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Qualche riflessione realistica sulla Giornata della Cultura Ebraica di domenica 4 settembre 2011.

David Piazza

Siamo ormai a ridosso dell’appuntamento annuale della Giornata della Cultura Ebraica che permette a molte piccole Comunità in Italia di avere un guizzo di attività e a quelle più grandi di aprirsi al territorio, spesso una tantum. Quest’anno il tema imposto-proposto dall’organismo europeo responsabile è tra i più ambiziosi mai affrontati dalla Giornata: Ebraismo 2.0* – Dal Talmud a Internet. Ora che sono arrivati, per posta, per email e sulla stampa i programmi organizzati dalle singole Comunità, è possibile già avere una visione d’insieme sulla capacità dell’ebraismo italiano di rispondere a sollecitazioni culturali provenienti dall’esterno.

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Verso Gerusalemme

David Bidussa

Non è facile definire che cosa sia l’ebraismo. Certo se si ritiene che l’ebraismo sia una religione che ha regole precise e che si riconosce in base all’osservanza di quelle regole, definirlo e riconoscerlo è allora alquanto semplice. E’ sufficiente aprire dei testi, mettere insieme e comparare ciò che nei testi è contenuto, scegliere i commenti più autorevoli. Da questa immagine si ricava che l’ebraismo è un costrutto culturale che stabilisce regole comportamentali e che nel tempo consente di conformare comportamenti a principi. Gli ebrei sono coloro che si comportano in un certo modo e che si conformano a un modo di agire. Pensano perché fanno. Ovvero: sono qualcuno (soprattutto sono riconoscibili) perché preliminarmente agiscono secondo regole pratiche e pragmatiche che nel momento stesso in cui vietano e consentono, o permettono, costruiscono la personalità culturale di un individuo o di un insieme di individui. E’ una risposta plausibile, sostenibile, ma non credo che sia l’unica da considerare. Continua a leggere »

Il rapporto tra Stato e religioni

Scialom Bahbout

Vorrei iniziare col denunciare una situazione generale. Le religioni monoteistiche, in quanto ritengono di essere portatrici di verità assolute, sono normalmente e naturalmente portate alla sopraffazione, all’eliminazione dell’altro, in quanto viene ritenuto portatore di idee e comportamenti diversi: l’altro quindi o si converte oppure non deve esistere. Questa è cronaca che appartiene alla storia umana per molti secoli. Le religioni monoteistiche contengono in sé un elemento di intolleranza che è difficile da eliminare, una sorta di peccato originale alla base delle singole religioni. Continua a leggere »