Comunitattiva | Kolòt-Voci

Tag: Comunitattiva

La rivolta di Torino

Il risultato delle elezioni comunitarie di ieri porta alla vittoria l’opposizione con la nuova lista Anavim che conquista 8 seggi su 13. Sconfitta la lista che aveva revocato Rav Somekh dalla carica di Rabbino capo e nominato al suo posto un rabbino israeliano.

David Sorani

La vittoria netta e indiscutibile della lista Anavim – che non è solo uno schieramento elettorale ma anche una nuova associazione culturale della Comunità Ebraica di Torino – dimostra senza possibili equivoci che la maggioranza della Kehillà torinese non si identifica nelle scelte esasperate e unilaterali compiute dalla precedente maggioranza, a partire dal provvedimento di revoca a Rav Somekh. Dimostra che non era solo una sparuta minoranza a manifestare perplessità e riserve di fronte a una politica comunitaria fatta di eclatanti ma in fondo effimere iniziative. Soprattutto nel contesto di una difficile situazione economica come quella attuale, che richiede invece realismo e rigore senza nulla togliere alla sostanza dell’azione formativa e aggregante.

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Torino come metafora

Dietro al piccolo episodio

David Sorani

Si potrebbe anche sostenere che tutta la questione sollevata intorno alla riunione organizzativa convocata dal Consiglio della Comunità di Torino un venerdì pomeriggio alle 17,30 (questione diffusa e dibattuta in questi giorni su “Kolot”) sia in fondo cosa di poco conto, alla quale si è dato fin troppo peso: che importanza può avere e quali tracce può lasciare un incontro di lavoro tra pochi volontari in vista della prossima giornata europea della cultura ebraica? E invece no, invece è chiaro a tutti che la data e l’ora stabilite, e le priorità seguite per fissarle assumono una valenza emblematica della mentalità, del modo di porsi e di gestire le situazioni di interesse comune propri dell’attuale maggioranza consiliare.

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Torino sul limite

Giulio Tedeschi

I consiglieri alla cultura e manifestazioni della Comunità di Torino, Sarah Kaminski e Manfredo Montagnana hanno convocato una riunione organizzativa in vista della prossima Giornata Europea della Cultura Ebraica. La riunione si è svolta venerdì 27 giugno, alle 17.30. Credo si sia trattato di una prima volta in assoluto. Una attività comunitaria organizzata a due ore dall’inizio della tefillah di shabbath. Non è evidentemente nella sensibilità dei due suddetti consiglieri l’ipotesi che qualcuno, a due ore dall’arrivo di shabbath, abbia la testa occupata da altro. Altro alto, o magari anche altro basso: finire di cucinare oppure tornare a casa, doccia, vestiti puliti.

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Torino: La cecità della maggioranza

Emanuel Segre Amar

Rispondo alla newsletter di Morasha che riprendeva la lettera messa in rete da Comunitattiva sul suo sito, e desidero innanzitutto ricordare che già in lontani tempi la Comunità di Torino è passata alla storia per la sua cecità politica. Sembra che ancora una volta oggi, mentre si avvicinano periodi che appaiono essere sempre più bui per Israele, per l’Italia e per l’Europa tutta, noi ebrei italiani ci comportiamo come molti fecero già nel 1934, accecati dal desiderio di comportarsi in un modo politicamente corretto.

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Torino: non ne possiamo più

Monta a Torino la protesta contro ComunitAttiva, la lista presentatasi alle elezioni del 2007 con l’obiettivo di far dimettere Rav Somekh. Non ne possiamo più! è la newsletter diffusa qualche giorno fa. Eccone alcuni testi salienti e un intervento di Giulio Tedeschi.

Il Consiglio della Comunità Ebraica di Torino, con il voto favorevole del Presidente e dei Consiglieri di ComunitàttivA e con il voto contrario di tutti gli altri, ha deliberato il 25 marzo l’avvio della procedura di revoca del Rabbino Capo.

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Non converti? Ti licenzio!

La ricostruzione della vicenda torinese da parte di Comunitattiva

PREMESSA: Poco prima delle elezioni anticipate che si sono svolte a maggio 2007 nella nostra Comunità, dovute alle dimissioni di cinque consiglieri per l’impossibilità di trovare una soluzione alla crisi dei rapporti con il Rabbino Capo, da Milano arriva a Rav Somekh la proposta di andare a ricoprire la carica di Direttore del Beth Ha-Midrash e Vice Rabbino Capo della Comunità. Di seguito sono riportare le tappe salienti del lavoro compiuto dal Consiglio in questi mesi per dipanare la questione.

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Torino un anno dopo

E’ sceso un po’ d’oblio. Allora, cosa succede ora nella Comunità ebraica di Torino

Giulio Tedeschi

Per non rifare tutta la storia di un’estate un po’ movimentata diremo solo che da ultimo anche la Consulta Rabbinica – interpellata, per la verità, un po’ maldestramente dal Consiglio – ha detto poche ma sagge cose: ha osservato che l’istanza giungeva solo dal “Presidente ed alcune componenti del Consiglio” e che la controversia era “radicale”, ossia non si rifaceva ad addebiti specifici, ma riguardava la valutazione stessa di cosa debba essere il rabbinato. E ha raccomandato “di cercare un approccio nuovo con il Rabbino”. Ossia, saranno pure forse problemi gravi e veri, ma così li aggravate invece di risolverli. Il Consiglio, a questo punto, ha deliberato (il 27/11) di riprendere il dialogo con rav Somekh.

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