti i candidati divisi per lista.

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Per il Popolo Eletto – Il nostro programma Rea Lista

Parodia di proposte elettorali per il Congresso UCEI 2010

Gabriele Di Segni

Delocalizzare i Dipartimenti dell’Unione

• il Corso di Laurea ad Ajaccio (Corsica), dato che lì sono tutti corsi;

• il DEC decentrato a Decimoputzu (Cagliari) perché solo su un’isola si possono recuperare gli ebrei lost;

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