Claudio Canarutto | Kolòt-Voci

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Gli ortodossi e gli struzzi

Un rappresentante dei movimenti riformati non digerisce l’articolo di Shadal

Claudio Canarutto

Passi che Shadal oltre centocinquanta anni fa’, non percepisse le grandi possibilità insite nella Riforma ebraica, che stava muovendo i primissimi suoi timidi passi. Ma volersi nascondere oggi la realtà viva, rappresentata dal 90% del popolo ebraico nel mondo, costituito, per l’appunto da ebrei non ortodossi, in gran parte riformati od anche conservatives o semplicementi laici significa comportarsi come lo struzzo, che nasconde la testa nella sabbia. Continua a leggere »

Di mamma ebrea ce n’è una sola

Sulla matrilinearità nell’ebraismo

Gianfranco Di Segni

In un recente numero di Ha Keillah (febb. 2005), nella lettera intitolata “Limpieza de sangre”, Claudio Canarutto ha riproposto il problema della trasmissione matrilineare dell’appartenenza all’ebraismo e ha messo a confronto la visione ortodossa con quella riformata, che sarebbe, a suo dire, più moderna perché considera ebrei anche coloro che abbiano il padre ebreo ma non la madre. Sorvolando sulla sgradevolezza di certe sue espressioni, Canarutto sostiene che il popolo ebraico, rifiutando i figli di solo padre ebreo, si priverebbe “dell’innegabile apporto differenziante e vivificante del sangue” degli altri popoli. La “bella norma rabbinica”, che accetta figli di “mamma ebrea, anche se di padre ignoto o, peggio, stupratore”, è “pericolosamente limitativa”. Canarutto afferma, senza rendersi conto di cadere in contraddizione, che “i nostri Rabbini, che si dichiarano tutti ortodossi, perseguono una impossibile politica di ‘purezza’ e di incontaminazione generazionale”. La conclusione, secondo Canarutto, è che “il razzismo, come sempre, è il nostro peggior nemico, anche, e forse più, quello che alligna tra le nostre fila”. E i razzisti sarebbero, evidentemente, i rabbini ortodossi. Continua a leggere »