Donna ebrea | Kolòt-Voci

Tag: Donna ebrea

L’ultimo bagliore di una candela spirante

Ultraortodossi e le donne. Una voce controcorrente.

David Cassuto

Vorrei cercare di spiegare quello che sta succedendo nella società israeliana fra i liberal e l’ultraortodossia. Il fenomeno dell’uso dei simboli della Shoah dagli ultraortodossi nelle loro dimostrazioni in Israele è veramente scioccante e ci lascia tutti senza parole: bisogna però cercare di capire cosa ci sta dietro.

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Donna e sposa

Anna Colombo

Ieri sera a Milano grande festa: si inaugurava il rinnovato mikve di via Guastalla dopo lunga e sofferta ristrutturazione. Erano presenti centinaia di donne per una festa tutta al femminile che ha visto diversi e qualificati interventi con intermezzi di canto e musica. In esclusiva per Kolot siamo riusciti ad ottenere il testo dell’intervento della rebbetzin Anna Arbib Colombo.

Questa sera è Rosh Chodesh Hadar, il capo mese di Hadar in cui cade Purìm e i nostri Maestri hanno insegnato che: Mishenichnàs Hadàr Marbìm Besimchà, da quando inizia il mese di Hadàr si deve aumentare la gioia. Ho quindi pensato di tenere una breve lezione proprio sulla Simkhà, e in particolare sul rapporto che vi è tra la gioia di Purìm e la simkhàt hanissuìn, quella per il matrimonio. Potrebbe sembrare una forzatura ma a mio avviso non lo è. Tutta la storia di Purìm gira attorno a un rapporto matrimoniale. Achashveròsh perde la moglie e sposa Ester, strappata con forza a Mordekhài che secondo la tradizione ne era il marito. E poi Haman, che spinto dal consiglio della moglie prova ad uccidere Mordekhài per poi finire impiccato sulla forca che aveva preparato. Ma il rapporto con Purìm sarà trattato solo alla fine del mio discorso. Per ora, iniziamo un percorso che, attraverso le fonti rabbiniche ci condurrà pian piano al tema della gioia matrimoniale e, diciamolo subito, a quello della famiglia come radice della continuità del popolo ebraico.

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Benedetto… che non mi hai fatto donna

Una risposta di rav Riccardo Di Segni – Rabbino capo di Roma

Una lettrice si era rivolta a Shalom chiedendo spiegazioni sulla benedizione “che non mi hai fatto donna”, protestando per il fatto che viene citata come esempio di una condizione tradizionale femminile infelice. Questa la risposta:

La lettrice si è giustamente irritata per un atto disinvolto di disinformazione. L’occasione è utile per dare qualche spiegazione in più su una questione che è di grande attualità ed importanza e richiede un’esposizione più allargata, per quanto possibile in questa sede. Continua a leggere »