Claudio Magris | Kolòt-Voci

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L’Odissea di Feuchtwanger

Ebreo di Germania, costretto ad attraversare Europa e gli Stati Uniti per fuggire al governo nazista, uno dei più fidati collaboratori di Bertolt Brecht problematizzava i miti epici secondo l’attualità. Odisseo e i maiali raccoglie alcuni dei suoi racconti a sfondo mitologico e insieme uno scritto esclusivo di Claudio Magris

Stefano Nicosia

Più che al libro, verrebbe voglia di fare una recensione all’autore, in questo caso, vista la sua rocambolesca biografia. Quella di Feuchtwanger è infatti la vita di un intellettuale ebreo tedesco nato alla fine dell’Ottocento e morto nel 1958, e già questo basterebbe a evocare esilii di guerra, attraversamenti di confini e oceani, traumi che basterebbero per numerose reincarnazioni. In questo libro della romana nottetempo possiamo leggere tre suoi racconti, che sembrano coniugare alcuni verbi capitali sua biografia: viaggiare, tornare, morire.

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L’Anticristo di Joseph Roth nemico dei totalitarismi

Prima di Hannah Arendt denunciò Hitler come “banale Medusa” e intuì che trasgredire il rispetto per gli altri non è solo crudele, ma volgare

Claudio Magris

«Io l’ho riconosciuto, io lo smaschero… io perisco». Questa apocalittica e sprezzante denuncia attacca frontalmente l’Anticristo, l’avvento del Male quale signore del mondo che assume, come è detto nelle Scritture, le sembianze del Cristo, del bene, della virtù, del progresso. A strappargli la maschera è uno dei grandi scrittori del Novecento, l’austriaco Joseph Roth, che in quegli anni sta combattendo la sua donchisciottesca battaglia contro il nazismo e abbandonandosi a una regale e cenciosa autodistruzione con l’alcol, il pernod che gli toglie anni ma gli regala mesi.

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