Digiuno | Kolòt-Voci

Tag: Digiuno

Quel digiuno che unisce arabi ed ebrei

Gianfranco Di Segni

gazzelleUn paio di settimane fa ero a Gerusalemme. Da poco è stata aperta al pubblico la Valle delle Gazzelle, un parco naturale intra-urbano, e non ho perso l’occasione per visitarla. Conoscendo le abitudini di questi animali, sapevo che per poter vedere le gazzelle bisogna aspettare il tardo pomeriggio. Sono arrivato verso le 17.00 e sul cartello all’entrata era scritto “Apertura fino alle 19.30”, quindi stavo sereno. Alle 18.15, dopo aver girato il parco in lungo e in largo senza nessun avvistamento, il giovane e unico custode mi dice da lontano che entro mezz’ora avrebbe chiuso il parco.

Gli chiedo come mai così presto ma non capisco la risposta. Un po’ contrariato, riprendo a scrutare fra l’erba alta e finalmente vedo un paio di gazzelle che escono dalla macchia, e poi altre due ancora. Emozionato (chi ha mai sentito di gazzelle che vivono in città?), inizio a fotografarle con il tele-obiettivo in tutte le pose e posizioni immaginabili. Sarei rimasto lì ancora per molto se il custode non fosse tornato, poco dopo, a richiamare verso l’uscita tutti i visitatori (non molti a dire il vero). Parecchie proteste, anche se mi sembra io fossi l’unico realmente interessato a vedere gli animali.

Gli chiedo se solo quel giorno chiudeva prima e mi dice: “Fino a che dura il Ramadan” (ecco qual era la risposta che non avevo capito prima). Poi aggiunge: “O fino a che non trovano un custode ebreo”.

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Elena Loewenthal, “La lenta nevicata dei giorni”

Oggi, digiuno del 10 di tevèt, è anche il giorno che la tradizione ebraica dedica al ricordo della Shoah

Simone Somekh

Quei muri erano fantasmi. Non di quello che non c’era più, ma di quello che avrebbe potuto essere e non era stato.

LentaNevicataLa scorsa settimana ho visto un video scioccante su YouTube. Nel video c’era una donna, figlia di una superstite della Shoà, che andava in giro per le università della Pennsylvania a intervistare studenti con lo scopo di vedere quanto ne sapevano di Seconda Guerra Mondiale, Nazismo, Soluzione Finale. Risultato: la maggior parte dei ragazzi intervistati non era in grado di dire né cosa sia stato l’Olocausto, né quanti anni fa si sia verificato, né di che Paese fosse leader Adolf Hilter. Infatti solo in 5 stati degli USA l’insegnamento di tali argomenti è obbligatorio nelle scuole pubbliche, mentre in tutti gli altri 45 (tra cui figura la Pennsylvania) non è così.

Terminato il video, sono rimasto a fissare come un ebete lo schermo del mio computer per qualche minuto. Non credevo ai miei occhi. Eppure è così.  Solo 70 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, le persone già cominciano a dimenticare. Tra questi “smemorati”, c’è chi si ostina a non voler ricordare, come i negazionisti, e c’è anche chi non crede che sia importante studiare, confrontarsi con la realtà, imparare da un passato per nulla remoto.

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Digiunare e sfamare

Il digiuno richiesto all’ebreo nel giorno di Kippur è solo un piccolo tassello di un processo ben più complesso

Alfredo Mordechai Rabello

“Non è forse questo il digiuno che Io desidero?… Dividi il tuo pane con l’affamato e poveri derelitti porta in casa tua, quando vedi un uomo nudo coprilo e non chiudere gli occhi ai bisogni del tuo simile” (Isaia 58, 6-7).Sono queste alcune delle parole che leggiamo nella Haftara` di Yom Kippur. È senz’altro l’ora di risvegliarci; le cose ci vengono dette chiaramente; non vi e` un Ebraismo dei Profeti ed un Ebraismo dei Rabbini; chi ha stabilito questo passo come Haftarà sono proprio i nostri Saggi; l’esigenza di una giustizia sociale è parte integrale della richiesta profetica, che troverà traduzione normativa nei libri dei Maestri.

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Il digiuno della frattura

Domani, dall’alba a sera, gli ebrei digiunano per il 17 di Tamuz che apre il periodo di lutto che si conclude con il digiuno del 9 di Av.

Riccardo Di Segni

Tamuz è un mese ebraico estivo. Il nome non è originariamente ebraico, deriva dalla lingua babilonese, che con lo stesso nome indicava un suo dio. Era il dio che con la sua morte e resurrezione in qualche modo rappresentava la ciclicità della natura. Le donne ne piangevano ritualmente la morte nel mese a lui dedicato, forse il giorno 18, e questo uso pagano si era radicato anche tra gli ebrei, alla vigilia della distruzione del primo Tempio, scatenando la riprovazione del profeta Ezechiele (8:14).

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Le tre settimane di fuoco

Con il digiuno di oggi, quello del 17 di Tamuz, inizia un periodo di lutto e di restrizioni che durerà fino al giorno dopo il digiuno del 9 di av (29-30 luglio, quest’anno). Le istruzioni per l’uso dell’Ufficio Rabbinico di Roma.

“Così dice il Signore delle schiere il digiuno del quarto mese (il 17 di Tammuz) e il digiuno del quinto mese (il 9 di Av) e il digiuno del settimo mese (il digiuno di Ghedalià) e il digiuno del decimo mese (il 10 di Tevet) diverranno per la casa di Giuda fonte di gioia e di allegria e ricorrenze buone; e voi amate la verità e la pace.” (Zaccaria 8, 19)

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Il digiuno? Se breve può far bene

Ottima notizia. Lunedì, dall’alba al tramonto, noi ebrei abbiamo il digiuno di Estèr. Peccato bruci solo i grassi e non Amalèk. DP

Astenersi dal cibo per un giorno al mese potrebbe ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e di diabete

La dieta-senza-cibo fa bene alla salute. Parliamo di digiuno, ma, naturalmente, parliamo di un digiuno limitato nel tempo: un giorno al mese. Detta così non sembra una grande idea perché il digiuno è spesso associato a pratiche religiose ed è vissuto come una sorta di punizione, almeno secondo la cultura cristiana, e non è nemmeno tanto nuova, perché qualcuno ci aveva già pensato come mezzo per dimagrire. Ma adesso le prove scientifiche si stanno accumulando e secondo gli ultimi studi, non solo sugli animali, ma anche sull’uomo, stanno dimostrando che chi digiuna ha meno malattie. I dati più numerosi arrivano dalle ricerche sugli animali. E Mark Mattson del National Institute of Aging americano spiega che nei test di laboratorio i topi tenuti a una dieta che prevedeva un digiuno, vivevano più a lungo, sviluppavano meno tumori e, invecchiando, conservavano migliori capacità mentali rispetto a quegli animali che potevano mangiare liberamente.

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Quando Pèsach cade di sabato sera (come quest’anno)…

Alberto Somekh

DERASHAH (sermone) SUI PREPARATIVI DI PESACH (Sabato 16 Aprile – ore 10.30)

Si anticipa la derashah di Shabbat ha-Gadol (così è tradizionalmente chiamato il Sabato che precede Pesach) allo Shabbat ancora precedente, cioè il 7 Nisan. Vengono nuovamente ricordate le regole relative a Pesach, quali l’obbligo delle pulizie, la bollitura dei recipienti da cucina, la ricerca e l’eliminazione delle sostanze lievitate (chamètz), l’acquisto delle matzot, il lavaggio delle erbe amare e tutto quanto è legato alla preparazione del Seder. Continua a leggere »