Donna rabbino | Kolòt-Voci

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A Parigi il rabbino ha lavorato come modella

Delphine Horvilleur 39 anni, guida la sinagoga di Beaugrenelle. Manda i figli alla scuola pubblica e lotta per la laicità.

Anais Ginori

RabbinoModellaNella sinagoga di Beaugrenelle la chiamano Rabbi Horvilleur oppure, semplicemente, Madame le Rabbin. «Ognuno trova, come può, un compromesso linguistico», scherza Delphine Horvilleur. L’unica definizione che non accetta è “rabbina”, nome con cui si chiama di solito la moglie del rabbino. Sono sfumature, piccoli aggiustamenti semantici di una rivoluzione in corso. A 39 anni Horvilleur guida la sinagoga del XV arrondissement sfidando i pregiudizi. «Certo – ammette – capita ancora di trovare persone che mi chiedono se posso lavorare mentre ho il ciclo mestruale, ma non importa». Sposata, madre di tre figli, ha appena firmato un libro sulla presunta misoginia nella religione, dal titolo En tenue d’Ève, in un periodo in cui si parla tanto di integralismi soprattutto islamici. «Le tre religioni monoteiste – ricorda – sono state tutte più o meno misogine a seconda dei periodi della Storia».

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JewsNews 14

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Anoressia e ortodossia

JewsNewsSecondo un’indagine del Washington Post i disturbi alimentari rappresenterebbero un serio problema tra gli ebrei ortodossi. Quasi 1 ragazza ultraortodossa su 19 soffre in Brooklyn di problemi del comportamento alimentare. L’ebraismo ortodosso, con le sue rigide e restrittive regole di Kashrut, abituerebbe molte giovani donne a un controllo ossessivo del cibo e costituirebbe un alibi dietro cui nascondere gravi patologie, quali anoressia, bulimia, binge eating disorder e altri gravi disturbi.

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Donne Rabbino Ortodosse? Falso allarme

Ben Harrison

NEW YORK (JTA) – Come si può chiamare una donna Ortodossa che impara come un Rabbino, insegna come un Rabbino e ha degli incarichi di lavoro come un Rabbino?

Apparentemente in nessun modo, ma è sempre un Rabbino. Avi Weiss, il Rabbino fondatore della scuola rabbinica “liberal” Yeshivat Chovevei Torah, alla fine di questo mese terrà una cerimonia per Sara Hurwitz, la quale ha il titolo di “madricha ruchanit”, o mentore spirituale, presso la Weiss’ Synagogue di Riverdale in New York City.

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Donna, afro-americana. E rabbino

A giugno la 45enne Alysa Stanton verrà ordinata dalla Hebrew Union College di Cincinnati: è il primo caso

Alessandra Farkas

Alysa Stanton (da Abc News / Courtesy Hebrew Union College-Jewish Institute of Religion) NEW YORK – Chiamatelo “Effetto Obama”. Per la prima volta nella storia, una donna afro-americana sta per essere ordinata rabbino, mentre la famigerata cittadina bianca e razzista del Mississippi immortalata dal film con Gene Hackman e Willem Dafoe Mississippi Burning – Le radici dell’odio ha appena eletto il suo primo sindaco nero. Per la 45enne Alysa Stanton il mantra obamiano del “Yes we can” diventerà realtà il prossimo 6 giugno. Quando la mamma single cresciuta in una famiglia di afro-americani pentecostali di Cleveland verrà ordinata rabbino dalla Hebrew Union College-Jewish Institute of Religion di Cincinnati, diventando così la prima donna-rabbino nera al mondo. Due mesi più tardi la Stanton e sua figlia Shana – una quattordicenne adottata quando la piccola aveva un anno – si trasferiranno a Greenville, in Nord Carolina, dove la neoeletta Rabbi Stanton assumerà l’incarico ufficiale, dietro il pulpito della Congregation Bayt Shalom, una delle sinagoghe più importanti del sud.

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