Dialogo | Kolòt-Voci

Tag: Dialogo

I limiti del dialogo e una sinfonia stonata

Riccardo Di Segni

Riccardo Di SegniL’Osservatore Romano del 15 novembre ha pubblicato un’intervista al rabbino David Rosen (“Perché non possiamo essere nemici”) nella quale tra l’altro appare questa domanda: “Alla fine di giugno Auschwitz ha ospitato una celebrazione in memoria delle vittime dell’Olocausto a cui hanno partecipato importanti rabbini, cardinali e vescovi e dove è stata eseguita una sinfonia sulla sofferenza. Anche lei era presente. Che cosa ha significato questo atto per gli ebrei?”.

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Per l’adulterio non c’è stato nulla da fare

Il settimo comandamento: Non commettere adulterio. L’intervento di rav Somek alla Giornata del Dialogo e della Riflessione Ebraico-Cristiana a Torino 

Alberto Moshe Somekh

In una celebre storiella si descrive Mosè mentre scende dal Monte Sinai sotto il peso di due enormi tavole della legge. “D. mi ha incaricato di darVi i Comandamenti. Sono 50 in tutto”. Il popolo protesta per il gran numero e sotto il peso, questa volta, della contestazione, Mosè accetta di risalire sul monte per trattare con D. Dopo qualche tempo il popolo lo rivede scendere dal monte. “Sono riuscito ad ottenere una riduzione dei Comandamenti a dieci soltanto. Ma quanto all’adulterio –riferisce scuotendo il capo- non c’è stato nulla da fare”. Il Talmud interpreta in modo simile l’episodio in cui il popolo nel deserto “piangeva per le sue famiglie” (Num. 11,10) ricordando i cibi che mangiava in Egitto durante la schiavitù a confronto con la manna. Secondo una scuola di pensiero il cibo è in realtà una metafora sessuale e l’espressione biblica va piuttosto intesa nel senso: “Piangeva per le questioni inerenti alle sue famiglie” (Yomà 75a). L’etica coniugale già allora non piaceva.

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Silenzio sul papa che cita il rabbino sul matrimonio omosessuale

Nel silenzio più assoluto del “dialogo ebraico-cristiano-ma-solo-se-progressista” anche papa Benedetto XVI cita  rav Gilles Bernheim (vedi anche Kolot) durante il discorso alla Curia romana del 21.12. Ecco l’estratto del testo di Bernheim tradotto in italiano: «Il racconto biblico fonda la differenza sessuale sull’atto creatore»

Gilles Bernheim

La complementarietà uomo-donna è un principio strutturante nell’ebraismo, in altre religioni, nelle correnti di pensiero non religiose, nell’organizzazione della società, come pure nell’opinione di una vastissima maggioranza della popolazione. Questo principio, per me, trova il proprio fondamento nella Bibbia. Per altri, può trovare il proprio fondamento altrove. Mi concentrerò qui sulla visione biblica, che non esclude altre visioni. «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gn 1, 27). Il racconto biblico fonda la differenza sessuale sull’atto creatore. La polarità maschile-femminile attraversa tutto ciò che esiste, dall’argilla a Dio. Fa parte del dato primordiale che orienta la vocazione rispettiva — l’essere e l’agire — dell’uomo e della donna. La dualità dei sessi appartiene alla costituzione antropologica dell’umanità.

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È Gesù che continua a dividere Ebrei e Cristiani

Jacob Neusner

Nel Medio Evo i rabbini erano costretti a impegnarsi, davanti a re e cardinali, in dispute con i sacerdoti su quale fosse la vera religione, l’ebraismo o il cristianesimo. Il risultato era predeterminato: i cristiani vincevano perché avevano la spada. Poi negli anni dopo la seconda guerra mondiale le dispute hanno lasciato il posto alla convinzione che le due religioni dicano la stessa cosa; e le differenze tra esse sono state declassate a questioni secondarie. Ora invece è iniziato un nuovo tipo di controversia, nel quale è la verità delle due religioni a essere al centro del dibattito.

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Il dialogo c’entra come i cavoli a merenda

Un lucido Giorgio Israel ci spiega le manovre politiche di illustri ex

È significativo che il violento attacco con cui il rabbino capo di Venezia Richetti ha accusato Benedetto XVI di aver demolito 50 anni di dialogo ebraico cristiano sia apparso sul mensile dei gesuiti Popoli. Peraltro, basta attenersi ai fatti, senza ricorrere alla mediocre pratica della dietrologia, per rendersi conto che in questa diatriba vi sono moventi che con il merito hanno poco a che fare.

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Le difficoltà ebraiche con il Papa della Dominus Jesus

Il fazioso: Il Foglio intervista i rabbini capo di Roma e Milano sul “dialogo interruptus”. Uno scorrettissimo Giorgio Israel (articolista fisso del Foglio) ne approfitta per rilanciare il mito ebraico del buon selvaggio: La colpa è tutta dei nuovi rabbini cattivi che “allontanano chi ha fatto matrimonio misto”. Elementare Watson, elementare.

Giorgio Israel

Roma. E’ sulla preghiera del venerdì santo e sulla causa di beatificazione di Pio XII che nelle scorse settimane si è innescato un moto di inimicizia fra la chiesa cattolica e il mondo ebraico. Ne parliamo con due fra i maggiori rabbini italiani e con il saggista Giorgio Israel, che sul Corriere della sera assieme del rabbinato di sospendere la giornata del dialogo.

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Quando Eva mangiò la pesca

Speriamo che la “Corporazione del Corretto Dialogo” non multi questi bambini per dialogo non autorizzato… DP

Gualtiero Peirce

Tra poesia e fantasia quello che pensano i piccoli cattolici, ebrei e musulmani alle prese con gli insegnamenti del loro Dio. Il regista Gualtiero Peirce li ha registrati in presa diretta. E ora li racconta in un libro

Certi bambini piccoli sono connessi con l’universo, a loro agio nella contemplazione di un rametto, pazzi di gioia nella neve, pietosi verso un gatto coperto di croste, un pesce appena pescato che si dibatte, mentre gli adulti sono indaffarati e distratti. E una spiritualità naturale dove le parole ancora non trovano posto, tantomeno il pensiero astratto. Così è molto interessante osservare come le scuole confessionali – qualunque opinione se ne abbia – avvicinano i giovanissimi all’idea di Dio, e li indirizzano verso una appartenenza che, se pure da adulti dovessero abbandonarne l’aspetto strettamente religioso, resta nelle fondamenta.

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