Bibbia | Kolòt-Voci

Tag: Bibbia

Continua la riscrittura della Storia da parte cattolica attraverso il cinema

Ci risiamo. Cristiani moderni e non-violenti ed ebrei retrogradi e oscurantisti nel film su Gesù “Io sono con te” di Guido Chiesa

Maurizio G. De Bonis

E’ molto complicato analizzare criticamente un film quando l’opera da prendere in considerazione è portatrice di tesi molto nette e quando si avverte il fatto che gli autori hanno agito artisticamente in una condizione personale di certezza assoluta. Sì, perché il rischio è quello del confronto di tipo “ideologico” tra il regista, che espone linguisticamente le sue idee, e il critico che le interpreta dal suo punto di vista, anche culturale.

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Bibbia di Aleppo, intricata spy-story

Giulio Busi

Per un popolo disperso ai quattro angoli del mondo, un libro può valere quanto il più prezioso dei tesori, e quello era un codice davvero speciale. Secondo la leggenda, era stato scritto da Ezra in persona, ed era senz’altro il più accurato manoscritto biblico che si conoscesse. In verità, il codice non era antico come si diceva, ma era pur sempre il più autorevole testimone di tutta la Bibbia ebraica. Lo avevano confezionato, con cura quasi sovrumana, due famosi maestri del X secolo, probabilmente a Tiberiade: il copista Shelomoh ben Buya’a e Aharon ben Mosheh ben Asher, un sommo esperto di grammatica, che ne aveva corretto la vocalizzazione.

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Qualche volta, purtroppo, semi-capisco

Sergio Luzzatto colpisce ancora sul giornale cultural-scandalistico Novella della Sera. Non contento dei tre interventi per elogiare e difendere il libro bufala di Ariel Toaff ora elogia Furet. Ma stavolta non ci sono bambini cristiani, ma solo rabbini cattivi.

Emanuele Calò

Sul Corriere della Sera del 4 aprile 2007, a pagina 45, Sergio Luzzatto commenta gli scritti di François Furet. Il quale Furet “ha rilevato il paradosso di uno Stato costruito, insieme, su quanto di più antico e quanto di più nuovo nella plurimillenaria vicenda ebraica: la Bibbia e il sionismo. Furet ha calcolato il prezzo che Israele ha rischiato di pagare per questo cortocircuito temporale: una “semi-censura collettiva” intorno a tutto ciò che sta in mezzo, la storia quasi intera del popolo ebraico. E Furet ha soppesato l’ipoteca politica della religione sopra la nazione. “L’accento posto sull’origine biblica installa la religione come cofondatrice dello Stato, inseparabile dalla potenza pubblica. Trasforma la società nell’ostaggio di un rabbinato conservatore, a dispetto della volontà espressamente moderna di coloro che l’hanno fondata”: sono parole risalenti a venticinque anni fa, ma si direbbero scritte ieri, anzi oggi”.

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Verso Gerusalemme

David Bidussa

Non è facile definire che cosa sia l’ebraismo. Certo se si ritiene che l’ebraismo sia una religione che ha regole precise e che si riconosce in base all’osservanza di quelle regole, definirlo e riconoscerlo è allora alquanto semplice. E’ sufficiente aprire dei testi, mettere insieme e comparare ciò che nei testi è contenuto, scegliere i commenti più autorevoli. Da questa immagine si ricava che l’ebraismo è un costrutto culturale che stabilisce regole comportamentali e che nel tempo consente di conformare comportamenti a principi. Gli ebrei sono coloro che si comportano in un certo modo e che si conformano a un modo di agire. Pensano perché fanno. Ovvero: sono qualcuno (soprattutto sono riconoscibili) perché preliminarmente agiscono secondo regole pratiche e pragmatiche che nel momento stesso in cui vietano e consentono, o permettono, costruiscono la personalità culturale di un individuo o di un insieme di individui. E’ una risposta plausibile, sostenibile, ma non credo che sia l’unica da considerare. Continua a leggere »

La scala di Yaakov

Riccardo Di Segni

La Bibbia è ricca di storie di sogni, molto differenti tra di loro, ognuno con il suo fascino, il suo mistero. Il primo di questa lunga serie è quello del patriarca Yaakov, fuggiasco dalla terra di Canaan. E’ la famosa visione di “Una scala piantata sulla terra, con la cima che arriva in cielo e gli angeli del Signore che vi salgono e scendono ….”. Risvegliatosi dal sonno Yaakov deduce che il luogo dove ha dormito e sognato è “terribile” (norà), casa di Dio e porta del cielo. Il racconto biblico non ci dice molto di più, lascia i lettori stupefatti e dà libero sfogo alla fantasia degli interpreti. Al prodotto di queste fantasie dedicheremo ora qualche attenzione. La prima cosa che va notata è che non tutti i sogni possono o devono avere lo stesso valore, anche perché non sono uguali le persone che sognano. Continua a leggere »