Deportazione | Kolòt-Voci

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L’uomo che perse 10 figli ad Auschwitz

Una storia che in pochi conoscono. Il 16 ottobre del 1943 i nazisti prelevarono la sua famiglia. Furono uccisi tutti. Settimio Calò fu l’unico a salvarsi. Ora Roma lo ricordi

Gian Antonio Stella

C’ è un buco, nello stradario di Roma. Tra piazza Elio Callistio e via Calopezzati, seguendo l’ordine alfabetico, manca uno slargo, una piazzetta, un vicolo che porti il nome di Settimio Calò. Vi chiederete: Calò! Chi era costui? Era un piccolo uomo qualunque che non desiderava altro che vivere una vita qualunque. Aveva una moglie e dieci figli. Passarono tutti per il camino di Auschwitz. Tutti. A lui andò peggio, diceva. Molto peggio: era sopravvissuto.

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Ebrei in camicia nera

In contraddizione con i documenti continua il mantra Sarfatti: dalle Leggi Razziali del 1938 gli ebrei sarebbero diventati tutti antifascisti. Invece, dopo la nota di Aldo Ascoli, è utile leggere anche la storia dell’Ammiraglio Capon che riportiamo in basso.

Anna Foa

Nel 1922, quando il fascismo prende il potere in Italia, gli ebrei – una piccolissima minoranza della popolazione, circa 45000, cioè l’uno su mille – erano profondamente integrati nel contesto sociale e culturale del Paese.

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Pio XII sapeva da anni che fine avrebbero fatto gli ebrei deportati

Maurizio Ghiretti

La fiction su Pio XII ripropone ancora una volta una disamina sul comportamento storico di questo papa nel periodo più terribile dello sterminio degli ebrei europei. La mia riflessione parte dalla deportazione degli ebrei romani, il 16 ottobre 1943, e ai tentativi infruttuosi per cercare di salvarli.

La deportazione ebbe come cornice generale la disastrosa situazione politica italiana scaturita dall’armistizio dell’8 settembre. A Roma quel 16 ottobre, l’unico centro di potere, non tedesco, forse in grado di aiutarli era il Vaticano. Molti sperarono in un solerte e forte intervento del papa per ottenere la loro liberazione o il concentramento in Italia, ma le speranze andarono deluse. Pio XII sapeva che la deportazione aveva come meta la morte, e sapeva anche, per esperienze precedenti, che un intervento diplomatico non sarebbe servito a nulla. Che cosa gli impedì di compiere un atto più incisivo, una pubblica denuncia, per tentare di salvarli?

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Pio XII santo? La Chiesa pensi alla pedofilia

intervista all’attore che nella fiction propagandistica di Rai Uno interpreta il papa che parlò solo per salvare i propri interessi

Francesca Gentile

«Posso parlare liberamente? Perchè in questo caso, secondo me, il papa, nei confronti del nazismo, ha agito come ha agito per una ragione ben precisa: il Vaticano aveva interesse a recuperare le terre e le chiese perse sul territorio tedesco». James Cromwell non le manda a dire quando si tratta di fare un’analisi storica del pontificato di Pio XII, il papa che si accinge ad interpretare sul piccolo schermo nella fiction Sotto il cielo di Roma, in onda su Rai Uno, domenica 31 ottobre e il primo novembre.

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La guerra incruenta dei simboli

David Piazza

La storica e dolorosa operazione del ritiro da Gaza, per la quale molti “esperti” prevedevano come sicuro lo spargimento di sangue, si è conclusa invece senza incidenti di rilievo, pur nel dramma di più di 8000 persone costrette al trasloco forzato e il trauma emotivo di moltissimi tra protagonisti e spettatori. Le valutazioni storiche, politiche, sociali, hanno saturato i media, non solo del piccolo Paese che ha vissuto questo colossale psicodramma collettivo, ma del mondo intero. Abbiamo approfittato quindi della nostra presenza sul posto per qualche nota sull’unica battaglia combattuta senza risparmio di colpi: quella culturale, fatta di simboli che avrà, senza dubbio, ripercussioni enormi sulla coscienza collettiva degli israeliani, che si sono trovati, a distanza di decenni, di fronte a scelte di portata simile a quelle affrontate nel periodo di costituzione dello Stato. Continua a leggere »